venerdì 10 marzo 2017

D'ark Il gioco dell'alfiere di Cristina Silvestri e Mirela Minkova

D'ark . Il gioco dell'alfiere
Thriller
Trilogia il Gioco dell'alfiere
#1
Self

Trama:



La città di Rocha è costantemente minacciata dalla malavita e dalla corruzione, ma il pericolo è sempre dietro l’angolo. Sembra non esserci più onestà in un mondo pieno di corruzione ma questa volta, come baluardo della giustizia sorge un vigilante, D’Ark, che cerca di aiutare la città a rialzarsi da questo baratro d’illegalità. La storia segue parallelamente la vita di due fratelli: Giorgia e Mestri. Giorgia, una ragazza forte e determinata che ama il suo nuovo lavoro parteciperà alla ricerca di un noto serial killer di nome Guignol che trascina dietro di sé le sue povere anime in una lotta senza fine. La squadra dei profiler, insieme alle forze dell’ordine, si batterà con grande dedizione per la sicurezza e per la sopravvivenza dei cittadini. Mentre suo fratello Michele, il giornalista, seguirà il caso del vigilante occupandosi di scrivere la verità su chi sia questa famosa celebrità. Aiutati dal loro intuito e dalla loro forza di volontà, entrambi si renderanno conto di quanto la realtà che li circonda sia più complicata di quanto appaia. Esiste davvero questo eroe oppure è una mera invenzione di una società senza giustizieri? Riuscirà Rocha a distinguere il bene dal male ? Ciò che è reale da ciò che non lo è? 









ESTRATTO n°1

Guignol, perché era così che si faceva chiamare, si spostò molto lentamente dai piedi dell’altare fino ad arrivare al viso della giovane ma senza mai occupare il suo campo visivo. Si spostò dietro il suo capo in modo che la ragazza non potesse girarsi per scorgere il suo volto e accostando le sue labbra al orecchio sinistro di lei le sussurrò queste parole: <<Eppure non è ancora la fine …>>, poi si allontanò lentamente e pian piano si diresse verso il bordo del grande palco. Accennò un sorriso, chiuse gli occhi per un momento e pensò di vedere tutte le poltrone rosse del teatro occupate. La sua fantasia fu tanto grande quanto inquietate. Chi avrebbe mai potuto assistere all’esecuzione di un uomo? Eppure c’erano Stati in cui questa pratica era legale. Nell’antichità uccidere era abituale, spesso inevitabile e a volte addirittura fonte di divertimento. Cosa c’era quindi di sbagliato nel suo modo di vedere le cose? La sua risposta fu: nulla. Era perfettamente normale e chi diceva il contrario o era un bugiardo o un ipocrita. Riaprì gli occhi, inspirò profondamente e disse:<<Hai mai sentito parlare delle Moire? – chiese l'uomo con tono distinto – Sicuramente una persona con una grande cultura come te, ne conoscerà la storia immagino>> la voce che proveniva da quell'essere sembrava come una folata di vento gelido. Il flebile cigolio del legno, in quel silenzio quasi disumano, sembrava amplificarsi a dismisura. I passi lenti e cauti sembravano scandire il tempo, ormai segnato, di quell’anima coraggiosa. Si fermò a una giusta distanza, in modo tale da poter osservare con sguardo risoluto il corpo ormai schiacciato dal peso della sua dipartita e continuò i suoi insegnamenti, con voce a dir poco teatrale, alla vittima designata che non poteva far altro che rimanere in silenzio ad ascoltare:<<Pensa, erano proprio le Moire a impedire agli altri Dei di portare il proprio soccorso a un eroe sul campo di battaglia nel momento in cui il suo destino era segnato>>. In quel preciso istante il suo volto si fece come pietra e gli occhi color lapislazzulo diventarono come ghiaccio, quasi come se una seconda personalità stesse prendendo il sopravvento e avesse fretta di porre fine a ciò che aveva cominciato. Fece un altro passo in avanti, si fermò e chiuse gli occhi scintillanti di follia, a quel punto disse: <<Ed ecco che il sipario per te sta per calare. Io sarò colui che muoverà i fili del tuo destino…volente o nolente ognuno conosce la propria fine e tu forse lo sai meglio di chiunque altro – Si soffermò per un attimo in modo tale da prendere respiro e sottolineare quelle ultime parole che sarebbero state tragicamente udite dalla sua preda – Sei un'anima sola ora. Hai fatto tanto per molte persone, ma come vedi alla fine ognuno di noi nasce solo e muore solo. Pensi che per quello che hai fatto le persone ti ammireranno? Ti rispetteranno? Che in qualche modo ti salveranno? Non sono altro che un branco di pecore, pronte a seguire il primo folle che si batte per un'idea pur ignorando le sue motivazioni. Non conoscono niente. Sono degli stolti, dei ciechi che vagano per le strade senza nessuno che tenga loro la mano. E quando ciò accade... quando qualcuno dà loro un aiuto, è troppo tardi, poiché sono rimasti senza guida per troppo tempo e la loro fede nel prossimo si è affievolita. Nessuno di loro potrà mai capirci a fondo. Tu ed io non siamo diversi. Anch’io come te mi batto per un'idea, per qualcosa che valga la pena di essere ricordato ma, a differenza tua, io sono consapevole delle mie vere potenzialità e di quali sono le priorità in gioco. Tu hai scelto una strada senza via di uscita, un cammino che non ti porterà a niente se non al dolore e alla vergogna. Gli eroi valgono la pena di essere ricordati solo per ciò che la gente pensa di loro, niente di più. Io sarò il loro eroe perché darò loro qualcosa che valga la pena di essere ricordato>>. Quando terminò il suo discorso, si girò e cominciò a incamminarsi verso la sua vittima, alzò la mano destra impugnando l'arma e fissò gelidamente la sua dolce conquista, accennò un piccolo sorriso e poi aggiunse: <<Come ho già detto, si nasce soli e si muore soli e come eroe caduto in battaglia… non ci sarà nessun Dio a salvarti>>.


