sabato 29 ottobre 2016

Quella vita che ci manca di V. D'Urbano

Titolo:  Quella vita che ci manca
Autore:  Valentina D’Urbano
Uscita:  2014
Genere:  Romanzo
Editore:  Longanesi
Collana: La Gaja Scienza


Ciao Girls!
Ho scoperto solo di recente questa autrice e, con la precedente lettura, ne ero rimasta veramente estasiata. Talmente tanto da non potermi esimere dal leggere anche gli altri suoi romanzi. Lo so che non si devono fare paragoni tra le opere di un autore, ma se le leggo a distanza di poco… è scontato che il paragone lo si fa… A voi trama e recensione!

Trama

Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.
Recensione
Devo essere sincera… Il libro parte un po’ sottotono e l’ambientazione della Fortezza rimanda  a “Il rumore dei tuoi passi”. La scrittura è indubbiamente piacevole, tagliente, incisiva e graffiante, ma questa volta, in alcuni tratti è rallentata dalle descrizioni delle circostante e delle situazioni… Di sicuro la parte descrittiva contribuisce alla definizione del contesto e all’immaginazione del lettore, talvolta però appesantisce e rallenta lo scorrere della storia.
Il libro prende maggiore personalità nel momento in cui appare la “Secca”, ovvero Delia, la ragazza di Valentino. La storia d’amore che sembra decollare (e che poi precipita, per poi ritornare in quota) dona maggiore ritmo al libro.
Sicuramente però, l’obiettivo dell’autrice non è quello di enfatizzare la relazione tra i due, quanto piuttosto quello di sottolineare la relazione tra i quattro fratelli: tre maschi (di cui uno con un ritardo cognitivo importante) e una femmina. Tutti con un passato strano, complesso, particolare: soprattutto perché li unisce unicamente la loro madre.
Credo che l’emblema del libro sia racchiuso in una frase che ho fatto profondamente mia: “I figli sono di chi li cresce, ma i fratelli sono quelli che ti scegli.”
Nonostante questi quattro ragazzi non avessero il medesimo sangue che scorreva nelle loro vene, erano pienamente consapevoli dell’importanza della relazione di fratellanza che si era instaurata tra loro e che doveva essere tutelata, difesa, protetta. Indipendentemente da qualsiasi cosa. Questo rapporto di fratellanza non è sicuramente scandito dalla condivisione, dall’affetto o dalle smancerie, piuttosto è contraddistinto dallo stesso istinto di difesa che potrebbero avere gli animali, l’istinto secondo il quale il proprio simile va difeso, da tutto e da tutti, soprattutto se questo tuo simile è tuo fratello.
A partire dalla seconda parte il libro prende maggiore velocità, quindi non fatevi scoraggiare da un inizio un po’ sottotono, rischierete di fare un errore di valutazione. Andate avanti, non ne resterete di sicuro delusi.







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