giovedì 14 giugno 2018

A shared Dream di Ilaria Militello



A shared dream – Ilaria Militello


Erika ha tre grandi sogni nella vita: trasferirsi in Corea del Sud, diventare una ballerina e incontrare Kevin Lee, il vocalist del suo gruppo preferito, i 9mm Bullet.

Dopo la morte di suo padre, decide di trasferirsi in Corea seguita dalla sorella minore e da sua madre, iniziando così a realizzare il suo primo sogno.

Erika divide le sue giornate fra la danza e il lavoro di cameriera in una caffetteria a Busan. Nonostante la vita frenetica, continua a desiderare di incontrare il suo idol, anche solo per qualche minuto. Ma non sa che il destino ha in serbo per lei qualcosa che andrà ben oltre le sue aspettative.

Aveva immaginato mille volte e in mille modi diversi il suo incontro con Kevin, eppure quando avviene si trova impreparata, non le sembra vero ciò che sta accadendo e da quel giorno, per entrambi, diventa vitale vedersi. La vita che sognava è diventata realtà senza che nemmeno se ne rendesse conto. Ma a differenza dei sogni, nella realtà ci sono le difficoltà della vita, le invidie e le gelosie che possono rovinare tutto in un attimo.

I sogni possono davvero avverarsi o sono destinati a restare solo nel nostro cuore?
Una storia d’amore e di sogni che diventano realtà, se solo si decide di combattere per essi.



Capitolo

Ho il morale a terra. Le parole di Siwoon mi stanno ancora scavando dentro e mi fanno male. Perché me la prendo tanto se mi ripeto continuamente che non mi sfiorano minimamente? Forse perché una parte di me sa che non dice stupidaggini. A che serve darsi pena per un sogno che tanto non si realizzerà mai?! Chi voglio prendere in giro? Resterò a guardare la sua vita da lontano. Continuerò a seguire la sua vita sui suoi profili, guardando i video delle loro interviste. Ascolterò la sua voce dalle canzoni e guarderò le sue foto. Non posso fare di più di questo. Non so se siamo destinati a stare assieme come dice Ji-min, non ne sono così sicura.Sospiro e mi sdraio sul letto. Oggi non ho nemmeno voglia di provare la coreografia, ma tanto domani la proverò fino allo sfinimento con Min.Fisso il soffitto e sospiro di nuovo.«Ehi, tutto bene?», domanda mia sorella spuntando con la testa dalla porta.«Più o meno», dico senza togliere gli occhi dal soffitto. Mia sorella entra e richiude la porta sdraiandosi accanto a me e si mette a fissare il soffitto.«Mmh… bello davvero. Non trovi che il bianco del soffitto sia davvero un bianco bello?!», mi dice e mi strappa un sorriso. «Avanti dimmi cosa c’è, e non dirmi che non hai nulla, potrai anche ingannare mamma come a cena, fingendo di sorridere, ma te lo leggo negli occhi che c’è qualcosa che non va».«Le solite cose», dico.«Cioè?», domanda lei più curiosa. Sospiro e continuando a fissare il soffitto le racconto di oggi. «Forse Siwoon ha ragione, sono una stupida! Credo davvero all’impossibile».«Erika, ma quante volte dici le stesse cose?! Fai questo discorso ormai da non so quanto! Prima ne sei convinta, poi basta un commento di Siwoon e ripiombi nella tristezza. Devi essere decisa con le tue idee e smetterla di farti influenzare dagli altri. Tu credi che siate destinati a stare assieme? Bene, allora credici fino in fondo. Se invece non ne sei convinta non continuare a illuderti, è meglio stare male una volta per tutte che ogni volta», mi dice seria ma calma. «Hai ragione, ma non sono così convinta che siamo destinati a stare assieme, forse il motivo del perché quella sera non era alla festa è proprio questo».Mia sorella sospira e si mette a sedere guardandomi.«Senti Erika se ne sei convinta allora mettiti l’anima in pace, ma devi esserne convinta tu e non perché dai retta alle parole di una persona gelosa. Siwoon è geloso, è palese, prova qualcosa per te, possibile che non te ne sei mai resa conto?!».«Lo so», dico. Mia sorella ha dato la conferma ai dubbi che si sono insinuati nella mia testa ormai da alcuni giorni.«Erika, devi ascoltare il tuo cuore, lui saprà cosa dirti», mi dice posandomi una mano sulla gamba.«Anche Ji-min me lo ha detto».«Ecco, vedi? Allora ascolta solo lui», mi ripete sorridendo, poi si allunga verso di me e mi bacia dolcemente sulla guancia augurandomi la buonanotte. Ricambio la coccola e spengo la luce, accendo l’i-Pod e mi lascio incantare dalla voce di Kevin, tentando di ascoltare il mio cuore, ma al momento è così in subbuglio che non sa nemmeno lui che cosa vuole.Forse dovrei allontanarmi un po' da lui, dalla sua voce e da questo amore che mi fa sentire in prigione. Devo solo avere il coraggio, devo trovarlo.



1 commento:

  1. Partecipo e condivido, bellissimo anche questo capitolo come quello precedente complimenti all'autrice,
    Seguo il blog come: Elisabetta Zerbo,
    FB: Elisabetta Zerbo,
    E-mail: metal. 1985rockpuro@e-mail.it
    Grazie per questa splendida opportunità

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