lunedì 22 giugno 2020

Il Sogno della crisalide di Vanessa Montfort

Il Sogno della crisalide

di Vanessa Montfort
Narrativa
La Feltrinelli
483 pagine
Autoconclusivo

Trama

Durante un volo intercontinentale tra New York e Madrid, due donne si conoscono.
Sono sedute una accanto all’altra e sono entrambe a un punto di svolta, tradite da quella che credevano fosse la propria ragione di vita.
Patricia è una ex giornalista in crisi, Greta invece non vedeva un tramonto da quattordici anni. Ha vissuto in un convento, isolata da tutto, finché è successo qualcosa che l’ha costretta ad andarsene, e ora si scopre fragile e impreparata davanti a tanta libertà.

Racchiuse nel bozzolo protettivo dell’aereo che scivola silenzioso sopra l’oceano, le due donne si raccontano: le passioni, le sfide, la spinta alla ribellione, la sofferenza e la fatica di ricostruirsi. E poi la difficoltà di essere donna, figlia, madre, amante, amica, di conciliare lavoro e vita privata, obblighi e pulsioni.

Ha inizio così un processo di cambiamento che le aiuterà a rimettere a fuoco ciò che davvero vogliono e a spiccare il volo. Perché anche la crisalide, per trasformarsi in farfalla, deve prima sognare le sue ali.







Gli “incontri” con alcuni libri avvengono per caso, altri per scelta, altri ancora in relazione al suggerimento di qualche amico o conoscente. Il mio incontro con questo romanzo è avvenuto casualmente, ma credo che alla fine ci sia stata una reciproca scelta, basata su pochissimi elementi: sono stata affascinata dalla copertina e da una frase scritta sul retro del volume edito da Feltrinelli che cita esattamente così:

“Tutti abbiamo almeno un’opportunità per realizzare un grande cambiamento di vita, uscire dalla nostra crisalide e rinascere in una forma più autentica, più forte, più libera.”

Si può dire che sia stata amore a prima vista? Probabilmente sì, o forse semplicemente tra queste righe ho letto esattamente quello che avevo bisogno di leggere in un momento, l’ennesimo, di cambiamento. 

Partiamo con l’ammettere che è la prima volta che mi approccio a quest’autrice, nonostante abbia ben noto il successo del suo precedente romanzo “Donne che comprano fiori”. 

La penna è delicata, precisa, ricca, fluida, scorrevole e incapace di annoiare il lettore: in poco più di 500 pagine non ho mai sentito l’esigenza di saltare una riga (e ammetto che, purtroppo, non è una tentazione così remota!). 

La struttura della storia è ben organizzata e calibrata: le due protagoniste, Patricia e Greta, trovano il modo di alternarsi all'interno del racconto, dando ampio spazio alla loro personalità e alla loro storia. Toglietevi dalla testa storie d’amore, tormenti esistenziali, sentimentalismi inutili e non aspettatevi la storia di un’amicizia tra due donne simili che lottano per l’ascesa professionale... Il libro ha una narrazione di tutt'altra portata e se vogliamo dirla tutta una rincorsa all'amore della vita c’è: la ricerca dell’amor proprio. 

Da una parte Patricia è una donna costretta a vivere rincorrendo sempre il domani, cercando disperatamente di fare del suo meglio dal punto di vista lavorativo, senza dare spazio a sé stessa. L’immagine che meglio rende l’idea del suo modo di vivere è, indubbiamente, quella del criceto che corre disperatamente sulla sua ruota. Approfittando di una profonda analisi su se stessa, Patricia, nel suo racconto in prima persona, scova sentimenti remoti chiusi in una metaforica soffitta mentale che l’hanno profondamente influenzata nelle sue scelte di vita. Da qui trova lo spunto utile per offrire un’analisi della società odierna acuta e brillante, lontana dai luoghi comuni. 

Ad aiutarla in questo percorso c’è Greta che narra la sua vita trascorsa all'interno di vari monasteri. Greta è una giovane donna il cui incanto si è dissipato proprio a causa delle sua aspirazione a diventare suora e, mediante i suoi racconti, porterà alla luce una verità scomoda.

Oltre alle due protagoniste non mancano dei personaggi collaterali che molto spesso intervengono nella storia per offrire spunti di riflessione a Patricia che, a sua volta, partendo dall'analisi di sé stessa e della sua vita, coinvolge il lettore nelle varie elucubrazioni mentali. 

Se dovessi dare un consiglio relativamente alla lettura di questo libro credo che suggerirei di prendersi tutto il tempo necessario: tempo per assaporarne le righe, i ragionamenti, i pensieri. E poi, se siete appassionati come me di frasi in grado di restarvi impresse nella mente, allora dotatevi di carta e penna (o semplicemente del vostro smartphone) per annotarvi i passi che più saranno in grado di colpire la vostra attenzione. 

Qualora l’intento della scrittrice fosse quello di proporre un libro di rinascita, devo ammettere che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto, arricchendo il romanzo con una ricercatezza terminologica che, si sa, io apprezzo davvero moltissimo. 

Infine, credo che in ogni libro ci sia un punto esatto in cui fa capolino l’impellente necessità di arrivare in fondo alla storia e capire come il protagonista sceglie di congedarsi a noi… quantomeno, per me, è così e, in questo caso c’è stata una frase esatta in cui ho capito che la strada per la conclusione della lettura era ormai in discesa:

“Bisogna stare attenti a ciò che etichettiamo come felicità, perché a partire da quel momento iniziamo a cercarlo all'impazzata.”

In controtendenza al nostro tempo e alla vita di Patricia, questo romanzo ha due caratteristiche che lo rendono unico e innegabilmente piacevole: è lungo e lento. Il ritmo, incalzante, ma non frettoloso, consente alla protagonista di svelarsi in tutta la sua straordinarietà di donna e la peculiare vita di Greta è in grado di svelare non pochi interrogativi. 

Personalmente questo libro è arrivato nel periodo della quarantena da Covid-19, periodo nel quale ho continuato, fortunatamente, a svolgere la mia attività lavorativa, pur convivendo con le tante preoccupazioni che ne potevano derivare. In un momento così particolare, la lettura del romanzo è stata in grado di isolarmi dal mondo e di ritrovare, tra le amate pagine, uno spazio incontaminato nel quale potermi avventurare. 

CONSIGLIATO A…

È un libro di rinascita e di riflessione che costringe a fare un po’ i conti con sé stessi. Lo consiglio se si è in un momento di transizione della propria vita, quando si ha bisogno di capire quale scelta fare e dove, effettivamente, direzionare la proprio ricerca della felicità.




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