giovedì 20 aprile 2017

Avrò cura di te di Chiara Gamberale e Massimo Grammellini

Titolo:  Avrò cura di te
Autore: Chiara Gamebrale & Massimo Grammellini
Uscita:  2014
Genere:  Romanzo
Editore:  Longanesi

Ciao bookish!
Questa volta vi parlo di un libro scritto a quattro mani… Ammetto che i due autori, presi separatamente, sono sempre stati in grado di incantarmi, ma questa volta… l’impresa è stata ardua… ed è fallita.

Trama
Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.
Recensione
Che la modalità di scrittura sia perfetta non è mistero! Da Gramellini e Gamberale non ci si poteva aspettare altro di diverso: il libro si legge bene, la scrittura è scorrevole, la capacità narrativa è, ovviamente lodevole.
Dato quasi per scontato che la parte sintattica e lessicale del testo sia inattaccabile, possiamo passare alla trama… e cosa ci si scova dietro? Un libro sempliciotto? Una banalità dietro l’altra che, invece di incantare, annoiano?
Diciamo che si tratta di un susseguirsi di riflessioni di una donna in crisi (Giocaonda) e delle risposte di un presunto angelo custode… Risposte scontate, facili, poco approfondite, che sembrano quelle lette sulla rubrica di psicologia di qualche rivista settimanale di scarso spessore. Ammetto che la curiosità del “botta e risposta” c’è, ma c’è anche un senso di noia dopo aver letto la prima parte del libro che, personalmente, mi è parso intriso di una psicologia spicciola.
Gioconda si presenta come una protagonista dallo scorso spessore, che intesse un rapporto epistolare con il suo angelo custode: argomenta tutti i suoi turbamenti d’anima arricchendoli di egoismo, narcisismo e pessimismo, passa il tempo a piangersi addosso, lamentandosi della sua condizione di moglie lasciata dal marito. Ne emerge una personalità infantile e, personalmente, poco sopportabile!
Che dire quindi? Difficile che mi possa piacere un libro così…

Consigliato a…

Mah! Vedete voi… Vi rimando a quanto sopra!


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