mercoledì 21 novembre 2018

Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi


Titolo: Non vi lascerò orfani

Autore: Daria Bignardi
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 2015
Genere: Romanzo autobiografico


Trama

La sopravvivenza dei figli ai genitori è vista in tutte le tradizioni come un fatto naturale. A maggior ragione quando la scomparsa del genitore non lascia un piccolo orfano ma un orfano adulto. Eppure il dolore dell'orfano adulto non è meno intenso. 
L'opera di Daria Bignardi scava in questo dolore, lo analizza, lo racconta. La morte della madre è, insieme, il momento della sofferenza e quello del confronto con la prima vita altrui con la quale si è venuti a contatto - e quindi con la propria stessa vita: l'infanzia dei ricordi, l'adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l'irreale maturità. 
La morte di una madre ci fa sentire parte di una storia di famiglia, di un mondo, di una genealogia, addirittura di un periodo storico. E di un racconto: il racconto di queste pagine nelle quali sarà, per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, facilissimo riconoscersi.







Ammetto che ho un debole per Daria Bignardi: mi piace come persona e adoravo il suo programma “Le invasioni barbariche”, mi piaceva il suo modo signorile di fare da padrona di casa, si prendeva sul serio ma non troppo, metteva a proprio agio i suoi ospiti dimostrandosi sempre attenta, professionale, talvolta pungente. Per questo ho scelto di approcciarmi a lei anche come scrittrice, certa che non mi avrebbe deluso. E così è stato.

Il romanzo si presenta come un lungo, fluido, piacevolissimo monologo: fatto di ricordi, di emozioni dell’infanzia che, pazientemente, vengono fatte riemergere.
A tratti sembra quasi di sentire la Bignardi nelle orecchie, che, con la sua vocina stridula ci racconta qualcosa, in qualche caso l’impressione è stata quella di sentirmela seduta accanto che mi narrava la sua vita, passo dopo passo, ricordo dopo ricordo.
Personalmente reputo che per scrivere un romanzo autobiografico ci voglia tanta pazienza, tanta maestria, ma soprattutto, tantissima fiducia verso il lettore che ti farà suo.

La Bignardi si mette a nudo, scrivendo nero su bianco tratti personalissimi della sua esistenza, portando alla luce episodi della quotidianità da far accapponare la pelle, perché, in un modo o nell’altro, ci si rispecchia: magari l’episodio non è il medesimo, ma il sentir raccontare qualcosa da qualcuno, inevitabilmente, ci riporta indietro con la memoria… E torniamo bambini.
Il “pretesto” per ripercorrere la sua vita, le viene dato dalla morte della madre e il fiume in piena dei ricordi viene rovesciato sulle pagine di questo romanzo attraverso parole che accarezzano l’animo di un lettore costretto a portare rispetto e riverenza nei confronti di un orfano, che ha il volto e la maturità di una donna adulta, ma lo spirito di una figlia (ancora) forse un po’ bambina… 

Quando il tempo ci costringe a crescere si finisce con il mettere in scena il disperato tentativo di fare ciò che i nostri genitori facevano con noi, quando eravamo piccoli: cerchiamo di proteggerli. Ci barcameniamo nel disperato tentativo di non farli preoccupare, omettiamo dettagli, preoccupazioni, accadimenti, eventi… 
La cosa più divertente è che ci illudiamo di riuscire perfettamente nel nostro intento, solo che, quando vengono a mancare, ci rendiamo conto di quanto loro siano stati in grado di proteggere noi… soprattutto quando fingevano di credere alle nostre omissioni e ai nostri silenzi, senza chiederci nulla in più rispetto a quello che gli avevamo appena riferito.

Questo libro è la palese dimostrazione di come molte figure genitoriali siano in grado di lasciare il segno, insegnandoci i valori della vita, ascoltando, accogliendo, amando i figli anche nei loro limiti. È questo il segreto del non renderci orfani nemmeno dopo aver spirato.
Io… Beh, io, che ho la lacrima in tasca, non potevo che non commuovermi nella lettura di questo romanzo, anche se non è mancato qualche episodio esilarante che mi ha fatto ridere di gusto! E poi, sentimentale come sono, non ho potuto non ripercorrere la mia di infanzia e… E, anche se sono già disperata al pensiero di dover affrontare il lutto genitoriale, beh, so per certo che non resterò orfana! Mai!

Consigliato a…
A chi ha perso un genitore ed è già arrivato alla fase di accettazione del lutto, credo che questo romanzo sia in grado di far processare meglio il distacco… E poi a tutti coloro che hanno bisogno di ravvivare il loro rapporto con i genitori.






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