venerdì 25 gennaio 2019

Se tu vai via porti il mio cuore con te di Silvia Gianatti

Se tu vai via porti il mio cuore con te

di Silvia Gianatti
Romanzo drammatico
Leggereditore
Autoconclusivo
176 pagine


Trama

Manca solo un mese alla nascita del suo primo figlio, quando Valeria sente pronunciare dai medici le parole che nessuna madre vorrebbe mai sentirsi dire: ''Non c'è battito.'' Anche se non ha mai visto la luce, al bambino che per otto mesi è cresciuto nella sua pancia Valeria ha quotidianamente rivolto parole, pensieri, racconti, sogni... Come può accettarne la morte? Per un genitore la perdita di un figlio è una tragica sovversione del ciclo naturale della vita, un'ingiustizia inaccettabile, una sofferenza atroce che congela ogni cosa e da cui sembra impossibile poter riemergere. Lacerata dal dolore e dalla rabbia, Valeria si chiude in sé stessa, finché un giorno non prende in mano carta e penna e inizia a scrivere. E così, pagina dopo pagina, ristabilisce, quasi senza rendersene conto, il legame violentemente interrotto con il suo bambino, e con se stessa. La vita riprende il suo corso, il sole ricomincia lentamente a illuminare le giornate di Valeria, il mondo recupera colore e calore. E anche se è un buco nero in fondo al cuore, avviene che un giorno il dolore fa spazio ad altre felicità. Bisogna solo avere la pazienza di saper aspettare, il coraggio di farsi aiutare, la speranza che a poco a poco si ritrovi un senso a tutto. Un libro toccante e delicato su un tema difficile: la morte perinatale, un fenomeno diffusissimo ma di cui si parla ancora troppo poco.

Ma ''Se tu vai via, porti il mio cuore con te'' è anche e soprattutto un libro sulla perdita e sul superamento del dolore, perché alle lacrime e alla rabbia seguono prima o poi la pace e la forza di ricominciare.





Non è un libro lungo come pensavo, ma è intenso. Talmente intenso che ho dovuto smettere di leggere per un paio di giorni. 

Valeria è una mamma che ama suo figlio, anche se non è ancora nato. Ma la vita va per il verso sbagliato e perde suo figlio. Così la giovane donna scrive questo diario per riprendersi, per mostrare che può andare avanti. 

Sinceramente dopo il 28% della lettura non son più riuscita a continuare , ho pianto mentre lo leggevo in vacanza, ho pianto di notte mentre lo leggevo a Natale. Non mi aspettavo tanta intensità. Delle montagne russe tra passato e presente dove hai dei balzi di gioia e poi di tristezza che non son riuscita a sopportare. Troppe emozioni che ti travolgono!

Magari con il tempo riuscirò a leggerlo e infatti metto DNF. Ma non demordo. Lo leggerò tutto ma mi ci vorranno mesi e mesi secondo me. E' un argomento che non pensavo fosse così travolgente non avendolo mai vissuto. Ma qui, con questa narrazione proviamo tutto quello che prova Valeria... Ed è straziante. Per me troppo e infatti non riesco a continuarlo. 

Dunque più che una recensione é un giudizio basato su quello che ho letto fin'ora e posso chiaramente dire che non è il genere che rileggerei. 




2 commenti:

  1. Uhm, mi ispira la trama, anche se non è del mio genere. Magari lo leggerò.

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    1. Io non son riuscita a finirlo, ma non l'ho cancellato del tutto. magari piano piano... i temi che tratta sono abbastanza forti..

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