martedì 15 gennaio 2019

Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro


Titolo: Andiamo a vedere il giorno

Autore: Sara Rattaro
Editore: Sperling e Kupfer
Pubblicazione: Novembre 2018
Genere: Romanzo
196 pagine


Trama

Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. 
Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c'è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. 
Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l'amore conta, solo l'amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.




Lo stile della Rattaro incanta, sempre e comunque, del resto si tratta di una penna sublime in grado di contestualizzare la narrazione, dettagliare i personaggi senza rendere mai noioso il romanzo. Sono, chiaramente, di parte, questa autrice, a parer mio, potrebbe anche scrivere la ricetta della pasta al pomodoro e sarei comunque in grado di innamorarmi della sua amabile penna che si contraddistingue per sensibilità e delicatezza, intrisa di un’inspiegabile capacità di scovare i più reconditi anfratti dell’animo umano, rendendo assolutamente credibili i personaggi che, pagina dopo pagina diventano parte di noi… Nello specifico, questa famiglia è così vera che sembra di conoscerla, di immaginarla vivere nella casa accanto alla nostra.

Questo libro ripropone i protagonisti del romanzo “Non volare via”, che fu galeotto della mia passione per la Rattaro.

Alice, Matteo, Sandra li ritroviamo cresciuti (o invecchiati) e, necessariamente, cambiati. Credo non sia indispensabile aver letto il precedente romanzo per comprendere e apprezzare la storia narrata in questo: certo qualche rimando c’è, ma viene sempre esplicitato chiaramente, così da consentire al lettore di apprezzare la storia, anche senza avere un nitido ricordo delle vicissitudini passate.

Ritroviamo una nuova Alice, donna non più solo sorella e figlia, che è costretta a mettere in discussione sè stessa e a rivedere la sua impostazione così rigida e rigorosa, fatta di pianificazione ed eterna attenzione verso tutti.
Inciampa nello stesso errore che il padre ha commesso anni addietro (nel precedente romanzo - ma chiaramente rintracciabile nelle righe di questo!). Errore che era stato il principale motivo di condanna del padre, sbaglio che aveva profondamente segnato l'infanzia di Alice... Ora, proprio perché si tratta di un errore che ha condannato negli altri, difficilmente riesce ad assolvere sé stessa.
Su questa tendenza a colpevolizzare si incentra l’intero romanzo, ma la narrazione si arricchisce anche di un rapporto madre-figlia che riprende vigore e viene visto sotto una luce uova e diversa, sfatando l’immagine mistificata che la figlia aveva costruito della madre Sandra.

Quello che emerge in questo romanzo è la fragilità dei componenti di una famiglia indissolubile, tenuta in piedi dalla forza di tutti. C’è della contraddizione in tutto questo? Sì, ne sono convinta! Il fatto è che ogni componente è fragilissimo come il cristallo eppure è riuscito a dimostrarsi forte e irremovibile grazie all'amore, all'affetto, alla condivisione, all'accettazione del fatto che ognuno di loro aveva bisogno vitale dell’altro.

La temporalità del romanzo è in continuo divenire: un eterno zigzagare tra passato e presente, reso possibile da molteplici voci narranti e da un’indiscutibile competenza da parte dell’autrice.

Quando ho chiuso il libro mi sono chiesta se noi lettori saremo così fortunati da trovare Sandra, Alice, Matteo e tutti gli altri in un altro romanzo, magari tra qualche anno…Diciamo che il finale, sufficientemente aperto, mi consente di sperare di rincontrarli e che, più di qualche punto in sospeso, mi lasciano immaginare che tutti loro siano ancora vivi nella mente dell’autrice.

Consigliato a…

Ovviamente a chi ha letto il romanzo precedente e lo ha apprezzato (anche se non è un requisito fondamentale!). A chi ama i romanzi di crescita e di riscoperta di sé stessi, quei libri in cui la protagonista si tormenta per qualcosa e fatica a trovare un senso a quello che la vita gli ho offerto nel corso degli anni… Lasciatevi condurre da Alice nel suo percorso di crescita e di apprezzamento di sé.





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