martedì 23 agosto 2016

Il canto di Gillian di Natascia Lucchetti

TITOLO: Il canto di Gillian
AUTORE: Natascia Luchetti
USCITA: Giugno 2016
GENERE: Thriller
EDITORE: Self

Ciao Girls!
Questa volta niente romanticherie. Abbandono gli occhi a cuoricino che solitamente mi accompagnano in più di qualche lettura (e recensione) e mi butto a capofitto su qualcosa di molto più strong. Si sa che il cambiamento è sempre in grado di arricchire chi lo asseconda!

Trama
Jennyfer Riverwood muore nell’incendio di una vecchia casa ormai disabitata nel tentativo di salvare il fidanzatino Markus. La disgrazia è stata provocata dai compagni di classe dei due, figli di famiglie molto influenti che permettono loro di non pagare pena per il loro gesto abbietto. A distanza di ventidue anni però, una dei responsabili della morte di Jannyfer viene uccisa da un assassino che dà connotazioni rituali all’omicidio. La paura si diffonde all’interno del vecchio gruppo. Forse non è stato dato abbastanza peso ad un importante dettaglio: la casa distrutta non era come tutte le altre.







Recensione
Mai e poi mai lasciarsi ingannare dalla copertina! Devo dire la verità, a primo acchito la copertina non mi ha particolarmente entusiasmato, ma spesso e volentieri l’apparenza inganna. E questa volta è stato così… Infatti, addentrandomi nella lettura della sinossi del libro mi sono lasciata incuriosire…
La trama è ben articolata senza lasciare mai nessun elemento in sospeso. La componente descrittiva, per me abbastanza presente nel libro (ma non faccio testo perché le descrizioni non sono la mia parte preferita), non sono mai prolisse e in grado di dare un quadro molto dettagliato e di facile immaginazione.


Sicuramente descrizioni e dialoghi sono egregiamente amalgamati per consentire al lettore di lasciarsi coinvolgere nell’incalzante suspanse che proiettano facilmente verso la fine del libro. Un elemento sicuramente a favore del libro sono i tratti psicologici dei protagonisti, che vengono definiti in modo chiaro garantendone una perfetta connotazione da parte del lettore che è facilmente in grado di individuarne il ruolo all’interno della storia.
Al centro del libro una canzone che dichiara la valenza e il significato della vendetta nella società odierna. E proprio di vendetta narra il libro, se da una parte c’è la tragica morte di Jennyfer, dall’altra c’è la voglia di rivendicarla e di renderle giustizia. Devo essere sincera (come sempre!) mi è piaciuto il modo pacato, ma incisivo e assolutamente in controtendenza ai consueti luoghi comuni, di trattare argomenti che ritengo essenziali: umiliazione, bullismo, violenza nata per dare una svolta ad una quotidianità che annoia. Proprio riallacciandosi al concetto di quotidianità, emerge l’assurda consapevolezza che il vero orrore esiste, e si nasconde esattamente dietro giorni tutti uguali di persone pressoché normali.
È proprio la violenza, la vendetta a fare da sfondo costante alla lettura. Elementi questi che vengono presentati come dilanianti e in grado di scalfire l’animo umano, tanto da consentirgli di vedere la realtà unicamente attraverso gli occhi della violenza.
Sicuramente da consigliare per gli amanti del genere!






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