domenica 15 gennaio 2017

Nichi arriva con il buio di Sara Zelda Mazzini

Titolo:  Nichi arriva con il buio
Autore:  Sara Zelda Mazzini
Uscita:  2016
Genere:  Romanzo
Editore:  Self Publishing

Ciao Girls!
Trama sicuramente interessante per questo libro che si struttura in maniera piuttosto articolata e particolare, un libro diverso dal solito che, per certi versi, si dimostra veramente accattivante, mentre per altri rischia di identificarsi come pesante… ma a voi trama e recensione!

Trama
A dieci anni dalla morte del suo ex fidanzato una donna ne racconta la storia alla sorella adolescente di lui, che non ha avuto il tempo di conoscerlo davvero. Greta ha quattordici anni quando conosce Nicola in occasione di una vacanza al mare, i due si incontrano ogni estate nella medesima località di villeggiatura portandosi appresso nuovi bagagli di vita reale: Greta ha i genitori separati e presto arriva anche una sorellina, la stessa cosa accade in seguito a Nicola; due esistenze speculari a trecento chilometri di distanza unite da un filo fragilissimo di fiducia e speranza. La storia di Greta e Nicola è contrastata di volta in volta da personaggi gelosi, orgogliosi, insicuri e disperati, ma soprattutto da loro stessi. Tra concorsi di bellezza e quiz televisivi la vicenda è l’occasione per ricostruire un decennio di storia italiana dal punto di vista di una generazione, a favore di chi quella generazione non l’ha mai vissuta.





Recensione

Dite la verità, non è accattivante la copertina di questo libro? Quasi quasi, a guardarla bene fa pensare alla presenza di elementi soprannaturali all'interno della storia. In realtà non è così e, la scrittrice, ci proietta in una testo sicuramente intenso, articolato, complesso e denso.
Quello che emerge in maniera particolarmente spiccata è, indubbiamente, l'intreccio delle storie dei personaggi. Infatti, nonostante, la narrazione sia in prima persona (sembra di trovarsi di fronte al diario di Greta) nessun personaggio perde la propria dignità narrativa. Tuttavia, devo ammettere che, lo stile dell’autrice non mi ha entusiasmato troppo: i periodi sono piuttosto lunghi e rischiano di smarrire il lettore che è costretto a tornare indietro per capire il significato di quanto ha appena letto. Il romanzo rischia quindi di essere prolisso e tendenzialmente roboante, privo di quella freschezza che consentirebbe alla narrazione di decollare appieno. Se da una parte devo ammettere che, per certi versi, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio esercizio di stile che ha delle caratteristiche davvero peculiari e che fanno ammettere di buon grado le innegabili capacità lessicale dell’autrice… dall’altro non posso non ammettere quello che personalmente avrei di gran lunga preferito: una struttura più semplice, maggiormente diretta e meno strutturata, sicuramente in grado di garantire maggiore immediatezza.
Torniamo per un attimo ai personaggi: tanti, forse troppi, tutti tendenzialmente abbastanza descritti, ma che a volte fanno un po’ disperdere l’attenzione del lettore che perde, di tanto in tanto il filo, e… E non riesce a comprendere appieno il quadro generale del libro.
Devo ammettere che raccontare spaccati degli anni novanta da un lato potrebbe risultare piacevole, dall’altro la focalizzazione storica rischia di appesantire il contenuto narrativo e di presentarsi, per certi versi, come un insieme di ricordi del passato che lasciano traspirare malinconia e rammarico.

Non mi è dispiaciuto, ma devo ammettere di non averlo per niente adorato. Forse, se rivisto in qualche punto sarebbe stato un libro avvincente... Io non sono stata capace ad affrontarlo con la chiave di lettura giusta!



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