martedì 20 marzo 2018

Quando dal cielo cadevano le stelle di Federica Pannocchia

Titolo: Quando dal cielo cadevano le stelle

Autore: Federica Pannocchia
Editore: Eden Editori
Pubblicazione: 2016
Genere: Romanzo


Trama

Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l'unica colpa di essere ebrea durante la seconda guerra mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.





Recensire un libro sul nazismo è sempre difficile e si rischia sempre di fare un buco nell’acqua, perché un tema del genere merita rispetto, diffusione, clamore affinché tali atrocità non avvengano più, ma al contempo, per quanto si cerchi di prestare attenzione, si rischia sempre di usare le parole sbagliate, incorrendo nella possibilità di sminuire un evento storico tanto mastodontico.


Un libro sulle atrocità naziste non può che essere degno di nota e, personalmente, reputo che di qualsiasi libro si tratti, di qualunque autore, dai più acclamati, ai meno noti, tutti debbano essere diffusi e fatti leggere a tutte le generazioni, per tramandare, per ricordare, per non infilare la testa sotto la sabbia e pensare che tali atrocità siano lontane da noi.


Se alcuni romanzi sono più duri di altri e mettono il lettore di fronte ad una verità tanto sconvolgente quanto impossibile da immaginare, tant’è spaventosamente dolorosa, altri cercano di smussare di più gli angoli, senza far mai perdere di vista lo scenario di riferimento.


La storia di Lia è una storia toccante ma non per questo meno forte: un percorso dolorosissimo che tratta tutti i temi tipici di questo argomento, ma che non smettono mai di inorridire la mente umana.


Il libro non si legge con rapidità, ma non è assolutamente una colpa: la fame, il freddo, le malattie, le infezioni, i massacri, le punizioni, le percosse, le camere a gas sono tutti elementi che conosciamo e che non possono che essere parte integrante di questa narrazione che, com’è ovvio che sia, lascia il segno nella mente e nell’animo del lettore.
Un libro del genere non può che far venire i brividi, soprattutto se lo si legge sapendo che non è un romanzo, ma un estratto della realtà.
Ogni volta che leggo libri sul nazismo non posso che ricordare le parole di Levi e farle mie, ogni giorno di più.
Noi, che viviamo sicuri nelle nostre case, circondati dalle persone che amiamo che ci amano. Noi, che tornando a casa troviamo un sorriso e un pasto caldo preparato da amorevoli mani.

Pensiamo a quegli uomini che hanno lavorato nel fango senza trovare pace, né del misero cibo per sfamarsi, che sono morti per la decisione di chi ha deciso la morte degli altri senza nemmeno un motivo.
Pensiamo a quelle donne, che calve hanno perso la loro femminilità, la loro identità, il loro fare materno, il loro calore. Quelle donne che hanno perso il calore degli abbracci che avrebbero dispensato a quei figli che sono stati strappati dalle loro braccia per essere condotti alla morte, con l’unica colpa di essere bambini.

Ricordiamo tutto questo, tutti i giorni. Imprimiamolo nella testa e nel cuore e insegniamole ai nostri figli, ricordandolo loro che questo è stato e che non deve tornare. MAI. E se non siamo in grado di ricordarle a noi stessi e di diffonderle allora è davvero il caso che tutto ciò che amiamo venga distrutto nel più atroce dei modi.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case, 
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici: 
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango 
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane 
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna, 
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare 
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno. 
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole. 
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via, 
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli. 
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca, 
I vostri nati torcano il viso da voi.

Consigliato a…

Ad insegnanti che cercano un romanzo sul tema per i loro alunni, ai ragazzi che si accingono a studiare questa parte di storia, a chi non si spiega e si interroga, in occasione di ogni giornata della memoria, come tutto questo sia stato possibile. Non troverà risposte in questo libro, ma riceverà uno scorcio degno di essere letto.







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