ESTRATTO n°2

Michele, pur avendo già 26 anni, sembrava molto più giovane, tanto è vero che al giornale erano soliti chiamarlo Cucciolo. Aveva una folta chioma di cappelli castani tutti arruffati e gli occhi nocciola pieni di speranza, ma era molto più maturo di quanto desse a vedere. Con il passato burrascoso e il suo desiderio di veder prevalere la giustizia a tutti i costi era cresciuto davvero in fretta. Da poco più di un anno si era lasciato alle spalle le sue mansioni da galoppino e ora aveva ottenuto un misero spazio sul giornale per scrivere piccoli pezzi, ma almeno era il SUO misero spazio sul giornale. Da quando aveva avuto la brillante idea di scrivere del vigilante, il quotidiano cominciò a ricevere diversi feedback positivi, avevano creato una loro pagina twitter e usavano tutti i social media che potevano, in modo tale che la gente continuasse a interessarsi e a discutere delle notizie. Così scriveva nel suo primo articolo quasi un anno prima:  VERITA’ O FINZIONE? MODERNO EROE COMBATTE IL CRIMINE - Rocha, Mercoledì 13 Ottobre “E' un uccello? E' un aereo? No, è Superman... Indubbiamente tutti riconoscerete questa famosissima citazione ed è sicuramente la frase di apertura più consona per questo articolo. Sembra infatti che da qualche mese, per le vie della nostra città, si aggiri un vigilante. Una vittima di tentato stupro afferma che l'eroe è spuntato fuori come dal nulla, ha disarmato l'aggressore e poi lo ha legato ad un palo della luce ed è rimasto a sorvegliare il malvivente fino all'arrivo della polizia, dileguandosi poi per le strade buie di Rocha pochi secondi prima dell'arrivo della volante. Da parte delle forze dell'ordine arriva un secco ''no comment''. Nonostante ciò sempre più cittadini sembrano acclamare il giustiziere senza averlo mai visto davvero. Non resta che chiedersi se ciò che si racconta sia finzione o realtà. La sua identità è ancora tutta da svelare, che sia un uomo o una donna, quale sia il suo nome, sono tutte domande che ancora non hanno risposta, ma speriamo che la nostra curiosità non duri troppo a lungo.” Michele Mestri
Quella fu un’idea di Mike e al boss piacque talmente tanto, dato che aumentarono considerevolmente le entrate, che cominciò ad assegnargli pezzi anche più complicati dei semplici salvataggi dei randagi a Rocha e del fantomatico eroe mascherato. Mike però aveva categoricamente insistito affinché continuasse ad occuparsi del vigilante e che diventasse una notizia settimanale di cui parlare. Il capo non fece obiezioni, anche perché grazie a D’Ark aveva acquisito molti più lettori. Il ragazzo aveva scelto di occuparsi di giornalismo dopo il tragico incidente, sognava a tutti i costi scoprire la verità e mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Non aveva mai avuto peli sulla lingua e questo lo aiutava tantissimo nel suo lavoro, o almeno era quello che si ripeteva sempre. Era testardo, coraggioso ma impulsivo. Come la sorella il senso di giustizia e lealtà scorreva nelle sue vene come un fiume in piena, ma a differenza di Giò a volte credeva che la legge e lo stato non fossero per niente dalla parte dei cittadini, o per essere precisi, dei cittadini giusti. La legge, a suo dire, andava a favore dei ricchi e dei potenti e lasciava tutti gli altri ad elemosinare diritti di cui erano in possesso solo su carta. Non si era mai lasciato sfuggire nessuna occasione per mettere in pratica le sue doti da reporter, e cominciò ad avere persino dei fan che lo seguivano sulla sua pagina personale virtuale. Aveva un proprio blog dove dava libero sfogo alle sue preoccupazioni, i suoi desideri e i suoi, non così rari, pensieri utopici. Faceva di tutto purché le persone capissero quanto ci tenesse affinché la frase - Siamo tutti uguali davanti alla legge - valesse davvero per tutti e non solo per alcuni.






BIOGRAFIE:



Cristina Silvestri, nata a Napoli il 13 giugno 1990, frequenta il liceo classico e si laurea prima alla triennale di Scienze per l'Investigazione e la Sicurezza e poi alla magistrale di Ricerca Sociale per la Sicurezza Interna ed Esterna. Ha vissuto in Inghilterra per un anno facendo tirocinio presso l’Università di Portsmouth grazie alla borsa di studio Erasmus+.

Mirela Minkova nata a Sofia (Bulgaria), trasferitasi in Italia nel 2002, anch'essa laureata in Scienze per l'Investigazione e la Sicurezza, dove ha conosciuto la sua co-scrittrice. Attualmente risiede nel Regno Unito.

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