mercoledì 28 settembre 2016

L'uomo che voleva essere felice di Laurent Gounelle

Titolo:  L’uomo che voleva essere felice
Autore:  Laurent Gounelle
Uscita:  2009
Genere:  Romanzo
Editore:  Sperling and Kupfer PickWick

Ciao Girls!
Quest’oggi vi recensisco un libro ricevuto in regalo… E ci tengo a precisarlo, perché credo che personalmente non lo avrei scelto. La persona che me lo ha regalato ci teneva che lo leggessi e che gliene dessi un parere… In tutta franchezza credo di aver letto di meglio, forse per gli amanti del genere potrebbe essere un piacevole passatempo.



Trama
L’incontro con un vecchio saggio trasforma la vacanza a Bali di un professore in un’avventura inaspettata, travolgente e incredibilmente affascinante: la scoperta di sé. E dà l’avvio a questa storia, che ha il sapore di una favola e spalanca davanti a noi un mare di possibilità ancora inesplorate, offrendoci le chiavi di un’esistenza all’altezza dei nostri sogni. Un libro che ha avuto un grande successo per il suo semplice, eppure straordinario messaggio: tutti possiamo trovare la felicità, basta volerlo.






Recensione
Ho premesso che il libro mi è stato regalato, perché tendenzialmente diffido di quei libri che si propongono come il manifesto della “ricetta della felicità”.
Se la sinossi fa ipotizzare un libro in cui il lettore resterà incantato, la lettura delude un po’ le aspettative. Sicuramente la lettura scorre piacevole e velocemente. Il romanzo si legge in poche ore, ma non fa restare con il fiato sospeso e non è nemmeno in grado di coinvolgere il lettore al punto da voler arrivare necessariamente alla fine.
Il personaggio del professore stanco, demotivato e abbastanza triste è ben descritto, anche se apparentemente sembra essere un lagnoso che ha gran poco entusiasmo nei confronti della vita e non ha la benché minima voglia di mettersi in gioco e di investire tempo e denaro in quelle che potrebbero essere le sue passioni.  
Il vecchio saggio è un  personaggio chiuso, ermetico che cerca di far fare al suo paziente (il professore appunto) esattamente quello che vuole lui inducendolo ad una serie di riflessioni che dovrebbero determinare il miglioramento delle sue condizioni di vita.
Qui e lì qualche vano tentativo di snocciolare perle di saggezza che sfociano sul banale e che poco hanno a che vedere con la psicologia. Di una leggerezza quasi inconsistente che non lascia traccia nella memoria.
Senza infamia e senza lode.  La trama non coinvolge, ma lo stile narrativo è sicuramente positivo. La fluidità del testo e la ricercatezza lessicale difendono il romanzo, ma non sono in grado di promuoverlo.





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