mercoledì 14 novembre 2018

Un luogo a cui tornare di Fioly Bocca


Titolo: Un luogo a cui tornare

Autore: Fioly Bocca
Editore: Giunti
Pubblicazione: 2017
Genere: Romanzo


Trama

"Sempre così, ogni volta la stessa storia" pensa con rabbia Argea mentre guida veloce per le strade battute da una pioggia torrenziale. Le lacrime che le offuscano la vista, la musica alta, il movimento ipnotico dei tergicristalli. Poi, all'improvviso, una sagoma scura le si para davanti. 
Argea si risveglia in ospedale, accanto a lei c'è Gualtiero, il suo fidanzato, lo stesso che quella sera le ha dato buca per l'ennesima volta. Via via che la mente si snebbia, si fanno largo i sensi di colpa: ha investito un passante? Lo ha travolto con la sua auto? Solo qualche stanza più in là, nel reparto di terapia intensiva, Zeligo è in coma.
Le uniche cose che ha con sé sono una carta di identità scaduta e la foto di un bambino. L'ispettore dice che si tratta di un rifugiato bosniaco, un senzatetto, probabilmente ubriaco. Nessuno viene mai a trovarlo. Spinta dai rimorsi e dall'inquietudine per una vita che non la soddisfa del tutto, Argea comincia a fare visita a Zeligo e, quando l'uomo finalmente si risveglia, scopre la sua straziante storia.
È così che viene a contatto con un mondo sommerso, doloroso ma anche libero da ogni vincolo, che la attrae e la spaventa al tempo stesso. Determinata ad aiutare Zeligo, Argea non sa ancora che, proprio come hanno predetto i tarocchi, grazie a questo incontro tutto nella sua vita è destinato a cambiare.





“L’amore che comincia fa rumore: di battiti nel petto, messaggini nel cuore della notte, il telefono che squilla, risate, i resoconti alle amiche, la voglia di gridare al mondo. L’amore che comincia è una banda nuziale, i bassi che vibrano e ti fanno tremare fin dentro le ossa. L’amore che finisce si inabissa, silente. Ha i passi felpati della marcia funebre, la voce sussurrata delle parole da non dire. L’amore che finisce ti apre in due, ma zitto.”

Non è il primo romanzo della Bocca che leggo e ogni volta mi lascio incantare dalla sua capacità narrativa e introspettiva.
Ammetto che non adoro i libri altamente descrittivi (di norma preferisco libri veloci, contraddistinti da ricchi dialoghi!) eppure nel caso di questa autrice considero le descrizioni e i soliloqui dei protagonisti come una ricchezza e un tentativo, sano e ben riuscito, di spingere il lettore ad una pausa dalla quotidianità, incentivandolo alla riflessione. Insomma, confesso che questa sia veramente una penna che, contro ogni qualsivoglia previsione (e, ad un primo pensiero, in controtendenza con i miei gusti) promuovo in pieno!
La protagonista femminile del romanzo, Argea, si trova a dover fare i conti con i rimorsi per aver investito un uomo: Zeligo, di lui non si sa nulla, o quasi. Anche Argea rimane ferita nell'incidente, ma, poco dopo il suo risveglio in ospedale, ricorda con precisione quello che è successo e non può non sentirsi colpevole per il coma nel quale è caduto Zeligo. Nonostante i tentativi persuasivi del compagno Gualtiero, non riesce a darsi pace e inizia a dedicare del tempo a Zeligo, nel tentativo di farlo sentire meno solo.
Il romanzo ripercorre, in più di qualche occasione, la relazione (ammesso che la si possa effettivamente definire così) tra Gualtiero e Argea, portando alla luce l’atteggiamento scostante di lui e i grandi dubbi di lei. Argea, forse caratterizzata da quella tendenza tutta femminile di credere follemente nell’amore, vive questa storia senza fare troppe domande, ma assaporando quel poco che Gualtiero riesce a ritagliare per lei.


“Ci sono momenti così intensi che basterebbero a riempire una vita. Quando mi ha baciata, il resto ha cessato di esistere. Mentre il giorno sbiadiva intorno a noi, galleggiavo tra le superfici delle nostre bocche, e il mio corpo, senza più spessore, stava tutto dentro quel contatto, quella somma di carni e fiato, materia organica e deperibile che per un attimo si è fatta immortale.”


Questo solo un accenno alle indiscutibili competenza dell’autrice che, attraverso la sua protagonista Argea, fa emergere magistralmente la tendenza delle donne ad accettare gli amori esattamente per quello che sono, accontentandosi anche delle briciole, accettando di stravolgere la geografia della propria esistenza, pur di non essere messe da parte. Emerge così la storia di una donna che si adatta ad un amore, che mette da parte il suo modo di amare e rinuncia ad essere amata come vorrebbe, a favore di un uomo che la stupisce con sorprese inaspettate, e che, altrettanto inaspettatamente, sparisce per giorni e riappare con chissà quale stravaganza.


“Io ho imparato ad amare in un modo diverso da quello che sapevo: più precario e impetuoso, meno prevedibile. Ho imparato a usare la smania di averlo vicino per fronteggiare il tempo passato divisi. Ho trovato il modo di sentirmi viva, il futuro di nuovo apparecchiato di fronte: basta imparare a sopportare le attese.”


Bastano poche pagine per capire che dietro questa donna si nasconde un dolore che va ben oltre un amore poco soddisfacente… Emerge IL dolore (quello per eccellenza) che una donna può provare ed è con lui che, in ogni momento della sua esistenza, Argea tenta di convivere, forse cercando di soffocarlo, ma non riuscendo a dimenticarlo.
Parallelamente emerge la vera storia di Zeligo ed ecco qui il suo di dolore, che si palesa come un vero e proprio dramma e mette nero su bianco una realtà dei giorni nostri che, tutto sommato, spesso si cerca di ignorare.

“Se almeno non provi a vederle, queste cose, tanto vale che t’ammazzi. Poi ci si abitua a tutto, sai.Perfino a specchiarti nelle vetrine dei negozi per esser sicuro che esisti.”

Gli ingredienti di questo libro ci sono tutti: frustrazione, annunciazione, gioia inattesa, risvolti inaspettati, ma anche turbamenti, tentennamenti e paure.

“Mi fa tanto più effetto se penso che magari era una come me, una «di carriera», come ha detto Zeligo. Poi a un certo punto qualcuno le ha preso e le ha gettato via il cuore e lei è scesa tra i rifiuti a cercarlo. E ci è rimasta.”

Nel mio caso non sono stati pochi i tratti in cui il mio cuore ha sussultato, coinvolto in un tumulto di emozioni davvero ben descritte. Reputo nel complesso piuttosto difficile che questo libro non sia in grado smuovere qualcosa dentro, soprattutto quando a leggerlo sono donne introspettive, attente e pronte a mettersi in discussione.

Consigliato a…
Con questa lettura viene riconfermato il mio apprezzamento nei confronti di uno stile narrativo ricercato e accurato, quindi non posso che consigliare questo romanzo a chi sta cercando una narrativa ricercata, accurata, piena.





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