mercoledì 31 ottobre 2018

Il nostro momento imperfetto di Federica Bosco

Titolo: Il nostro momento imperfetto

Autore: Federica Bosco
Editore: Garzanti
Pubblicazione: Settembre 2018
Genere: Romanzo


Trama

La vita non rispetta mai i piani che decidi tu. E Alessandra lo ha scoperto a sue spese e nel peggiore dei modi. Credeva di avere tutto sotto controllo: il suo amato lavoro come professoressa di fisica all’università, una famiglia impegnativa ma sempre presente, e un uomo solido accanto con cui pensare al futuro. Una esistenza senza troppi scossoni che, varcata la soglia dei quarant’anni, ti regala quella stabilità agognata a lungo. Stabilità che credi di meritarti. Fino al giorno in cui il suo castello di carte crolla a causa di un colpo di vento inaspettato. Un colpo di vento che spalanca la finestra, gonfia la tenda e butta giù tutti gli oggetti rigorosamente ordinati sulle mensole. 
Un colpo di vento che abbatte la sua relazione d’amore e una buona dose delle sue certezze di donna, insieme alla fiducia, la stima e l’illusoria certezza di conoscere l’altro. E allora meglio tirare i remi in barca, meglio smettere di provare, ricominciare, mettersi in gioco, quando il dolore è tanto forte da paralizzarti. Invece è proprio fra quei dettagli ormai stonati della sua vita che le cose succedono, e l’improvvisa custodia dei nipoti, deliziosi e impacciatissimi nerd, le regala una maternità che arriva quando ormai il desiderio era stato da tempo riposto in soffitta. 
Porta con sé anche una rivoluzione imprevista fatta di domande, richieste d’affetto e rassicurazione e lezioni in piscina osservate con orgoglio dagli spalti. Ed è proprio tra quegli spalti che incontra Lorenzo con i suoi modi gentili e il suo ottimismo senza freni. Lorenzo e il suo divorzio ancora fresco, una ex moglie malvagia come una strega e una figlia adolescente capricciosa e viziata. Tante cose li accomunano, ma tante li dividono. Perché è poco per loro il tempo da dedicare all'amore. Perché ci vuole coraggio per ricalcolare il percorso e azzardare un cammino alternativo e sconosciuto, che rischia di portarti fuori strada, ma anche a vedere panorami inaspettati e bellissimi. Perché a volte la felicità risiede nella magia di un momento imperfetto.








Questa volta non potevo proprio desiderare di meglio: tra le mie sconfinate campagne ecco giungere Federica Bosco a presentare la sua ultima opera. E io, che la segno dai tempi delle scuole superiori, come potevo mancare a questo evento?
Quindi eccomi lì, in un venerdì sera autunnale, accolta dall'adorabile parlata fiorentina di una Federica semplice, genuina, spontanea: esattamente l’amica che mi sembrava di aver conosciuto in questi anni di letture.
Che io adori i suoi romanzi è cosa ormai risaputa, quello che si profila come un’innovazione inattesa è lo scossone emotivo dettato dalle sue ultime opere. L’autrice stessa lo ha confermato: il suo stile, nel corso degli anni, è cambiato e si palesa come una maggiore consapevolezza e maturità che si tramuta in una scrittura ironica ma mai inconsistente, leggera eppure responsabilissima, sobria, scarna e delicata, ricca, profonda ed emotivamente costruttiva.

In questo romanzo la protagonista indiscussa è Alessandra, ma i personaggi sono tanti e ognuno di loro dimostra una straordinaria identità narrativa, tanto che sarà piuttosto facile concretizzarli mentalmente e collocarli all'interno del loro ambiente, immaginando scena dopo scena il dipanarsi dell’intera narrazione. 
Per ognuno di loro l’autrice è stata in grado di mettere nero su bianco punti di forza e punti di debolezza, facendoli amare (o detestare) dal lettore.
Personalmente non ho potuto che provare tenerezza e affetto per i due nipoti della protagonista, Apollo e Tobia, che si barcamenano in una vita che li vuole adulti nonostante la loro fanciullezza. Contemporaneamente si rischia di provare insofferenza nei confronti della figlia di Lorenzo, Greta, che si profila come indisponente, saccente, presuntuosa, tutto con l’unico scopo di nascondere una fragilità a tratti difficilmente immaginabile.
Qualche parola (ma ce ne sarebbero a fiumi!) va spesa a favore di Lorenzo che personalmente ho amato e odiato, in un continuo desiderio altalenante di prenderlo a schiaffi: per la sua proverbiale serena pacatezza, o di abbracciarlo nel tentativo di assorbire un po’ della sua tranquillità.
Fino a qualche anno fa i romanzi di Federica Bosco si presentavano sicuramente come esilaranti analisi oggettive, ironiche e graffianti della realtà e non si professavano certo di affrontare tematiche importanti e delicate (talvolta persino scomode). In questo romanzo, la tendenza è radicalmente cambiata, ciò che non varia è la freschezza di una penna vera, genuina e profonda.
In un mix straordinariamente perfetto ed equilibrato vengono messi sul tavolo problemi importanti: una menopausa dichiarata, un bisogno spasmodico di una maternità resa impossibile dal trascorrere degli anni, un tradimento becero, meschino, e un amore puro, leggero, quasi frivolo, eppure di una genuinità profonda. Non sono questi gli unici argomenti che trovano spazio nel romanzo che lascia ampio respiro a colpi di scena inaspettati che rendono sicuramente appassionante la lettura.

Tante le frasi che avrei voluto riportare per invogliarvi a leggerlo, ma non voglio cimentarmi in una difficilissima impresa di selezione perché in molti casi avrei dovuto riportare intere pagine, in quanto degne di essere memorizzate e in grado di trasmettere un profondo sentimento di rivalsa nei confronti della vita.
Tuttavia non posso riportare un messaggio che l’autrice ha cercato di trasmettere ai suoi lettori (sia nel libro che in occasione della presentazione): se in un determinato momento della nostra vita non siamo in grado di buttarci in qualcosa è semplicemente perché quello era un momento imperfetto per poter fare il salto.
Un messaggio che infonde speranza, positività, serenità, consapevolezza e leggerezza: c’è tempo per tutto, basta avere fiducia in noi stessi, un po’ di coraggio e un briciolo di incoscienza.

Consigliato a…
A chi crede che non avrà altre occasioni e, per assurdo, a chi è fermamente convinto che la seconda chance ci possa, ci debba, essere.
Alle donne tradite e a quelle innamorate.






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