giovedì 18 maggio 2017

L'età più bella di Barbara Bolzan

Titolo: L’età più bella
Autore: Barbara Bolzan
Anno di pubblicazione: Gennaio 2014
Editore: Butterfly Edizioni
Genere: Romanzo

Ciao Bookish,
questa volta vi cito un romanzo che fa emozionare, ma non per l’amore sdolcinato e melenso che spesso siamo abituate a leggere, ma perché narra un tema forte con una delicatezza disarmante.

Trama
Caterina è una sedicenne come tante: studia, esce con il suo ragazzo Maurizio, partecipa alle feste degli amici. La sua vita cambia improvvisamente quando, dopo un'interrogazione, sviene e cade, battendo la testa. Quello è solo il primo di una lunga serie di episodi simili: il cuore che batte più forte, il calore nel viso, la caduta. Inizia così, per Caterina, un inferno fatto di ospedali, esami invasivi, infermiere pettegole, dolore e, soprattutto, incertezza. Emarginata dai compagni, amata ossessivamente da Maurizio, Caterina dovrà affrontare la diffidenza dei medici e la malizia di chi crede che ogni suo malessere sia pura finzione. Con una prosa piena, intensa e ricca di preziose citazioni letterarie, Barbara Bolzan traccia il profilo di un'adolescenza vissuta nell'incertezza e nella paura, sulla quale troneggia una malattia poco conosciuta e ancor meno compresa: l'epilessia.



Recensione
La tematica del romanzo non è di certo leggera e si discosta dal classico romanzo spensierato che, magari, ci si potrebbe aspettare soffermandosi solo al titolo del libro che, devo essere sincera, non mi ha colpito poi così positivamente. L'ho trovato infatti un po' scontato, poco incisivo e diretto. Peccato, perché il libro è tutt'altro che questo! Le mie considerazioni negative infatti si fermano qui…
La lettura appare molto scorrevole, delicata, pacata, raffinata e la delicatezza con cui l’autrice narra le vicende è a dir poco lodevole.  Barbara Bolzan conduce per mano il lettore in un processo di scoperta della storia, rendendolo partecipe, anche se spettatore impotente, di una condizione fisica difficile che la giovane Caterina si trova ad affrontare, con forza, decisione, caparbietà e senza far emergere toni compassionevoli che spesso rischiano di sovrastare i libri che narrano vicende correlate alla malattia. Il tema dell’epilessia viene narrato con estrema dignità, delicatezza, realismo, con una buona dose di fermezza, ma mai di svilente rassegnazione e senza mai inciampare in toni melodrammatici che rischierebbero di appesantire il romanzo.
Nonostante questo non mancano gli elementi tipici della vita di una ragazzina: la sua chiusura nei confronti del mondo (tipica dell’età adolescenziale), il rapporto complesso, forse anche un po’ controverso, con il suo ragazzo, gli amici, la scuola e le difficoltà che incontra nel suo nel suo crescere e diventare una donna coraggiosa che si ritrova messa a durissima prova da una vita che la vuole grande, matura, adulta, consapevole anche quando potrebbe (e forse dovrebbe, vista l’età) vivere in maniera spensierata e allegra. È un personaggio reale, ben delineato che emerge pagina dopo pagina consentendo al lettore di conoscerla e di provare un istinto di amicizia, ammirazione, e anche un pizzico di protezione…
Una lettura sicuramente profonda, coinvolgente, mai scontata… I ringraziamenti in calce al libro fanno commuovere e mi piace citare una frase che, forse, racchiude gran parte del significato profondo del libro.
Dopotutto, si può sempre volare. Come un’aquila o come una farfalla. L’importante è volare. Sempre.”
Un significato profondissimo, come ogni pagina di questo libro che insegna a non arrendersi, a non darsi per vinti, a non smettere mai di credere. Mai.

Consigliato a…
A chi ama perdersi nella profondità di una storia apparentemente dolorosa, eppure forte, caparbia, tenace… Proprio come la protagonista.








1 commento:

  1. Grazie infinite per queste parole e per aver preso per mano la mia Caterina!

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