lunedì 1 giugno 2020

Blog Tour - Ballata dell'usignolo e del serpente di Suzanne Collins


Buongi Giorno Bookish!!
Eccoci arrivati all'ultimo appuntamento di questo review party!
L'uscita di questo libro dopo anni dalla Trilogia che vedeva come protagonista indiscussa Katniss Everdeen era attesissimo.
Ma se vi aspettate di vedere un seguito al Katniss-Peeta happy ending, vi devo fermare qui.
Infatti questo libro li precede di moooolti anni, è ambientato ai Decimi Hunger Games (Mentre vi ricordo che la trilogia narrava i 74esimi e 75esimi), e il personaggio chiave è Coriolanus Snow.
Avete capito bene, quello Snow, lo stronzo Presidente di Capitol City che voleva morta la nostra Katniss e tutti i ribelli dei distretti.

Qui c'è la sua storia, il nostro enigma nel capire la persona spietata che diventa da adulto, viene spiegata.


Ballata dell'usignolo e del serpente

Di Suzanne Collins
Fantascenza Distopico
Mondadori
Serie Hunger Games #0.5
480 pagine


Trama


È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. 
La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. 
I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

L'AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO


Serie Hunger Games: 

#0.5 - Ballata dell'usignolo e del serpente
#1 - Hunger Games 
#2 - La Ragazza di Fuoco 
#3 - Il canto della Rivolta






Con la trilogia degli Hunger Games, Snow si è fatto odiare da tutti i lettori. A me ha sempre fatto tantissima antipatia e la domanda che mi ponevo spesso era "Come ha fatto la sua mente ad essere così diabolica?".
Nei precedenti libri della serie, però, si ha la visione di vita degli abitanti dei distretti negli anni dei Giochi, ma mai un punto di vista di coloro che sono stati cresciuti a Capitol City.
Con questo libro,invece ,si ha la visione totale, ovvero com'è vivere da cittadino di Capitol.

Vi chiedo di fare un attimo tabula rasa della persona che avete conosciuto nei libri di Katniss, solo così facendo potrete apprezzare la lettura (senza partire prevenuti pensando: antipatico il personaggio = lettura non interessante) e addentrarvi nella storia.

La situazione economica e politica di Capitol è totalmente differente rispetto ai Distretti, le persone sono privilegiate, godono di cure, istruzione e privilegi innati da generazioni, grazie ai cognomi che portano.
La guerra del decennio precedente ha danneggiato anche il ceto benestante e a fatica molte persone sono riuscite a riemergere al loro splendore, mentre altre semplicemente arrancano ancora con la speranza di tempi migliori.
E questo è il caso di Coriolanus Snow.
Orfano di padre caduto in battaglia, e di madre deceduta partorendo, Snow all'epoca bimbo di 8 anni, viene affidato alla nonna che lo crescerà insieme alla cugina Tigris, poco più grande di un paio di anni.
Vivono in un attico che, un tempo prima della guerra, era sfarzoso, ricco di mobilio, ninnoli e ogni tipo di avere, mentre ora la loro casa è ridotta ad un misero guscio vuoto, pure crepato, con scarsissime cose al suo interno. I beni che posseggono sono di poco valore e limitati.
La guerra ha devastato la famiglia Snow, che arranca per avere un pasto completo a fine giornata, che possiede pochi abiti e utilizzati nelle più svariate combinazioni.
La loro povertà non è mai risultata evidente, l'apparenza e l'orgoglio erano tutto ciò a cui tenevano, guai a farsi vedere deboli, affamati o preoccupati per la situazione. 

La fame patita per tanti anni, fa si che Coriolanus ammetta a se stesso, più volte, che se fosse stato nutrito a sufficienza durante la sua crescita sarebbe diventato massiccio e alto, mentre per la mal nutrizione è rimasto di media altezza e pure magrolino.
Quello che lo caratterizza oltre a due occhi azzurri penetratati e riccioli ribelli, è il suo carattere.
Il padre con lui si è sempre comportato con freddezza, quindi Snow bambino ha preso questa caratteristica dal genitore. E’estremamente intelligente e calcolatore, razionalizza e studia qualsiasi situazione per trarne un vantaggio. E' un manipolatore nato e capisce di doverlo essere (cosa che gli viene benissimo) per non perdere le cose che lui vuole ottenere.

L'essere nato a Capitol City ed essere membro di una delle famiglie storiche della città, fanno crescere uno Snow bambino con le convinzioni sociali dove i Distretti sono visti come nemici, distruttori, pericolosi e addirittura animali.


"..vedere i tributi sullo schermo, non si era preparato a dovere per quell'incontro dal vivo. Fu pervaso da un'ondata di pena e repulsione. Erano davvero creature di un altro mondo. Un mondo rozzo, senza speranza."

Coloro che riescono ad emergere dai Distretti, facendo soldi ed arrivare a Capitol, sono visti come una minaccia.

"Per Coriolanus, i Plinth e quelli come loro erano una minacci a tutto ciò che amava, A Capitol City gli arrampicatori sociali arricchiti stavano indebolendo il vecchio ordine soltanto in virtù della loro presenza."

