sabato 25 marzo 2017

Kledi é di tutti di Leda Moore

Kledi é di tutti
Leda Moore
Autoconclusivo
Erotico

Trama:

Giulio Rizzo è uno degli esponenti più in vista della politica italiana. Stanco e stressato dalla sua vita, tutt’altro che normale, decide di concedersi una vacanza in Messico, portandosi dietro un famoso gigolò, Kledi Lako, e una ragazza che ha sempre desiderato ma non ha mai potuto avere, Laura Volpini. Inizierà così un triangolo pericoloso che ha un obiettivo ben preciso ma che nessuno, a parte il politico, comprenderà. Laura, uscita da una relazione durata tre anni e delusa dall’amore, si lascerà andare alla passione trovandosi davanti due uomini bellissimi ma altrettanto spietati. Ma i giorni trascorsi nella terra dei Maya la porteranno a provare sentimenti sempre più profondi che finiranno per confonderla. Da una parte Giulio le dimostrerà che il sesso e l’amore non sempre vanno di pari passo, dall’altro lato Kledi che inizierà a non tollerare più l’idea di condividerla con il politico, anche se non potrà in alcun modo mettere fine al triangolo. Il termine della vacanza porrà i tre personaggi dinnanzi a una scelta. Il rientro a Milano e la ripresa delle loro vite però non sarà così semplice come credevano. Soprattutto Laura dovrà fare i conti con dei sentimenti che vorrebbe a tutti i costi cancellare.








Prologo



«Papà... ti prego... basta!» 
Singhiozzavo talmente forte che mi era difficile distinguere le mie stesse parole. 
«No Kledi. Con te non ho ancora finito» commentò con un sorriso giocoso. 
«Mi brucia papà. Mi brucia tanto.» 
Si avvicinò e mi accarezzò la testa dolcemente, quasi a volermi rassicurare. 
«Non fare il bambino.» 
«Ma io sono un bambino. Ho solo otto anni» replicai con i lacrimoni che rigavano le mie scarne guance. 
«No. Non lo sei. Non per me.» 
«Allora cosa sono?» domandai confuso. 
«La domanda che dovresti fare è un’altra, figliolo.» 
«Quale?» 
«Chi sei?» disse guardandomi in un modo che mi spaventò a morte. Leggevo già nei suoi occhi la malizia e l’anticipazione di ciò che mi attendeva. 
«Chi sono?» ripetei impaurito. 
«Sei il mio di bambino. Tutto mio e quindi posso farti ciò che desidero.» 
Scossi la testa terrorizzato e feci due passi indietro. Non volevo quel coso dentro di me. Puzzava ed era cattivo. 
«Kledi, papà ti ama e proprio per questo, visto che ti fa male, lo farai felice in un altro modo.» 
 Di nuovo scossi la testa. Basta non ne potevo più. Cosa ero diventato? Chi ero? Odiavo nel profondo quell’uomo. Mi faceva rivoltare lo stomaco. 
«Inginocchiati e servi il tuo padrone con quella boccuccia così dolce.» 
Non potevo ribellarmi. Le poche volte che l’avevo fatto mi aveva lasciato a digiuno per giorni interi e io avevo fame. 
La cena era quasi pronta. 
Se volevo mangiare, prima avrei dovuto succhiarglielo. 
E lo feci. 
Io ero una cosa sua.
 

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