sabato 26 agosto 2017

AMICI PER FORZA di Simona Polimene


Autore: Simona Polimene
Editore: Mavi editore
Data di pubblicazione: dicembre 2015
Genere: narrativa per ragazzi con illustrazioni
Pagine: 64.
Prezzo di copertina: 9,00 euro
Personaggi: Curzio, il riccio. Pippo/Nettuno, il pesce rosso. Ciccio, il gatto.





Trama:

“Amici per forza” narra la storia di un'improbabile amicizia tra un giovane pesce rosso e un esperto riccio nata grazie ad un gatto maldestro.

Pippo vive nella sua boccia sopra la tv e passa le sue giornate a desiderare la libertà e a schivare gli attacchi di Ciccio, il gatto di casa. Un giorno, a seguito di uno di questi attacchi, la boccia finisce per cadere e rompersi. Il pesciolino viene salvato dal bambino che vive nella sua stessa casa e portato nella vasca ornamentale situata in giardino. Pippo si convince di essere stato buttato in mare e dopo l'iniziale paura della vastità dello spazio che lo circonda e della raggiunta libertà, si autoproclama Nettuno Re del mare. Di lì a poco il gatto ne combina un'altra delle sue. Una colonia di ricci attraversando il giardino si imbatte nell'irruento felino, tanto che il meno lesto dei ricci, Curzio, resta impigliato nella rete ombreggiante che costeggia la legnaia. Riesce a rintuzzare l'attacco del gatto grazie alle sue spine e grazie alla sua grande forza riesce a liberarsi. Purtroppo, però, si frattura una zampetta. Viene anche lui aiutato dal bambino, curato e sistemato in un luogo fresco affianco alla vasca ornamentale. Nettuno e Curzio iniziano così la loro conoscenza. All'inizio il rapporto, a causa dell'innegabile diversità tra i due animaletti, non è dei migliori. Pian piano però, i due personaggi riescono a trovare un equilibrio che consente loro di entrare in confidenza e confrontarsi su temi quali il loro diverso concetto di libertà. Il gatto si rende conto di dover modificare il suo atteggiamento e gradualmente si avvicina a Nettuno e Curzio pur restando in secondo piano. Una serie di episodi risvegliano in Curzio dei ricordi che lo riconducono ad un'esperienza dolorosa, ovvero la morte del padre, della quale si sente responsabile. Questo senso di colpa mai sopito e la guarigione non perfetta della sua zampa getteranno il riccio nello sconforto e nella depressione. Il bambino curerà il riccio e lo nutrirà contro la sua volontà, ma la medicina più potente per Curzio sarà l'affetto sincero di Nettuno. Alla fine il riccio riuscirà a superare questa crisi e a far pace con il suo passato. La convivenza forzata è diventata adesso una preziosa amicizia. I due però si separeranno in una notte di luna. Curzio lascerà il giardino e un pesciolino molto più consapevole di sé e maturo con la promessa di rivedersi.



Serie Stevia: 

#1 - Amici per Forza 
#2 - La FilOSSOfia di Rudy






Questo libro è adatto ai bambini in prima età scolare, direi che per quanto riguarda la storia va letta e capita benissimo attorno agli 8-9 anni. Di sicuro, però, è stato usato un linguaggio non sempre adatto a loro al 100% con termini di difficile interpretazione per un bambino che va comunque spronato a leggere e a capire il significato di ogni singola frase.


Per questo motivo la lettura di questa storia deve essere ben seguita da un genitore o da un insegnante che aiuti il bambino a capirne bene il significato.


Una volta affrontato questo “problema” posso tranquillamente affermare che la trama è stesa in modo lineare e lascia una serie di insegnamenti molto utili per la crescita dei bambini in società, quali la condivisione di spazi con altre persone e la convivenza anche in caso di diversità o antipatie.


Il libro va letto, a mio avviso, in più tranche perché, nonostante non sia un libro eccessivamente lungo, per un bambino sarebbe un “tour de force” leggerlo tutto d’un fiato.


Per questo lo potrei definire adatto come lettura per le vacanze estive oppure durante l’anno scolastico, un pezzettino per volta con una certa regolarità e analizzando i vari aspetti che i piccoli animaletti protagonisti affrontano, rapportandoli alla realtà di ogni giorno.


E’ importante la capacità dei nostri animaletti, esteriormente piccoli ma interiormente grandi e colmi di emozioni, di rapportarsi con il resto del mondo, affrontare la vita e le paure che essa presenta loro. Nello specifico della storia, ad esempio, vediamo il confronto continuo per Pippo, il pesciolino, tra quello che era accaduto prima all’interno della sua piccola “bolla d’acqua” all’interno della casa e quello che accade poi nella sua nuova grande vasca, che per lui rappresenta il mare, un infinito tutto da scoprire, talmente grande sia per lui la sua nuova “casa”. Abituato alle solite routine, ai piccoli spazi, deve imparare a sopravvivere in luoghi nuovi, incontrare qualche ostacolo e riuscire a vincere le proprie insicurezze. Un insegnamento anche per i genitori: se un piccolo pesciolino ha questa immensa capacità di adattamento, anche un bambino che, purtroppo è la realtà, per un genitore rimarrà per sempre “il suo piccolo”, riuscirà ad affrontare la vita a testa alta perché, in fondo, chiunque ha la necessità di camminare con le sue gambe e scoprire da solo cosa la vita gli riserva.

Di rilevanza è un’importante affermazione che troviamo tra le righe riguardo al concetto di libertà. Un gatto, un riccio e un pesciolino che involontariamente si ritrovano a convivere per un periodo in un contesto piuttosto ristretto e che in natura non avrebbero mai potuto coesistere, si ritrovano a capire che per ciascuno di loro il significato di libertà, e conseguentemente quello di felicità, è totalmente diverso, le loro esigenze sono completamente diverse e di conseguenza anche le loro necessità.


“Il riccio ha detto che la libertà è fuori dal recinto, per me solo fino a ieri era riuscire a raggiungere il mare in giardino, cosa è mai la libertà? La mia libertà ha il recinto ed è comoda, ho tutto quello che posso desiderare quando voglio, la libertà di Curzio è fuori nell'immenso pieno di incertezze, non ha niente, ,a lì è felice.”
“Perché il gatto non è felice? Può essere libero in modo diverso ogni volta che ne ha voglia, lui può entrare ed uscire dal recinto a suo piacimento.
Lui non è felice perché è solo. E siccome non è felice convoglia tutte energie a rendere infelice il prossimo. Ha troppa libertà, e la troppa libertà io la chiamo solitudine.”


Mamme e maestre della scuola primaria: provate a leggerlo ai vostri bambini e vedrete le loro reazioni! Nulla può spiegare meglio quello che può trasmettere loro questa storia!



Alla prossima Bookish.







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