martedì 27 ottobre 2020

Per tutto il tuo amore di Laura Pellegrini

 

Per tutto il tuo amore 

 di Laura Pellegrini 

Pagine: 222 pagine
Editore : Io Scrittore 
Data di uscita: 8 ottobre 2020
Romance / Storico


Trama

Toscana, agosto 1944. È bella Luce, anche se non lo sa e non se ne cura, troppo presa a sopravvivere alla guerra e alle privazioni economiche. 
I suoi ventuno anni si consumano tra la cura del padre malato, la fatica della vita contadina e il terrore dei tedeschi, mostri senza volto che possono nascondersi dovunque, come le dice Manfredi, il suo amico d’infanzia che ora la guarda con occhi diversi, occhi pieni di amore. Ma Luce non sa cosa sia l’amore. 
O forse ne ha paura. Poi, un giorno, il destino si diverte a mescolare le carte e la ragazza s’imbatte davvero in un tedesco, uno di quei lupi nascosti nell’ombra dei boschi dove lei è cresciuta. 
Il soldato è ferito, bisognoso di aiuto; curandolo, a poco a poco, Luce scopre che anche lui è fatto di carne, lacrime e paure come lei. 
E ha dentro la sua stessa sete di vita. Mentre Manfredi entra nella Resistenza, pronto a morire per la libertà, Luce ospita di nascosto «il nemico» e se ne sente sempre più attratta…

Una profonda storia d’amore e di guerra, di passione e dolore, segnata da un finale imprevedibile e potente e da una protagonista intensa e unica, che rimane a lungo nel cuore del lettore.









Care Girls, oggi vi parlerò di una bellissima storia d’amore ambienta in Toscana durante la seconda guerra mondiale. La protagonista è Luce, una ragazza che vive nelle campagne toscane, orfana di madre e con un padre gravemente malato. Ha due fratelli di cui non ha notizie da tempo, non sono più ritornati dopo essere partiti per il fronte, ed è lei ora a occuparsi della casa e dei pochi animali rimasti, che gli garantiscono, quanto meno, un misero pasto. A sorvegliare sulla sua incolumità c’è Manfredi, amico dei suoi fratelli a cui ha fatto una promessa, prendersi cura di lei durante la loro assenza, cosa che fa di buon grado, perché da sempre innamorato della ragazza… Luce ha un nome che la rispecchia in pieno, la sua bellezza, i suoi occhi color del cielo e il suo luminoso sorriso, rischiarono le giornate più buie, quelle giornate dove la fame non è l’unica bestia a scavarti lo stomaco, ma è sorella della paura, quella paura che annienta trasformandosi in puro terrore, quel terrore cieco di essere uccisi dai soldati tedeschi che seminano morte e distruzione. Lui raccomanda sempre alla ragazza di non aggirarsi nelle prossimità del fiume. 

"<<Luce, non voglio che ti succeda nulla, lo sai, vero?>> Il viso di Luce si addolcì. Non riusciva a rimanere arrabbiata per più di cinque minuti, era più forte di lei e benché davanti avesse Manfredi, l’uomo che la irritava più di tutti al mondo, gli sorrise. 
<<Lo so>> rispose."

Ma come si sa, più si proibiscono le cose, più queste ci attirano… 

Il fiume è un posto che Luce ama tanto, i ricordi su quelle rive affiorano ogni volta che guarda l’acqua, le risate, i tuffi con i suoi fratelli, la fanno ritornare indietro nel tempo, regalandole, se pur per pochi attimi, quella serenità che nella vita reale non ha più. Sarà proprio in questo posto che incontrerà Heinrich. Un incontro violento il loro, un soldato tedesco che appare agli occhi di Luce come un demonio salito dagli inferi. Ha lo sguardo cattivo, gelido, è ferito e cerca un posto dove nascondersi. Così Luce sotto la minaccia di un fucile, si vede costretta ad accoglierlo nella sua casa. 

Nonostante il terrore che prova, si prende cura di lui e, giorno dopo giorno, inizia a guardare quell’uomo di poche parole con occhi diversi… 

Recensire questa storia per me non è facile, sarò sincera. Penso che sia una storia che non debba essere raccontata, ma letta, perché le emozioni che lascia non si possono assolutamente descrivere. Ci sto provando a farlo, ma è come se i miei pensieri non riuscissero a collegarsi con le dita, che rimangono ferme sulla tastiera del pc…
Ogni pagina letta è una stilettata al cuore, parole che scavano, che fanno riflettere, che riportano alla mente i racconti dei nostri nonni, racconti di fame, disperazione, miseria e di quel terrore folle ogni volta che un aereo passava sulle loro teste. 
Me le ricordo le storie di mio padre, tramandate a sua volta da mia nonna, rimasta vedova dopo che il marito ritornò malato nel corpo e nello spirito dalla prima guerra mondiale. <<E’ brutta la guerra>> diceva, parole che ogni giorno si ripete anche Luce, quando si occupa di quel soldato e quando si preoccupa per le prolungate assenze di Manfredi, impegnato con la Resistenza. 
Alle preoccupazioni della guerra si aggiunge, inesorabilmente, anche quella del cuore. Un cuore diviso a metà, un cuore che batte in maniera diversa per i due uomini. Manfredi è pace, è famiglia, è protezione, le sue braccia sono il suo porto sicuro, mentre Heinrich è passione, calore che scalda il corpo, che mozza il respiro nel petto. 
Lei contesa da due uomini, lei che è la calma, il ristoro, l’equilibrio imperfetto in un mondo al contrario, il paradiso nell’inferno di una guerra ingiusta. 

Il racconto è poesia pura, la descrizione dei paesaggi è un dipinto tramutato in parole. E’ brava Laura Pellegrini, una scrittrice capace di rubarti il cuore ogni volta che scrive un libro. Ho amato il modo in cui ha caratterizzato i personaggi, la loro forza, le loro debolezze, i loro cedimenti dinnanzi alla forza dei sentimenti che li porta a compiere azioni discutibili. 
Penso che chi leggerà questo libro, alla fine, si troverà combattuto nel giustificare la condotta dei protagonisti, ma l’amore, quello vero, non ha colpe, non ci si può sentire colpevoli quando si pensa al bene di chi si ama. 

Care Girls, non posso che consigliarvi la lettura di questo meraviglioso libro, lasciatevi trascinare dai sentimenti puri di Luce, dalla passione di Heinrich e dall’amore incondizionato di Manfredi e, solo allora, riuscirete appieno a comprendere che…
“ Esiste una cosa a questo mondo che supera ogni cosa e ogni circostanza. Azione o situazione. Guerra. Una cosa che collega anime ad altre anime, vite ad altre vite, come un filo dorato che non si può spezzare. E’ l’amore salvifico che non muore mai, neppure dopo la morte, quello che non ha tempo né uno spazio, né una fine.”







 

 

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