giovedì 16 febbraio 2017

Dieci minuti per uccidere di Francesco Carringella

Titolo:  Dieci minuti per uccidere
Autore: Francesco Carringella
Uscita:  2015
Genere:  Romanzo
Editore:  Newton Compton Editori

Ciao Girls!
Ed eccomi qui  a recensire un thriller che, rispetto alle mie ultime letture di questo genere, lascia piacevolmente il segno ed è in grado di scuotere un po’ le coscienze!

Trama
Antonio De Santis è seduto su una poltrona, il cane ai suoi piedi, il buio ad avvolgerlo e le note di una musica jazz a fargli compagnia, quando un colpo d’arma da fuoco squarcia la notte. E lo colpisce a tradimento. Ma chi è stato? Chi ha potuto, senza farsi sentire, introdursi nella sua villa di Trani e portare a segno un delitto così efferato? Dieci minuti. Seicento secondi. Ecco quanto resta da vivere all’imprenditore. Un tempo minimo eppure lunghissimo. Sarà sufficiente per mettere insieme i tasselli che ha ignorato fino a quel momento? A ripensare la cena coi suoi familiari che si è appena conclusa? A comprendere finalmente il significato di un fatale viaggio in Francia, ben quindici anni prima? E quindi a scoprire chi è il suo assassino, che ora lo guarda, protetto dall’ombra?
Recensione
Niente male. Devo ammettere che il libro si difendere davvero piuttosto bene e se la trama iniziale poteva non incantarmi troppo, devo dire che la lettura è proseguita con entusiasmo.
Il protagonista è Antonio, uomo completamente assorbito dal proprio lavoro e dalla sua azienda, per la quale dimentica qualsiasi cosa, famiglia compresa. Non si accorge nemmeno più della bellezza della moglie e delle aspirazioni dei suoi tre figli: Lorenzo, Davide e Virna. Tre ragazzi sognatori che vivono emotivamente lontani dal padre. Antonio non sa praticamente nulla di loro, li ha messi al mondo e li ha praticamente dimenticati: non sa che Lorenzo vorrebbe partire per l’America e intraprendere una brillante carriera nel mondo del cinema, non sa che Virna è perdutamente innamorata del ragazzo più bello della scuola e non si immagina nemmeno che Davide abbia bisogno di essere guardato e supportato da un padre che non lo degna nemmeno di uno sguardo. Antonio è assente nella vita dei figli e le recriminazioni della moglie non servono a farlo riflettere o a distogliere la sua attenzione del suo lavoro… Ciò che in qualche modo è in grado di smuovere la coscienza di Antonio è la morte del figlio Lorenzo, quando ha appena diciannove anni. Antonio prova a prodigarsi in tutto e per tutto, spera di riuscire a risolvere i suoi sensi di colpa attraverso l’inserimento in azienda dei due figli rimasti, ma non sembra essere la chiave di svolta più giusta. Nel vano tentativo di rattoppare disagi familiari oramai consolidati e irreparabili organizza una cena di famiglia, che corrisponderà alla sua ultima cena.
La chiave di svolta del libro sta nel personaggio che indaga sulla morte della vittima. Chi muore è Antonio e chi indaga è Antonio stesso in quei pochissimi minuti (dieci appunto) che lo condurranno alla morte. Vorrebbe capire chi è stato ad armarsi di una pistola e a sparargli contro, strappandolo irrimediabilmente alla vita. Ecco quindi che, nel tentativo di individuare il suo assassino, ripercorre tutta la sua vita. Ed è grazie a questo lungo flashback che veniamo a conoscenza del passato di Antonio e dei rapporti con i componenti della sua famiglia.
Il libro è scritto, indiscutibilmente, bene. L’autore ha una grandiosa capacità di analisi ed è in grado di mettere in scena momenti assolutamente colmi di adrenalina e di curiosità, spingendo così il lettore alla pagina successiva. Il punto di vista prescelto è quello di Antonio ed è unicamente sulla sua vita che il libro è incentrato, forse in alcuni tratti l’assenza di un punto di vista diverso da quello dell’uomo prossimo alla morte rischia di appesantire la narrazione, ma devo ammettere che non è nulla si insuperabile!
Nonostante si tratti di un thriller davvero ben strutturato, devo ammettere che non manca l’amore: soprattutto inteso come perno essenziale di una famiglia che ha sopportato scossoni importanti quali la morte di un giovanissimo Lorenzo. Se da una parte la componente “ansiogena” del thriller non manca, dall’altra devo ammettere che il testo non è privo di spunti di riflessione importanti come le relazioni familiari e la felicità che ne deriva, ma anche la tragicità di eventi che si abbattono come una spada di Damocle sulla quotidianità familiare. La componente emotiva-descrittiva è ben definita e non sovrasta il testo che risulta di piacevole lettura.

Consigliato a…

A chi vuole leggere un thriller tendenzialmente diverso dal solito, che non conduce solo alla scoperta dell’assassino, ma che è in grado di spingere alla riflessione personale!

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