domenica 16 luglio 2017

IL BRIGANTE GIUSEPPE MAYNO di Liliana Angela Angeleri

Trama: 

GIUSEPPE MAYNO (della Spinetta). Nato a Marengo nel 1784, figlio di un carrettiere. Studia con profitto. Tutti sperano e, anch’egli crede, d’avere la vocazione di diventare sacerdote. A sedici anni è alto e bellissimo, con capelli e occhi scuri. Dopo alcuni anni, il governo obbliga, anche ai seminaristi il servizio di leva. In un’osteria, Mayno subisce l’angheria di un sottotenente. Si nasconde e ricompare dopo tre anni. A vent’anni il suo corpo è molto atletico. Dopo aver trascorso gli anni di latitanza nella banda di Giacomo, un fuorilegge calabrese, si dà alla macchia nel 1803, dopo le nozze con Cristina Ferraris, per aver infranto la proibizione dell’uso delle armi da fuoco, imposta dagli occupanti francesi. Diventa capo di una banda agguerrita (200 uomini a piedi e 40 a cavallo, la maggioranza in fuga dall’arruolamento forzato nell’esercito napoleonico), che dà parecchio filo da torcere alla Gendarmeria Imperiale. Ruba ai ricchi per aiutare i poveri. Le sue imprese spericolate gli guadagnano l’appellativo di “terreur des Departement au delà des Alpes”: sono storici alcuni colpi clamorosi come l’aggressione al ministro Saliceti, commissario del governo napoleonico, al gen. Milhaud e al convoglio del Papa Pio VII che andava a Parigi per l’incoronazione di Napoleone (1804). Abile nei travestimenti e nelle beffe ai gendarmi francesi, Mayno va e viene e passa in incognito sotto il naso delle forze dell’ordine, grazie a connivenze e all’aiuto della popolazione rurale, di cui interpreta l’attaccamento all’ordine tradizionale (Trono e Altare) contro l’oppressione straniera e contro la guerra. Con ingenua polemica col Bonaparte (col quale ha un colloquio segreto a Milano), Mayno si fa chiamare Re di Marengo e Imperatore delle Alpi. La moglie non vuole seguirlo nei rifugi segreti sui monti, perciò Mayno è costretto, nottetempo, a visitarla a Spinetta. Se vi informassi come finisce la sua storia avventurosa vi toglierei uno dei più grandi piaceri di questa lettura. Vendicatore di torti e di ruberie subite dalla popolazione inerme, è il “Passator cortese” del Piemonte. Le sue imprese sono subito entrate nella leggenda e hanno dato materia a romanzi, drammi popolari, e copioni del teatro d’animazione (marionette e burattini).



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