mercoledì 11 aprile 2018

Wonder di R.J. Palacio


Titolo: Wonder 

Autore: R.J. Palacio
Editore: Giunti
Pubblicazione: Novembre 2017
Genere: Romanzo


Trama

La raccolta completa delle quattro storie di Wonder. Da quanti punti di vista può essere letta una storia? C'è il punto di vista di Auggie naturalmente, ma anche quello di Julian, il più controverso dei personaggi di Wonder, quello di Christopher, il migliore amico di Auggie, o ancora il punto di vista di Charlotte, la compagna di classe che ha il compito di accogliere il nuovo arrivato. Ognuno ha una propria visione della storia, ma anche una nuova storia da raccontare, che si intreccia inevitabilmente con quella di Auggie.




Serie Wonder :

#1 - Wonder
#1.5 - The Julian Chapter
#1.6 - Pluto
#1.7 - Shingaling
365 days of wonder

Siamo Tutti Wonder
The Wonder Journal
Wonder Notes




Ciò che mi ha spinto alla lettura di questo libro è il film, che mi sono rifiutata di vedere. Perché si sa che i film distorcono la bellezza della carta scritta e credo che anche in questo caso sarà così (ovviamente non mi sono ancora imbattuta nel film!).

Il libro è consigliatissimo e mi sono ripromessa di leggerlo, un giorno, ai miei figli, nel tentativo di far comprendere loro la bellezza di una diversità che sta solo negli occhi di chi guarda, ma che è lontana dalle persone che approcciano gli altri andando oltre le apparenze fisiche. 

Aggie è un personaggio formidabilmente descritto: la sensibilità, l’emotività, la prontezza, ma anche il dolore, la vivacità di intelletto, la capacità di cogliere anche quello che gli altri fingono di non dargli a vedere, è perfettamente delineata. Un mix di sensazioni che emergono passo dopo passo e che fanno apparire questo ragazzino come terribilmente fragile, ma protetto da una corazza forte che si è costruito personalmente, giorno dopo giorno e non nel tentativo di farsi compatire, ma nell’occasione di farsi apprezzare con un’autoironia tagliente e matura, nonostante la sua età!

Insieme a lui trovano spazio anche altri personaggi che, passo dopo passo, raccontano la loro relazione con Aggie e ognuno di loro dà spazio ai sentimenti più reconditi, nel tentativo di trasmettere la bellezza di avere accanto un amico/fratello come lui. 

Ogni punto di vista approccia sentimenti diversi e, paradossalmente, ai poli opposti. Sublime la versione della sorella! Commovente quella dell’amico! 


Non una sbavatura in questo racconto che si propone come un insieme di diari che lasciano, fatalmente, un segno indelebile anche nell’anima del lettore più restio, freddo e insensibile. 


La scrittura, inutile dirlo, è molto fluida e semplice, perfettamente adatta a ragazzi delle medie. Ed è proprio a loro che questo romanzo è rivolto, perché credo che in Italia (ma non solo, visto che il libro è “d’importazione”!) ci sia caldamente bisogno di approcciare il prossimo in maniera diversa. Così, in una società in cui i ragazzini sono abituati all’attenzione verso l’apparire… Beh, questo romanzo, che si colloca esattamente al polo opposto, consente di comprendere perché l’apparenza è così irrilevante. 
Qualsiasi sia l’aspetto esteriore di una persona, al di là c’è un’anima, un cuore, un cervello… Perfettamente funzionante! 
I capitoli sono brevissime perle, pillole di racconti, lapidari definizioni di episodi che spingono, inevitabilmente, alla riflessione. 
I personaggi sono ben definiti e anche la loro componente emotiva emerge chiara e limpida nei confronti di un lettore a cui non viene lasciato margine di equivoco o di incomprensione. 

Vorrei che, tra tutti i programmi scolastici, in mezzo alle enormi quantità di disposizioni ministeriali, tra una disciplina e l’altra, la scuola italiana si proponesse di introdurre l’obbligo di leggere libri come questo. Ma... In una scuola ideale, vorrei che si trattasse di una lettura di classe: ad alta voce con il supporto di un adulto e con la coscienza di doverne discutere insieme, per poterlo comprendere e apprendere!

Consigliato a…
Ai genitori, ai figli, agli educatori, agli insegnanti. 
Ma soprattutto ai genitori che credono che il loro figlio sia immune dalla tendenza a discriminare il prossimo.



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