lunedì 17 aprile 2017

Un giorno solo, tutta la vita di Alison Richman

Titolo:  Un giorno solo, tutta la vita.
Autore: Alison Richman
Uscita:  2013
Genere:  Romanzo
Editore:  Piemme

Ciao bookish!
Quando si tratta di libri con qualche componente storica, devo essere sincera, sono un po’ reticente. Sono pienamente consapevole che, per comprendere appieno un romanzo sia assolutamente indispensabile comprenderne il contesto storico, ma quando la componente storica sovrasta il testo, allora… Allora non mi piace per nulla!

Trama
Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: "Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito". Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all'orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c'è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi.





Recensione
La mia iniziale reticenza e titubanza sul fatto che il libro fosse troppo storico ha lasciato lo spazio ad un’opera che, sicuramente, potrebbe essere annoverata tra i possibili pilastri della storia della seconda guerra mondiale. Lo scenario è, purtroppo, quello nazista, e per quanto si legga sull’argomento non si finisce mai di restare sgomenti di fronte a tanto orrore.
La storia d’amore tra Lenka e Joseph fa da sfondo e consente al lettore di apprendere la disperazione di due amati e amanti che, portati alla deriva dalla persecuzione nazista, si sono trovati divisi, pur continuando ad appartenersi, irrimediabilmente. Due persone che si sono trovati costretti a vivere un’altra vita, nettamente diversa da quella che avrebbero voluto, perché sono stati divisi da una vita che li ha condannati ad essere protagonisti di una delle più grandi atrocità della storia mondiale.
Non ho certezza che la storia sia riconducibile ad eventi effettivamente accaduti: ovvero, al di là del quadro storico, i due protagonisti potrebbero essere semplicemente delle invenzioni dell’autrice, ma non ha comunque importanza. Quello che si coglie tra le pagine di questo romanzo è un amore immenso che sopravvive nonostante tutto e che, proprio nonostante tutto, riesce a sopravvivere nei cuori dei due protagonisti.
Il romanzo ha una scrittura incisiva, ma allo stesso tempo pacata, diretta, profonda, delicata, raffinata. Questo libro sa d’amore, quello tra i due protagonisti, ma sa anche di terrore, quel sapore che solo il nazismo sa dare.

Consigliato a…

A chi è un appassionato del tema nazista, ma anche a chi è semplicemente appassionato di quell’amore che non muore mai!





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