mercoledì 8 marzo 2017

Le Anime Bianche di Frances H. Burnett

Le Anime Bianche
Paranormal - Sentimentale
Autoconclusivo
Panesi Edizioni
Frances H. Burnett
78 pagine
Tradotto da Annarita Tranfici

Trama:

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.




Recensione:

Questa recensione per me é un po' difficile da fare, perché non amo particolarmente i testi dove si parla e parla e parla... ma di descrizioni... amo il dialogo.. e in questo libro ne ho trovato ben poco.

In questo libro la piccola Ysobel, orfana di genitori viene cresciuta da Jean e Angus... Loro le insegnano tutto. Sono il suo punto fermo nella vita. Ma un giorno si rendono conto che la piccola Ysobel ha un dono.
Vede le "Anime Bianche" come le chiama lei. Sono delle persone con una bellezza quasi perfetta...
Lei non si rende conto subito che le vede solo lei, e con gli anni nessuno le dice nulla per paura di ferirla.

Crescendo, si appassiona di letteratura. E in particolare di uno scrittore di nome Hector che la conquista con i suoi libri.
Una sera dopo un breve incontro sul treno, si vedono ad una soirée. Si parlano e nasce un intesa quasi unica direi. Si capiscono al volo, tanto che lui le fa conoscere sua madre quasi subito. E il trio così va a vivere nel castello austero in Scozia di Ysobel, finché anche Hector non diventa un' "Anima bianca"...

Come dicevo prima, questo libro é molto descrittivo.. Avevo gia letto un libro di questa scrittrice e mi era piaciuto tanto (Il giardino Segreto), ma qui la storia mi ha annoiata molto. Non la smettevo di saltare dei passaggi perché troppo descrittivi (nebbia, brughiera, Londra, personaggi, bellezza...ecc).
E la parte in cui lei scopre cosa/chi sono queste Anime, sorvolato proprio e capito al volo.. Non vi dico cosa sono anche se potete ben capirlo ;)

Però ritrovo certe caratteristiche che sono veramente segni particolari dell'autrice.
Come per esempio la caratteristica che i suoi personaggi sono isolati, un po' cupi, un po tristi, e trovano una persona che sappia farli aprire al mondo (Nel giardino Segreto Mary incontra Colin e Dickon che gli fanno rinascere il sorriso, qui Ysobel trova Hector), poi un altro segno particolare é l'ambiente, un castello cupo della brughiera.  E il richiamo della magia (nel giardino segreto, i personaggi credono nella magia tanto che pensano di usarla per richiamare lo zio e per far ricamminare il cuginetto Colin, nella piccola principessa Sarah ci crede e inventa storie per le altre alunne) é molto forte.

Ho voluto leggerlo comunque fino alla fine e mi ha fatto versare due lacrime alla fine perché é talmente veloce che ti affezioni in particolar modo a Hector.
Lui ha un carisma. Si vede l'amore che prova, il dolore lo senti sulla tua pelle nei suoi passaggi.
Ma non salva il libro dalle mie due farfalline.





Mi dispiace tanto perché pensavo che fosse un libro come Il giardino segreto che ho amato.
Adesso forse mi leggo il Piccolo Lord tanto per capire come scrive lì.
Forse una recensione anche di quello la farò. Non si sa mai.

A presto Bookish!


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