mercoledì 22 marzo 2017

E non vissero felici e contenti di Federica Cabras

Titolo:  E non vissero felici e contenti
Autore: Federica Cabras
Uscita:  2016
Genere:  Romanzo
Editore:  Self Publishing

Ciao Bookish!
Rieccomi al self! Devo ammettere che il titolo potrebbe sembrare quasi scontato, se non fosse per quel “non” che in copertina appare bene enfatizzato… Non sono in grado di esprimermi completamente a favore del testo, ma non sono nemmeno in grado di bocciarlo.

Trama
Edmund Bellavista e Sandra Alti sono sposati da circa quindici anni, ormai. Costretti in un matrimonio ormai esaurito, vivono le loro vite all’insegna della monotonia; è dalla morte della loro bambina, infatti, che un muro li divide facendoli sembrare due estranei. Tuttavia, nonostante la scarsa considerazione che nutrono l’uno verso l’altra, hanno trovato un compromesso: nessuno, mai, tradirà l’altro. Il matrimonio è sacro per entrambi. Ma un giorno la bella e sicura di sé Sandi incontra un collega e il mondo le gira attorno veloce, privo di regole. Si invaghisce, si dimentica dei suoi buoni propositi e intreccia con l’attempato ma fascinoso Vittorio una relazione. Ma la verità non è quella che sembra. Amore e sangue si uniscono in un binomio mortale.


Recensione

… E fu così che vissero felici e contenti per sempre! Ops, no! In questo libro non è esattamente così, perché la coppia protagonista della storia non vive proprio felice e contenta, anzi. La loro relazione è infatti stata segnata da lutto più grande che può segnare una coppia: la morte di un figlio. Un evento di tale portata non può che creare un terremoto emotivo straordinariamente incomprensibile tra marito e moglie che possono reagire in maniera diversa: elaborando il lutto, chiudendosi in un laconico silenzio, avvicinandosi, oppure allontanandosi irreparabilmente. È quest’ultimo il caso che viene analizzato nel libro e che determina un’infelicità di coppia profonda, radicata che nessuno dei due riesce ad affrontare e risolvere. Costretti in una relazione consumata e ormai arida, continuano a procedere con il loro matrimonio mantenendo fede alla promessa di non cedere al tradimento.
Nella coppia la prima a cedere a questo punto fermo è Sandi che incontra un collega di cui si invaghisce e finisce per innamorarsene perdutamente. Il mondo inizia ad acquisire una prospettiva completamente diversa, inaspettata e inattesa. Da qui si innesca una storia quasi parallela, quella di Ester e Miguel che, dopo una notte in grado di lasciare esterrefatto il lettore, scelgono di far ripartire la loro esistenza, donandole un nuovo significato.
Buona la caratterizzazione dei personaggi, la loro componente emotiva e caratteriale emerge passo dopo passo, riga dopo riga, consentendo al lettore di avere una definizione puntuale di ognuno di loro. Particolarmente disarmante il personaggio di Vittorio (il collega di cui Sandi si innamora) che sembra essere l’uomo giusto al momento giusto, ma che non si rivelerà affatto così.
Altro elemento a difesa del libro è sicuramente la capacità lessicale dell’autrice, anche se qui e lì non mi sono sfuggiti alcuni refusi poco gradevoli alla lettura che andrebbero sicuramente sistemati e rivisti.
Ultimo, ma non per importanza, un dettaglio essenziale: la capacità dell’autrice di far riflettere su messaggi importanti come la difficoltà di mantenere in piedi un matrimonio anche quando il destino rema contro, la disperazione di una coppia incapace di affrontare un lutto di portanza cosmica, il tentativo di leggerezza di una donna che prova ad evadere dalla realtà crudele che l’ha profondamente segnata.

Consigliato a…

A chi ha voglia di leggere un libro diverso, particolare, ben strutturato, riflessivo, introspettivo e non privo di colpi di scena considerevoli e inaspettati.








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