mercoledì 11 gennaio 2017

Da quando ti ho incontrato di Cecelia Ahern

Titolo:  Da quando ti ho incontrato
Autore: Cecelia Ahern
Uscita:  2016
Genere:  Romanzo
Editore:  Rizzoli


Ciao Girls!
Rieccomi! Di solito la mia premessa è sempre molto diretta, scarna, secca, ma questa volta ho qualche riflessione in più da fare, quasi una dedica, o un ringraziamento speciale a chi mi ha fatto conoscere questo libro… Non me ne vogliate!

Le amiche sanno sempre che cosa può renderti felice… Infatti, in occasione del mio compleanno hanno ben pensato di farmi un bel regalo: un libro! Dal titolo emblematico: “Da quando ti ho incontrato”. Soprattutto se, un libro dal titolo così diretto, lo ricevi da persone che, in qualche modo, la vita te l’hanno un po’ cambiata… perché da certe persone incontrate per caso (lavorativamente per caso!) impari un sacco… Perchè con loro trascorri gran parte delle ore dalla tua giornata, fianco a fianco e così, tra una caffè e una lamentela per l’ennesima richiesta assurda del capo di turno… Inizi a parlare, a conoscerti, a scherzare, a confrontarti, a condividere, a ridere (e a piangere)… e finisci con il percepirle come il prolungamento di te. E diventano… casa tua! Questo per dire che un libro dal titolo così diretto non può che rimandarmi a chi me lo ha regalato! Questo per dire che “da quando le ho incontrate”… è tutta un’altra, meravigliosa, storia!

Fatta questa premessa (doverosa), posso dedicarmi alla recensione!

Trama
Jasmine, capelli rossi e spirito indomito, ama due cose al mondo: il suo lavoro – crea startup, le porta al successo, poi le rivende – e sua sorella Heather, che è una giovane donna con la sindrome di Down, generosa, combattiva, ma anche molto vulnerabile, della quale è sempre pronta a prendere le difese. È un freddo inverno dicembrino quando Jasmine viene licenziata e privata, con un colpo di mano che ha il sapore del tradimento, di una parte vitale della propria identità. I suoi giorni si fanno bui, noiosi, senza scopo: nient’altro che una patetica infilata di appuntamenti con amiche neomamme e chiacchierate senza direzione; mentre le notti, nervose e insonni, diventano d’un tratto l’occasione per mettersi a spiare, dalla finestra della camera da letto, la casa del vicino. Lui è Matt Marshall, famoso dj radiofonico con un conclamato debole per l’alcol, un talento puro per la provocazione e una crisi matrimoniale in vista. Jasmine ha le sue buone ragioni per detestarlo e il sentimento sembra reciproco. Ma niente è veramente come sembra. Può nascere così una relazione nuova, un’intimità tra uomo e donna che non è però quel che immediatamente ci aspettiamo: Matt e Jasmine si annusano, confliggono, si cercano. Sono due cuori che si avvicinano, ma che trovano l’amore altrove. Ed è qui che si nasconde la magia dell’ultimo romanzo di Cecelia Ahern, nell’incrociare due vite in modo inaspettato, nel saper inventare una storia che ci diverte e commuove, nel corso della quale arriviamo a guardare alla realtà in modo più luminoso e leggero. E che ci lascia con l’immagine di una passeggiata rasserenante tra le stradine e i giardini profumati di una Dublino pacifica.




 
Recensione
Ah beh, quando ho letto le prime tre righe della sinossi ho capito che dovevo cambiare lavoro: inventare star up, portarle al successo, venderle e poi ricominciare tutto da zero! Anche perché, così facendo, la nostra protagonista è pure riuscita a saldare il muto della sua meravigliosa casa! Poi però, sono tornata con i piedi per terra e mi sono limitata a leggere tutto d’un fiato un libro sicuramente particolare e in grado di distinguersi rispetto alle consuete banalità…
Questo libro parte avvantaggiato: la protagonista ha in comune con la sottoscritta un paio di cosette… Il recente cambiamento lavorativo, e una spiccata (anche se nel maldestro tentativo di celarla) sensibilità.

“Certe volte, per andare avanti bisogna fermarsi.”

È questo l’incipit del libro che si trova già sulla copertina. E, mi permetto di dire, niente di più vero, è che talvolta, rischiamo di fermarci contro la nostra volontà, inaspettatamente travolti da eventi di cui spesso abbiamo timore, proprio perché sconosciuti e arrivati di sorpresa… Ed è quello che succede a Jasmine, la protagonista del romanzo. Ci troviamo di fronte ad una donna caparbia e tenace eternamente innamorata del suo lavoro, che, tuttavia, si trova a fare i conti con la forzata situazione di disoccupazione e l’impossibilità, per ragioni burocratiche, di intraprendere a breve un nuovo percorso lavorativo.
L’autrice è, come di consueto, in grado di sviscerare i suoi protagonisti e di farceli conoscere sotto le loro mille sfaccettature, consentendo al lettore di avere un quadro completo e preciso dei vari personaggi. Con queste premesse non ci si può che trovare di fronte ad un romanzo di crescita in cui la protagonista si trova a fare i conti con il tempo a sua disposizione, di cui precedentemente non disponeva perché sempre perennemente impegnata nel suo lavoro: emergono le domande, i dubbi, i tentennamenti e soprattutto si palesano i cambiamenti necessari per riadattarsi ad una vita che l’ha costretta al cambiamento.
Sarà proprio grazie al ritrovato tempo libero che entrerà, finalmente, in contatto con il mondo reale, dedicandosi ai suoi affetti e “spiando” il suo vicino di casa, tanto famoso (conduce una trasmissione radiofonica) quanto originale e dalla personalità particolarmente complessa.
Tra i due non nasce una forte intesa, ma al contrario si crea un rapporto conflittuale e sicuramente ben strutturato e descritto dall’autrice, che non fa mai cadere nulla nella retorica banalità di uno scontato (letto e riletto) rapporto amoroso.
Ecco quindi che emerge un percorso di reciproco aiuto, sostengo e condivisione, che consente ai due protagonisti di crescere, evolversi, cambiare, prendere nuovamente atto e consapevolezza del proprio essere e mutare in base ai cambiamenti in atto. Nella loro relazione, entrambi, ricercano (e trovano) la voglia e la necessità di ripartire e di rinascere.
Mi piace definirlo un romanzo di cambiamento psicologico che insegna, racconta, spiega, pur semplicemente limitandosi a narrare una storia che, apparentemente, soprattutto all’inizio, sembra decollare faticosamente.
Sono fermamente convinta che la parola scritta abbia il potere invincibile di spingere l’essere umano a credere in qualche cosa, anche quando tutto sembra miseramente crollato, anche quando le certezze e i punti di riferimento sembrano perduti e l’autrice ci spiega questo concetto in una frase che racchiude l’intero senso del libro:


“Proprio come quel bruco che, quando credeva che fosse il mondo fosse finito, diventò farfalla.”





1 commento:

  1. Ciao, non conoscevo questo libro ma devo dire che mi ispira molto :) Spero di leggerlo in futuro!

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