venerdì 13 aprile 2018

Uomini che restano di Sara Rattaro


Titolo: Uomini che restano 

Autore: Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer
Pubblicazione: 2017
Genere: Romanzo

Trama

All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà. Sara Rattaro racconta le nostre emozioni come se sapesse leggerci dentro. Sono nostre le paure e le speranze, le illusioni e gli smarrimenti di fronte alle mille variabili dell’amore, alle traiettorie imprevedibili dell’esistenza. Sono eroi normali quelli che vincono in questa storia, donne e uomini che hanno il coraggio di lottare nei momenti più duri, di accettarsi senza indossare maschere, di tenere aperta la porta del cuore per esporsi al destino e ricominciare.



Avere il controllo sulla propria vita significa riuscire a evitare che il nostro destino dia retta a qualcun altro.

Questa volta devo ammettere di aver scoperto una scrittrice in grado di arrivarmi dritta al cuore, anche se, a dire tutta la verità, si tratta di una piacevolissima conferma. 


Avevo già letto in passato qualche suo romanzo e sono sempre rimasta piacevolmente sorpresa della capacità lessicale e narrativa di questa donna che con una sensibilità inaudita è in grado di approcciare argomenti difficili e talvolta scomodi senza sfociare nella banalità. Ma devo dire che questo libro è stato una piacevolissima (tanto attesa!) conferma! Quindi… Mi sono ripromessa di leggere tutti i suoi romanzi, giusto per farmi cullare da una scrittura scorrevole e da storie originali, magistralmente definite!

Il libro racconta le storie parallele di due donne che, del tutto casualmente, si incontrano nel momento esatto in cui stanno attraversando un periodo orribile della loro vita. 

Fosca crede che nessuno possa stare peggio di lei è stata abbandonata dal marito dopo un decennio di matrimonio, incontra Valeria da cui non trapela nessun dolore. Dopo poche pagine si scoprirà che il più pesante dei fardelli, a parer mio, lo porta proprio Valeria, nonostante sia costantemente impegnata a non dare a vedere al mondo nulla di quel che le regna dentro. 
La storia è ben articolata, con una struttura che sicuramente mette in evidenza le competenze della scrittrice ed esalta i tratti psicologici ed emotivi dei personaggi che entrano a far parte del nostro quotidiano. Personalmente, mi sono affezionata a queste due donne, entrambe forti, caparbie, ostinate, sicure e amanti della vita anche quando la vita sembrava non amare loro!
Il finale, lo devo ammettere, è indubbiamente inaspettato e dà una nuova luce a un libro assolutamente da leggere.
La lettura che ne risulta è lineare, fluida, pulita, immediata ma non per questo scontata. La parte descrittiva consente di contestualizzare perfettamente la narrazione senza appesantirla troppo e i dialoghi sono freschi, scarni, immediati, esattamente come lo sarebbero nel quotidiano… Eppure puntano diretti al cuore!


Nel leggere questo libro, ammetto, che di domande me ne sono fatte tante. Forse perché è un periodo di transizione della mia vita, forse perché sono fin troppo introspettiva e non riesco a non impreziosire di pensiero critico ogni lettura a cui mi approccio, mettendo in discussione non solo quello che leggo, ma anche quello che sono e che ho costruito negli anni.

Non posso esimermi dal citarvi una delle parti più belle, pochissime battute su ci ho investito lacrime e cuore, anche perché concludono un dialogo molto profondo e delicato, al termine del quale è impossibile non commuoversi.

«(…) è solo che non ci sono abituata.»
«A cosa?»
«Agli uomini che restano. Sei così luminoso che faccio fatica a guardarti.»


E poi ho pensato ad un augurio che mi piacerebbe fare a tutte le donne a cui solo legata e che faccio anche a me… Un augurio che, fin da subito, voglio fare a mia figlia, se mai ne avrò una, spero che riesca a trovare un uomo che resti, di quelli così luminosi che si fa fatica a guardarli. 

Consigliato a…
A quelle donne che sono state deluse e hanno bisogno di rinascere, di ripartire da zero… E in fondo ogni donna, prima o poi, ne sente la necessità. Questo lo definirei un libro per le donne… Ma non solo. Anche un libro per quegli uomini che hanno la forza di esserci, di restare, affinché possano diventare dei veri e propri punti di riferimento! Perché se per le donne, essere dei punti di riferimento è più facile (è una responsabilità che hanno nel sangue insieme all’essere madri) per gli uomini è tutto un terno al lotto, nel quale, raramente, sono loro a perdere!


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