sabato 22 maggio 2021

Sounds of Silence di Daria Torresan


Titolo: SOUNDS OF SILENCE

Autore: Daria Torresan
Editore: Self-Publishing
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 264
Prezzo: eBook € 2,99
AUTOCONLUSIVO

Trama: 

Il mio mondo era sempre stato silenzioso.
Fin da piccola avevo imparato ad ascoltare con gli occhi, avevo lavorato su me stessa per non sentirmi diversa e avevo combattuto i pregiudizi per essere considerata come tutti gli altri.
Poi, era arrivato lui.
Joshua Mason mi aveva distrutta con parole sprezzanti e, insieme al suo branco, mi aveva tormentata con scherzi crudeli.
E, alla fine, mi aveva costretta a trasferirmi in una scuola adatta alle persone come me.
Quattro anni dopo, ero pronta ad affrontare il mio primo giorno di college. Ma non a ritrovarmi faccia a faccia con la mia nemesi del passato: il borioso e arrogante capitano della squadra universitaria di basket.
Lo chiamavano AmStaff, ma aveva lo stesso sguardo tempestoso e il sorriso sprezzante di allora.
Impossibile fingere che non esistesse. Impossibile ignorarlo.
Mi faceva perdere il controllo e tutta la sicurezza che avevo forgiato negli anni.
Mi faceva provare sensazioni che non riuscivo a contrastare.
Un uragano stava per investire la mia vita.
Ma, quella volta, non avevo intenzione di fuggire.
Quando posai lo sguardo sul profilo armonioso di lei, detestai l’effetto che quella vista ebbe su di me. Lo annientai, cercando nel profondo l’acredine che le avevo sempre riservato.
E quando i suoi occhi si incagliarono nei miei, potei vedere la serie di emozioni che si susseguirono sul suo viso. Ma quella che maggiormente le marcò lo sguardo fu l’odio.
E sapevo di meritarlo tutto.




RECENSIONE 

Emma Sue, dopo quattro anni, in seguito a un doloroso evento, ritorna a Gainesville, in Florida, la città da cui era fuggita in preda alla disperazione più totale. Lei, una ragazza che aveva lottato sin da piccola contro chi le si accaniva per la sua disabilità, alla fine si era vista costretta a cedere le armi e allontanarsi, a malincuore, dalla propria famiglia per andare in una scuola “per quelli come lei”. Emma Sue è affetta da sordità sin dalla nascita, ma non ha mai sofferto per questo, la sua unica e sola sofferenza, sono state le persone che la deridevano, che la bullizzavano facendole scherzi crudeli. Lei nonostante questo, aveva sempre camminato a testa alta, stanca di essere guardata con commiserazione, voleva essere indipendente e capace di farcela da sola, anche con i capelli sporchi di colori o con la colla attaccata alla gonna in seguito all’ennesimo dispetto, o accompagnata dalle risate crudeli quando veniva derisa con l’orribile soprannome Cowbell, Campanaccio, perché agli occhi dei suoi coetanei essendo sorda come una campana, non c’era nome migliore per definirla. Lei non aveva mai mollato, tranne nel momento in cui il dolore si era tramutato in paura, una paura capace di abbattere la sua tenacia facendola arrendere… 

La sua sola e unica amica è Arizona, che le aveva chiesto sin da piccola, di insegnarle l’ASL, la lingua dei segni, per sollevarla dalla difficoltà di leggerle ogni volta le labbra. I genitori di Emma Sue, durante la sua crescita, l’hanno sempre sostenuta fornendole tutti gli aiuti possibili, lei che non ha mai sentito il suono della sua voce, è capace di parlare, di comunicare non solo con i gesti, ma anche con le parole, questo dopo anni di logopedia e, leggendo il labiale, riesce a capire quello che le persone dicono. Ma tutto questo non è bastato a farla vivere serenamente come una normale ragazza di quindici anni, lei che agli occhi degli altri non ha nulla di normale, uno scherzo della natura, giorno dopo giorno, si rende conto di quanto la cattiveria delle persone, specie di un gruppetto di ragazzi, possa renderle la vita un inferno…

Drake, Heidi e Joshua, sono la sua spina nel fianco, due anni più grandi di lei seguono il suo stesso corso di educazione civica a causa proprio della loro indole indisciplinata, sperando che possa servire a insegnargli un minimo di educazione, ma senza successo, visto che comunque continuano a sbeffeggiarla anche in classe. Emma Sue, nonostante tutta la sua infinita pazienza, scambiata agli occhi degli altri per stupidaggine e debolezza, dopo l’evento che l’ha traumatizzata, scappa da quella scuola e dalla città, ritornandoci solo nei fine settimana per stare con la sua famiglia. Come dicevo prima, a distanza di quattro anni, ritorna per stare vicino alla sorella e alla madre e per frequentare l’Università con uno spirito diverso, più maturo. Non è più la ragazzina di un tempo, non ha più bisogno di vivere sotto una campana di vetro al riparo dalle cattiverie degli altri. Ma se i fantasmi del passato non fossero mai andati via? Come li affronterà Emma Sue? Scapperà di nuovo?



