lunedì 16 aprile 2018

La piuma di Giorgio Faletti

Titolo: La piuma 

Autore: Giorgio Faletti
Editore: Baldini + Castoldi
Pubblicazione: 2015
Genere: Romanzo


Trama

Giorgio Faletti si accomiata dai suoi lettori con la sua opera più bella, originale e dolente. Una favola morale, che accompagna il lettore attraverso le piccole, meschine, ignoranti bassezze degli uomini, sino a comprendere, attraverso il più innocente e semplice degli sguardi, il senso profondo delle cose. Del loro ruolo.

E della fine. Seguiamo una piuma mentre traccia il suo invisibile sanscrito nel cielo, la vediamo posarsi sul tavolo dove il Re e il Generale tracciano i piani per la battaglia per la conquista di Mezzo Mondo, noncuranti di chi poi dovrà combatterla; ascoltiamo insieme a lei i tentativi del Curato di intercedere a favore dei contadini con il Cardinale privo di fede; attratti da una dissonante melodia volteggiamo dentro al Teatro, per assistere allo spettacolo meraviglioso e crudele della Ballerina dal cuore spezzato: il nostro volo ci porterà a conoscere altri, sventurati personaggi finché la piuma non incontrerà lo sguardo dell'unico che saprà capire quello che nessuno prima aveva compreso.



Una fiaba, velocissima, leggerissima, effimera esattamente come solo una piuma sa essere. 

Il libro si legge con estrema velocità e si lascia divorare in poco più di un’oretta, lasciando ampio spazio all'interpretazione del lettore che, condotto dalla piuma, incontra e conosce vari personaggi, ognuno dei quali sta “combattendo” per qualcosa e, troppo preso da sé, è incapace di cogliere il volo, la presenza di questo esile, innocente elemento. 

Nessun personaggio svolge il tanto ambito ruolo di protagonista, perché il centro indiscusso dell’intera scena è proprio la piuma e il suo volo: preciso, puntuale, silenzioso, che suscita indifferenza nei più. 

Difficile non ritrovarsi, almeno metaforicamente, in ognuno di questi personaggi che, troppo presi da tutto ciò che caratterizza la frenesia del quotidiano (come, del resto, anche controvoglia, siamo noi) sono concentrati unicamente su sé stessi e, proprio per questo inciampano nell'errore di glissare ignorantemente la bellezza delle piccole cose non prendendone mai consapevolezza. 

L’intera narrazione è incentrata su un volo tanto incerto quanto precisissimo che consentirà alla piuma, a conclusione del suo percorso, di conoscere non solo le cose e i volti delle persone, ma anche le loro emozioni, i loro tormenti d’animo (bellissimo l’episodio della ballerina che si costringe e frenare le lacrime per entrare in scena). 

Solo l’ultimo personaggio sarà in grado di farsi attirare dalla piuma, scegliendo di seguirla, abbandonandosi (o affidandosi) a lei. Sarà proprio questo abbandono che aprirà la porta verso la conoscenza assoluta di tutta la bellezza del mondo che, quotidianamente, non ignoriamo, ma semplicemente perdiamo di vista. 

Personalmente l’affidarsi alla piuma è una metafora che l’autore utilizza magistralmente per lasciare al lettore l’interpretazione finale della lettura: che tale abbandono simboleggi la libertà? La curiosità? L’ingenuità? L’incanto? O forse, semplicemente, l’ultimo viaggio?

Consigliato a…
A chi ama le letture introspettive, partendo dall’assunto che, sicuramente, non si troverà di fronte ad un libro particolarmente articolato. Al contrario si tratta di una meravigliosa fiaba per adulti la cui morale è racchiusa tra le righe. Anche se, francamente, mi piacerebbe conoscere l’interpretazione che un bambino sarebbe in grado di dare!






Nessun commento:

Posta un commento