mercoledì 19 aprile 2017

Un uso qualunque di te di Sara Rattaro

Titolo:  Un uso qualunque di te
Autore: Sara Rattaro
Uscita:  2012
Genere:  Romanzo
Editore:  Giunti

Ciao bookish!
Non è il primo romanzo che leggo della Rattaro e devo dire che, solitamente, mi appassiono, ma lascio coinvolgere e riconosco sempre la sua capacità a toccare argomenti delicati, talvolta difficili, con la grazia, l’emotività e la delicatezza che, nemmeno il più sapiente degli psicologi, potrebbe avere.

Trama
Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.
Recensione
Non spicca per originalità, devo essere sincera! La scrittura si difende, ma i protagonisti zoppicano un po’. Poche parole, le mie, sufficientemente dirette, da far capire che il romanzo non mi ha proprio conquistato al massimo, anzi… Procediamo per ordine…
Francamente, la trama non mi è apparsa particolarmente d’effetto: il romanzo ripercorre la vita di Viola attraverso una serie di flashback che ci consentono di conoscerla e di far emergere la sua personalità irrequieta e complessa.
I personaggi sono un po’ scontati… Soprattutto Viola: donna, moglie e madre, piena di dubbi e di titubanze nei confronti delle sue decisioni del passato, insoddisfatta, contorta, piena di rimpianti che non riesce ad affrontare e sui quali non riesce a mettere una pietra sopra. Tutti le sue perplessità potrebbero essere annoverate con quelle di un adolescente alle prese con le grandi riflessioni sulla vita… Di certo non sarebbero accumunabili con quelle di una donna adulta che… Che viene presentata talmente contorta e criptica da non lasciare gran margine di immaginazione al lettore. Devo essere sincera che inquieta un po’… Mi auguro vivamente che non tutte le donne, madri di famiglia, finiscano con l’essere piene di tutti i dubbi che ha Viola, altrimenti… Finisce veramente male!
Il marito di Viola, Carlo, non è riuscito ad entrare nelle mie grazie, forse perché la componente caratteriale emersa non è riuscita a coinvolgermi a sufficienza? Boh, fatto sta che mi sembra un uomo poco deciso, incerto, forse, paradossalmente, incapace di reagire.
Devo ammettere che il titolo lasciava un buon margine di lavoro, nel senso che mi aspettavo qualcosa di particolarmente introspettivo, pieno, denso, ricco. Invece sono inciampata in un libro quasi scontato, che, di sicuro, non posso catalogare come coinvolgente. Il tentativo di “recupero” si ha alla fine con un finale tendente allo “strappalacrime”, che, personalmente, anche in questo caso non mi sento di promuovere.
Punto a favore: il lessico, la sintassi e le indiscusse (e indiscutibili) proprietà narrative, descrittive dell’autrice.

Consigliato a…

Chi conosce l’autrice e magari ne è appassionato, a chi si è lasciato incuriosire da questa recensione, a chi, semplicemente, vuole smentirla.


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