domenica 2 aprile 2017

What She Never Told Me di Kate McQuaile

What she never told me
 Kate McQuaile
324 pagine

Trama:
 
I talked to my mother the night she died, losing myself in memories of when we were happiest together. But I held one memory back, and it surfaces now. I see a green postbox and a small hand stretching up to its oblong mouth. I am never sure whether that small hand is mine. But if not mine, whose?

Louise Redmond left Ireland for London before she was twenty. Now, more than two decades later, her heart already breaking from a failing marriage, she is summoned home. Her mother is on her deathbed, and it is Louise's last chance to learn the whereabouts of a father she never knew.
Stubborn to the end, Marjorie refuses to fill in the pieces of her daughter's fragmented past. Then Louise unexpectedly finds a lead. A man called David Prescott . . . but is he really the father she's been trying to find? And who is the mysterious little girl who appears so often in her dreams? As each new piece of the puzzle leads to another question, Louise begins to suspect that the memories she most treasures could be a delicate web of lies.




Recensione:


Questo è’ il primo libro di Kate McQuaile, pubblicato nel 2016 e ambientato tra Irlanda e Inghilterra. Proprio come la vita dell’autrice, giornalista divisa tra Londra e Drogheda (una piccola cittadina al nord di Dublino) la protagonista Louise è una donna irlandese che vive a Londra.
Subito dalle prime pagine si capisce il legame che l’autrice ha con queste terre, la descrizione di quello che Loiuse prova appena il suo volo tocca il suolo irlandese mi ha emozionato, forse un po' perché è quello che provo io ogni volta che torno a casa.
Louise è quindi divisa tra la sua verde e gioiosa Irlanda e la frenetica e vivace vita Londinese, tra il passato e il futuro.

“ I hate goodbyes. Maybe it’s an Irish thing, the last-minute rush of emotion that never fails to hit as you realise you’re leaving yet again. I like to jump out of the car with a quick wave and rush into the terminal without backward glance”

Un passato che scoprirà piano piano essere pieno di segreti e insieme a lei saremo alla ricerca della sua identità, perduta con la morte della madre.
Louise così comincia il suo percorso partendo da un mistero che l’ha sempre ossessionata: suo padre. Durante questo viaggio scoprirà un lato di sua madre a lei sconosciuto, esperienze che l’hanno cambiata e che l’hanno portata a non rivelare l’identità del genitore.
L'autrice si è destreggiata benissimo tra lutto, mistero, scelte giuste e scelte sbagliate. Si percepisce il disorientamento e la tristezza che la protagonista vive e si è immersi nella ricerca di una sola risposta : “chi è Louise?”

“I’m convinced of nothing, anchored to nothing”


Qui è lì, raccoglierete indizi che vi faranno pensare di avere la risposta giusta, ma fino alla fine rimarrete in suspance.
L’autrice inoltre, affronta alcuni tabù come l’aborto e la religione, due temi molto scottanti per l'Irlanda del 1960, in quanto paese fortemente cattolico e grazie ai flashback, si ha uno scorcio di vita quotidiana e della struttura familiare di quegli anni.

“You don’t need the religion to be a good person”.

Decisamente consigliato a chi ama i libri di suspance e drammi familiari.





1 commento:

  1. A me intrigano sempre molto i romanzi che parlano di misteri familiari...
    Ci farò un pensierino!
    Un bacio! Nuovo post sul mio blog!6
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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