domenica 28 agosto 2016

Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano

Titolo:  Il rumore dei tuoi passi
Autore:  Valentina D’Urbano
Uscita:  2012
Genere:  Romanzo
Editore:  Longanesi


Ciao Girls!
Rieccomi con la recensione di un libro che mi ha davvero coinvolto. Lettura articolata, ma non complessa. Leggera, ma non spensierata. Piena, ma mai pesante. Devo dire che il titolo e la trama mi intrigavano alquanto, soprattutto perché la sinossi sul retro del libro (ogni tanto torno anch’io alla carta e non uso solo gli e-book) era piuttosto ermetica e misteriosa e non potevo esimermi dall’indagare! Non sono stata assolutamente delusa! 

Trama
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato “la fortezza”, Beatrice e Alfredo sono per tutti “i gemelli”. I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quanto erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita più regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.
 
 
 
 
 
Recensione
Come sempre sono sincera e spietata. E, nel bene o nel male, devo sempre dire come la penso!
Questo libro lo aggiungo alla lista dei miei libri preferiti!!! Forse è lo stile narrativo, forse è la storia. Forse è il connubio delle due cose. Fatto sta che sono rimasta estasiata come non lo rimanevo da tempo. Un capolavoro che ho divorato in meno di due giorni con la curiosità e la smania di sapere come i fatti si sarebbero evoluti. Bello, bello, bello e ancora bello! Meravigliosamente bello!
Il libro è strutturato come un diario. L’esordio del primo capitolo è piuttosto “ruvido” perché parte da un funerale. Questo serve da escamotage alla scrittrice per condurre il lettore all’interno della storia con un continuo andirivieni di flashback che non appesantiscono mai (e dico mai!) la lettura.
La penna dell’autrice è tagliente, profonda, mai banale o scontata, toccante! L’argomento trattato è piuttosto delicato e ripercorre la vita di periferia di due ragazzi che si trovano vicinissimi (tanto da essere soprannominati “i gemelli” nonostante non avessero alcun vincolo di sangue a legarli!).
I protagonisti sono Alfredo e Beatrice. Lui proviene da una famiglia difficile, orfano di madre e costretto a subire le botte del padre puntualmente ubriaco. Lei è una giovane ragazza che vorrebbe spingersi oltre “la fortezza”, il paesino fuori città nel quale è costretta a condurre una vita noiosa scandita unicamente dal susseguirsi delle stagioni.
Ciò che lega Alfredo e Beatrice è un amore che stentano a riconoscere, ad ammettere e ad accettare. È un amore complicato e articolato, fatto di mille e più sentimenti tra cui il rancore, l’odio, la paura di non poter vivere senza l’altro, il terrore dell’abbandono. È un sentimento che li vede legati fin da quando sono bambini, ma che si sviluppa faticosamente ed emerge solo con tanta, troppa, difficoltà.
Alfredo è il primo che prova a staccarsi da lei, legandosi sentimentalmente ad una ragazza che però lascerà proprio per alleviare il dolore che Beatrice prova nel vederli insieme. D’altro canto Beatrice prova a concedersi al primo arrivato, ma nulla è forte tanto quanto quel legame viscerale che li costringe a restare uniti.
La svolta è il momento in cui uno dei due fratelli di Alfredo uccide il padre. Alfredo cade nel baratro della droga e la forza di Beatrice è convogliata unicamente nel tentativo di salvarlo. Ci prova, sembra riuscirci, ma a volte è difficile… troppo difficile. Difficile anche per lei che in Alfredo ha riposto tutta la sua vita e il suo futuro, nonostante in qualche occasione avesse voluto fuggire da lui e dalla sua condizione di tossicodipendente.
Nonostante i personaggi non siano molti, tutti hanno una loro dignità descrittiva e ognuno viene inquadrato perfettamente dal lettore sia sul profilo psicologico che sulla base dei tratti fisici.
Questo libro tocca argomenti importanti: la vita di periferia, l’etichettare le persone in base alla loro provenienza e non in base alla loro persona, il tentativo (e il fallimento) di riscatto sociale, la voglia di ripartire, il tentativo di risollevarsi dopo essere caduti nel baratro, il legame indissolubile tra due persone che si arrendono alla loro unione inspiegabile eppure indivisibile.
Parla di tutto con una sensibilità, una chiarezza, una profondità quasi disarmante. Non è per niente melodrammatico, non è roboante o compassionevole. È essenziale, scarno, diretto, vivace. In una parola sola: meraviglioso.
Il finale, come del resto tutto il libro, lascia senza fiato e… Incanta.




2 commenti:

  1. Bella recensione!!! :D
    Devo assolutamente leggere qualcosa di questa autrice, sento che andremmo molto d'accordo ;)

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    Risposte
    1. Grazie Mille!
      Sicuramente è una bravissima scrittrice in grado di trasmettere molto con i suoi libri! Io l'ho scoperta praticamente per caso, ma ora i suoi libri sono nella mia lista delle mie prossime letture.
      Spero non ti deluderà!
      Buona lettura!!!
      Fra

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