Care Girls, il libro di cui oggi vi parlerò è Sound of Silent, di Daria Torresan, un new adult, categoria hate to love. I temi trattati sono la disabilità, il bullismo, il disagio sociale, ma non quel disagio causato dall’indigenza, bensì di quello privo di valori affettivi. Emma Sue è il capro espiatorio di alcuni ragazzi del liceo, in special modo di Joshua che ha un odio profondo per lei, come se fosse la causa di tutti i suoi mali. Ogni occasione è buona per deriderla, lui, l’artefice degli orribili scherzi che le fanno, gode nel vederla soffrire, vede la sua disabilità come un bonus agli occhi degli altri, e questo lo incattivisce ancora di più. Il suo ritorno, nonostante continui a vederla con astio, risveglia in lui nuove sensazioni che lo portano a guardare Emma in maniera diversa...

<< Avevo catalogato Emma Sue come una persona incompleta per tutti quegli anni, come un lavoro di Dio mai terminato, una creatura difettosa. Invece a lei non mancava nulla, l’assenza di udito non la rendeva meno dotata, al contrario, più l’ascoltavo parlare più mi convincevo che possedeva aspetti che valeva la pena scoprire, che meritavano di essere scovati come tesori inestimabili.>>

Ma Joshua, il famoso AmStaff, capitano della squadra di basket, il bad boy, il collezionista di ragazze, ha una reputazione da difendere, non può assolutamente abbassare la guardia ai sentimenti che stanno nascendo dentro di lui, così indossa la sua solita maschera di arroganza combattendo il desiderio di averla vicino.

La storia tra Emma e Joshua è una storia che fa tanto riflettere, la sofferenza di Emma, le angherie che è costretta a subire, ci rendono partecipe di tutto il suo dolore…

<<Ero sorda, ma non avevo fatto nulla di male a nessuno. Allora perché tanto astio? Perché il fatto di non sentire, che nemmeno dipendeva da me, suscitava tanta avversione?  Proprio non lo capivo >>.

Entrambi soffrono per qualcosa che non dipende da loro, Emma per la sua sordità, Joshua perché cresciuto allo sbando, senza punti di riferimento, facendo scelte sbagliate che lo hanno portato a diventare la persona che è. Un padre che non ha mai visto e una madre famosa in giro per il mondo, hanno alimentato il suo disagio, nonostante la presenza del nonno, causandogli un malessere interiore che lo ha reso incapace di amare e indifferente a tutto quello che lo circonda. Emma, con la sua dolcezza e saggezza dovuta proprio al suo status, riuscirà a smussare gli angoli di Joshua. I sentimenti che prova per lui però la destabilizzano, perché quel ragazzo entrato nella sua vita con la furia di un ciclone, nonostante tutti i tentativi di ignorarlo e di tenerlo a distanza, fa rumore nella sua testa e nel suo cuore. Nel silenzio in cui la sua vita è sempre stata accompagnata, lui è stato il rumore più assordante…  Fare ammenda di tutti gli errori commessi in passato porterà scompiglio nella vita del ragazzo e nella sua cerchia di amici, tanto da mettere a repentaglio un rapporto affettivo durato anni… 

Ho amato tantissimo questo libro, i personaggi principali, così come quelli che gravitano attorno, sono ben caratterizzati, inoltre l’autrice, trattando un argomento così attuale come il bullismo, legato poi a una disabilità, si è ben documentata sulle problematiche. È una storia che cattura sin dalle prime pagine, capace di creare una forte empatia con Emma che resta, a mio avviso, il punto di forza dell’intero romanzo. La sua passione di fotografare ogni momento importante della sua vita, di catturare un istante e a intrappolarne le emozioni per l’eternità, è stato un valore aggiunto che me l’ha fatta amare ancora di più, così come il suo “angolino” dove si rifugia quando si sente smarrita, vi giuro che leggendo mi sembrava di vederlo, per quanto è stato descritto con minuzia di particolari dalla scrittrice. Inoltre, ho apprezzato tantissimo il fatto che siano stati evidenziati gli eventi passati e quelli presenti all’inizio del capitolo, in modo che il lettore possa capire sin da subito il salto temporale. Insomma, è un romanzo che mi sento di consigliare a tutti, proprio per i temi affrontati, ma soprattutto per la delicatezza con cui la bravissima Daria Torresan li ha trattati. 

La meravigliosa card è stata realizzata da Najat Zar, che è stata così gentile da farmene dono. Grazie amica mia.

Vi saluto con una bellissima riflessione di Emma Sue sul concetto della normalità, fatene tesoro Girls…

<< No, non è affatto semplice essere normale per qualcuno che normale non lo è. Ma in fondo, cos’è la normalità? Solo una somma di caratteristiche che accomuna la maggior parte delle persone. È la diversità a rendere la gente interessante e si resta invisibili solo per chi osserva con superficialità>>.

⭐⭐⭐⭐⭐

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