martedì 22 novembre 2016

Dimenticare uno stronzo di Federica Bosco

Titolo:  Dimenticare uno stronzo. Il metodo detox in tre settimane
Autore:  Federica Bosco
Uscita:  2016
Genere:  Manuale di self help
Editore:  Mondadori

  
Ciao Girls!
Oggi vi parlo di un libro che, come tutti quelli di Federica Bosco, si legge veramente con estrema velocità. Ovviamente il genere che trovate nell’intestazione è una licenza che mi sono presa… Devo essere sincera che, questa volta (per la prima volta), concludo un libro della Bosco con un po’ di amaro in bocca. Bando alle ciance, a voi trama e recensione.

Trama
Smettere di pensare allo stronzo che ci ha lasciato richiede un percorso di disintossicazione, come qualsiasi altra dipendenza. I primi tempi saranno durissimi, sarai fisicamente e moralmente a terra, e socialmente impresentabile. Dovrai forzarti a fare certe cose e impedirti di farne altre. Giorno dopo giorno ti sentirai meglio, inizierai a volerti più bene, a dimenticarlo e a pensare, dopo le tre settimane di detox, che forse, in fondo, non era che il solito stronzo. Federica Bosco ha elaborato questo metodo sulla propria pelle e lo illustra con acume e brillantezza da scrittrice. Dalla mindfulness alla corsa, dalla tecnica del "superhero" alla meditazione, dal gioco del "ma è ganzissimo!" allo yoga, mettendo in atto alcune semplici ma efficaci strategie saremo in grado di interrompere il pensiero ossessivo e riprendere il controllo della nostra vita. "Ti aiuterò a cercare alternative ai comportamenti autodistruttivi, a interrompere la spirale pericolosa in cui sei caduta, a capire perché il nostro cervello si comporta come il nostro peggior nemico e a riprendere in mano la tua vita. Ma se ti aspetti pietà e compassione non è questo il posto giusto. Questo è un vero e proprio bootcamp, un centro addestramento reclute, perché la pietà non rende più forti, ma solo le facili prede del prossimo stronzo di turno. E tu sai benissimo che è arrivato il momento di voltare pagina. Perché un giorno, ripensando a questa storia, dirai a te stessa: 'Ma davvero credevo di essere innamorata di uno così? E ho sopportato tutto questo???'. Prima o poi succederà, te lo garantisco per iscritto, dunque non è meglio accelerare il processo? Non è meglio spezzare l'incantesimo? Fanciulle, c'è una via d'uscita. Non morbida ma c'è. Dobbiamo assolutamente cambiare il nostro atteggiamento, smettere di credere alle favole, al principe azzurro, a tutte quelle minchiate dei film e dei libri (sì anche i miei!) e afferrare la vita per le palle. E stringere!"




Recensione

Ora… Ho finito da pochi minuti di leggere il libro e non potevo rimandare la recensione, perché è meglio scriverla di getto, d’istinto…
Premettiamo che adoro questa autrice, ormai non è più mistero! Ammetto che sono follemente innamorata della sua penna tagliente, diretta, schietta, incisiva, pungente e chi più ne ha più ne metta.
Purtroppo però questa volta resto un po’ delusa. Prima di tutto: cercare questo libro alla Mondadori e trovarmelo nella sezione psicologia… No! Mi ha fatto davvero strano. La “mia Fede” è quella dei romanzi scapestrati e ironici, allegri e movimentati… Ma vado oltre, acquisto il libro e, manco a dirlo, mi ci butto a capofitto e… E devo essere sincera: non riesce a farmi innamorare.
La lettura non decolla: in fondo mi aspettavo molta più ilarità di quella che ho ritrovato in questo libro. Nulla da dire sulla capacità lessicale dell’autrice e sulla sua indubbia abilità nell’esprimere concetti con una fluidità e un’incisività da far spavento. Però… Mancava quel quid in più, quell’elemento che avrebbe dato occasione al libro di diventare veramente uno di quelli da leggere e rileggere solo per farsi quattro sane risate in compagnia di un’amica (amica intesa come Federica Bosco).
Fermi tutti! Non voglio assolutamente bocciare il libro, che, nel suo genere, è davvero simpatico e carino, ma da lei mi aspettavo qualcosa di più. Maggiore personalizzazione e caratterizzazione, magari con qualche espediente che avrebbe fatto divertire il lettore.
Il libro narra il vero e… racconta di noi. Non fate le finte tonte, tutte prima o poi ci siamo imbattute in uno stronzo da dimenticare! E magari non ci siamo ancora riuscite del tutto, nonostante siano passati anni e anni! Federica è in grado di far emergere tutte quelle riflessioni stantie e autodistruttive che si formulano nell’esatto momento in cui si realizza che, dall’altra parte, non c’è un normale essere umano del sesso maschile, ma un vero stronzo doc che ci prende gioiosamente per i fondelli.
Mi sono piaciuti i consigli suggeriti dall’autrice, anche se in alcuni tratti hanno di sicuro appesantito il testo rendendolo meno scorrevole. Piacevole la formula con cui la Bosco si rivolge alla lettrice, sembra davvero di essere al bar con un’amica di vecchia data. Questo è un po’ il suo stile e come sempre si riconferma, personalmente, vincente: perché in grado di mettere serenamente a proprio agio il lettore e farlo entrare dentro al testo con estrema velocità.
Lodevole, ammirevole, piacevole, divertente l’ultima parte che si compone di una breve intervista allo stronzo di turno, che, con estrema tranquillità e scioltezza, racconta il suo punto di vista (facendo sembrare la donna follemente invaghita di lui, come la cretina di turno!). Questa parte mi è piaciuta così tanto che, forse, sarei partita proprio da lì per dare maggiore pathos al libro, intervallando consigli e punti di vista dell’autrice con risposte e interventi dello “stronzo”.
Vogliamo spendere due parole sulla copertina? Spendiamole! Devo dire che è indubbiamente un formato grafico immediato e simpatico.
Nel complesso lo consiglio. È una lettura leggera e piacevole, ma se vi approcciare per la prima volta alla Bosco, leggete altro, perché questo libro non le rende tutti i meriti che potrei riconoscerle!



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