E la minaccia di esser declassato, perché povero, senza possibilità di studiare all'università e quindi di potersi fare una cultura migliore per accedere ad un lavoro importante lo terrorizzano.


"...e ora la scoperta che il decano Highbottom lo detestava abbastanza da bruciare le sue possibilità d un premio e condannarlo a una vita nei distretti! Tutti sapevano cosa succedeva quando finivi nei distretti.Venivi cancellato. Agli occhi di Capitol City, eri praticamente morto."


Coriolanus frequenta l'Accademia, una scuola per tutti i ragazzi in età scolare a Capitol, fortunatamente pubblica e gratuita, la scuola stessa rifornisce gli studenti di qualcosa da mangiare per pranzo e di uniformi, così almeno il nostro protagonista riesce ad omologarsi agli studenti più abbienti. 
Alcuni professori sono aiutanti/collaboratori abituali degli Strateghi durante gli Hunger Games e in quell'anno si celebra il Decimo Anniversario dei Giochi.
Per la prima volta dal loro inizio è stato messo a disposizione di ogni Tributo di ogni distretto un mentore. Questo significa 24 mentori per 24 tributi.
I mentori scelti sono alcuni allievi dell'accademia, tra questi Coriolanus Snow a cui è capitato il tributo femmina del Distretto 12. 

La speranza di ottenere così una vittoria agli Hunger Games, in cambio di fama e borsa di studio per l'università, per Snow si sgretola con l'assegnazione della stramba Lucy Gray, che inizialmente sottovalutata per prestanza fisica e in quanto donna, viene strumentalizzata come personaggio con la sua stranezza, gentilezza e le sue doti vocali.
Snow decide che se non può vincere, tanto vale giocarsi al meglio il suo tributo con la stampa, così da poter apparire come mentore superiore agli altri.
Ma senza rendersene conto si troverà a sperare che Lucy Gray vinca i Giochi.

" Be', sai come si dice. Non vendere le penne della ghiandaia imitatrice, prima di averla uccisa." 


Venendo alle conclusioni finali della lettura.

Che dire? Ammetto di aver avuto ogni tanto delle difficoltà a leggere alcune parti che risultavano a mio giudizio un po' pesanti e troppo "fuori dalla trama principale che volevo io, cioè la storia tra Snow e Lucy". 
Mi spiego meglio, da quando viene selezionata Lucy Gray a quando iniziano i giochi, scorrono infinite pagine con mille cose, come a voler sempre enfatizzare ogni avvenimento o pensiero di Snow, quando qualcosina si poteva anche tralasciare (idem da quando iniziano i giochi al loro termine, oppure delle conseguenze a fine giochi fino all'attesissimo finale, anche là un sacco di avvenimenti). 
Ci sono molti personaggi, alcuni rimangono impressi e si prova una strabiliante empatia con loro, altri gli si augura la mala sorte a cui sono tristemente destinati. 
La parte crudele di questa lettura è vedere come la considerazione dei cittadini di Capitol per le persone dei distretti sia inesistente. Trattati come animali, bestie. Anzi peggio. 
I tributi che già sono destinati alla morte, una volta arrivati a Capitol in attesa che inizino i giochi, vengono lasciati a morire di stenti e molti di loro non arrivano nemmeno nell'arena. Chi ha tentato di scappare per evitare la morte durante i giochi, viene ucciso e i loro corpi trascinati dai carri a Capitol come segno di supremazia. Quelli che riescono a ricevere qualche cura vengono visitati da un veterinario. 

Solo pochi mentori, compagni di classe di Snow, si pongono quesiti morali sul trattamento dei tributi e le persone all'interno dei distretti, ma soprattutto sul perché usare gli Hunger Games. 
Alla domanda di uno degli insegnanti, Snow dopo varie vicissitudini arriva alla triste e reale conclusione che::

" Se è impossibile porre fine alla guerra, allora dobbiamo controllarla a tempo indeterminato. Proprio come facciamo adesso. Con i Pacificatori che occupano i distretti, con leggi severe e con richiami che ricordino continuamente chi è che comanda, come gli Hunger Game. In qualunque scenario è sempre preferibile avere il coltello dalla parte del manico, essere i vincitori piuttosto che gli sconfitti."

Durante la storia Snow viene colpito da moltissime avversità, dal punto di vista economico, accademico e privato. Pagherà care le conseguenze a determinate scelte e la lezione di vita che ne trarrà, porterà poi ad un finale coi fiocchi.
Si apprezza di più Snow dopo questo libro? Sinceramente per me, no, ma ho compreso meglio il personaggio che poi ci ritroviamo nella trilogia, gli aspetti che lo contraddistinguono e le sue "fissazioni".

Il prequiel uscito post trilogia è efficace? Anche sto giro devo rispondere di no, avrebbe avuto un senso come libro prima che tutti conoscessimo Katniss, per capire meglio la dinamica, l'evoluzione dei giochi e apprezzare i cambiamenti introdotti di anno in anno.

La lettura mi ha appassionato e tenuta incollata alla storia, i molti avvenimenti ti fanno continuare a leggere cercando di arrivare al finale desiderato. Non ho gradito molti passaggi che hanno appesantito il libro anche se al tempo stesso hanno dato spessore a personaggi secondari.






     

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