venerdì 18 maggio 2018

Felicité di Bea Castelli

Trama: 

Bilitis è una archeologa Italo-francese di trentacinque anni cresciuta a Parigi in una famiglia con una mentalità severa riguardo al sesso e alla religione. Questo atteggiamento bigotto scatena nella ragazza sin dall’adolescenza, un comportamento ribelle e rivoltoso. Bilitis si rende prestissimo conto che in società ma soprattutto nella sua famiglia, il maschio è molto privilegiato e soprattutto libero di agire ed esprimersi circa la propria vita amorosa. Ormai anno dopo anno Bilitis si sente come sfidata dalla sua famiglia e il suo unico scopo è quello di dimostrare a tutti loro che si sbagliano e che una donna ha le stesse capacità e diritti di un uomo. L’infanzia anaffettiva di Bilitis la spinge a comportarsi in modo provocatorio perdendo così il controllo di sé e del rispetto per la sua persona ammalandosi di “disordine sessuale”. Arrivata a toccare il fondo del baratro, decide in modo repentino di “purificarsi” lavorando molto su se stessa; inizia ad imparare a volersi più bene creandosi una propria vita spirituale fatta di positività e finalmente capisce l’importanza di circondarsi di persone affidabili. L’Universo la metterà comunque alla prova più volte permettendole di disegnare il proprio destino attraverso le sue nuove scelte di vita.







Estratto Capitolo 1: 


Era la prima volta che Bilitis andava in vacanza da sola e si sentiva particolarmente emozionata. Era nervosa ogni volta che doveva affrontare un viaggio anche se ormai, per il lavoro che svolgeva, era per lei consuetudine spostarsi in vari angoli del mondo. Era la decima volta che guardava il tabellone degli orari all’aeroporto Charles de Gaulle. Le sue mani sudate stringevano l’impugnatura del trolley, la schiena ben eretta, il viso serio incorniciato da una folta capigliatura castana selvaggiamente pettinata, i suoi grandi occhi scuri, troppo truccati, erano di nuovo volti verso il cartellone: Parigi - Mahé. Poco più di mezz’ora e si sarebbe imbarcata sull’aereo per andare in quel meraviglioso arcipelago: le Seychelles, dove sperava trascorrere un mese in assoluta tranquillità, lontana da qualsiasi persona salvo che non fosse un cameriere pronto a servirle i pranzi. Al solo pensiero di quella vacanza si sentiva rilassata e felice. L’aeroporto era gremito di persone di ogni possibile razza o religione e Bilitis si chiedeva perché scegliessero un momento così sbagliato per trascorrere il mese di agosto a Parigi.

La città è molto più bella nel periodo invernale e in primavera, quando l’amore si respira nell’aria più che in qualsiasi altro luogo. Lì, dove la Senna accompagna i parigini di mattina mentre vanno a fare jogging e, in tutto il resto della giornata, lei è lì e fuori dalla sua finestra Bilitis può ammirare le alte sponde che in qualche punto sono ricoperte di muschio e in altri di piante rampicanti; di sera poi Parigi è complice d’appuntamenti romantici e di tranquille cene su un bateau-mouche, il tempo viene meno e ci si scorda persino di mangiare per guardarsi negli occhi e sussurrarsi promesse d’amore.

Bilitis era sempre stata molto affezionata alla Senna, cornice dei suoi amori, dei suoi incontri e del suo primo bacio.

In estate però Parigi, secondo Bilitis, diventa triste, sembra un’amante abbandonata, il caldo estivo le porta via la vita. Ogni tanto la città si risveglia sotto un acquazzone che rende il profumo nell’aria dei pavés, dei vecchi muri, ancora più intenso e per un po’ da triste amante le si risvegliano i sensi e sembra far l’amore con la pioggia per poi soffocare di nuovo in un alito di vita. I turisti non si accorgono di nulla, non percepiscono il feeling che si può avere con questa città per chi ci è nato e vissuto, scattano fredde fotografie, meravigliandosi per qualsiasi cosa questa elegante Signora offra ai loro occhi. Parigi ad agosto, altro non aspetta che il ritorno dei suoi fedeli amanti quelli che passeggiano a ore fisse sui suoi “quais” o i ragazzi delle scuole che scorrazzano per le sue vie. I visitatori estivi non conosceranno mai la vera Parigi, quella che narra in ogni angolo, in ogni più remota strada, le storie dei parigini; loro sì che la comprendono per quel che è realmente, senza false cerimonie senza quel rimanere esterrefatti di fronte ad ogni edificio e qualsiasi monumento, i turisti non capiranno mai la vera magia che fa innamorare i propri abitanti di Lei e Lei di loro.




Bio: 


Sono cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni.
Adesso vivo a Torino. Ci son voluti circa 2 anni per imparare l’italiano e perfezionarlo giorno dopo giorno.
Amo leggere e scrivere da quando avevo otto anni.
Mi ricordo che il primo libro che lessi a sei anni fu: “La chèvre de Monsieur Seguin”
Di Alphonse Daudet, e a 12 anni “Crime et Châtiment” di Dostoevskij. Da quel giorno ho letto, letto, letto e coltivato l’amore per la scrittura.
Ho frequentato l’Interpretariato con il desiderio di tradurre libri per la mia casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo ho incontrato troppe difficoltà per poter coronare questo mio sogno e così mi sono accontenta di tradurre testi tecnici per nulla divertenti.
Sono una persona molto sensibile, sincera, mi ritengo una paladina della giustizia e per questo motivo risulto “scomoda “per alcune persone.
Sono impulsiva, di cuore, altruista se meritato!
Sono socialmente molto selettiva e purtroppo poco tollerante, però nell’amicizia e nell’amore sono rispettosa e fedele.



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