venerdì 1 luglio 2016

Non tornerai mai più di Hans Koppel

TITOLO: Non tornerai mai più
AUTORE: Hans Koppel
USCITA: 2012
GENERE: Thriller
EDITORE: Piemme


Ciao Girls!
Ogni tanto mi cimento nella lettura di qualche thriller e devo dire che raramente resto delusa. Se partiamo dal presupposto che questo autore scrive fiabe per bambini e che questo è il suo primo libro thriller… Beh… devo ammettere che di fantasia ne ha abbastanza e che non si è risparmiato nell’aggiungere dettagli abbastanza cruenti... Pur presentandosi come il primo di una trilogia (attualmente il terzo libro non è uscito), il libro è autoconclusivo e si può leggere senza dover necessariamente avere “l’ansia” da proseguimento.

Trama
Venerdì sera. Ylva sta tornando a casa dopo un drink con i colleghi, l’iPod nelle orecchie e la musica ad alto volume.
A un tratto un’auto la affianca, cogliendola di sorpresa. Conosce la donna al volante e l’uomo sul sedile posteriore, anche se non li vede da anni, da quando da Stoccolma si è trasferita nella cittadina in cui ora vive con Mike, suo marito, e la figlia Sanna. Quando i due le offrono un passaggio, ha un attimo di esitazione ma non se la sente di rifiutare. Ringrazia e sale. Poi il buio.
Quando riprende i sensi, Ylva si ritrova imprigionata in una cantina, legata a un letto, gli occhi puntati su un televisore fissato al soffitto. Allora capisce: quello che vede sullo schermo è il giardino di casa sua e lei si trova a pochi metri da lì. A breve Mike inizierà ad allarmarsi per la sua assenza e Sanna a chiedere perché la mamma non torna. Un gioco sadico che i suoi aguzzini le infliggono tra sevizie di ogni tipo. Una violenza cieca, in apparenza. Se non fosse per quell’episodio del passato che Ylva ha cercato in ogni modo di dimenticare, ma che qualcuno, evidentemente, ha ancora ben impresso nella memoria.
 



Serie Kommer aldrig mer igen: 

#1 - Non tornerai mai più 
#2 - Ora sei mia 
#3 - Om Doda Ont (Inedito)




Recensione
Ylva conduce una vita normale. È sposata e ha una figlia di sette anni. Il suo matrimonio è stato caratterizzato da un momento di noia che lei stessa ha tentato di “superare” con una relazione extraconiugale. Relazione di cui il marito, Mike, è a conoscenza e che le ha perdonato.
Una sera qualunque, al rientro dal lavoro, Ylva viene “intercettata” dai genitori di una sua vecchia compagna di classe morta suicida. Saranno loro ad infliggere a Ylva delle sevizie per farle scontare una colpa che non le è mai stata riconosciuta, ma che i genitori di Annika (questo il nome della giovane sedicenne compagna di classe morta suicida) le accollano da anni.
Proprio riguardo le sevizie c’è da dire che l’autore si è prodigato nel creare un giusto mix tra l’umiliazione fisica e quella psicologica. Se da una parte ci sono le torture sessuali che Ylva è costretta a subire, dall’altra c’è la lenta agonia nel vedere la vita di suo marito e di sua figlia attraverso un monitor che le ripropone le scene di una famiglia che, nonostante tutto, cerca di andare avanti e di affrontare il dolore.
Soprattutto all’inizio il libro scorre poco velocemente e rischia di annoiare. Dalla seconda parte il ritmo diventa più incalzante e gli eventi si susseguono con più rapidità fino ad arrivare al tentativo di liberazione di Ylva.
Indubbiamente ci sono una serie di punti a favore del libro che lo rendono una buona e consigliabile lettura. Sicuramente molto positivo l’escamotage con cui il seviziatore di Ylva e il marito di quest’ultima entrano in contatto.
Molto bello l’intercalare (che inizialmente destabilizza e un po’ annoia!) del vecchio compagno di classe di Ylva che riesce a trovare il bandolo della matassa, proponendo suggerimenti utili alla polizia per rintracciare (o tentare di farlo) Ylva – suggerimenti che, manco a dirlo, vengono ignorati e consento il tragico epilogo del libro.
Lodevole l’intercalare psicologico relativo alla capacità di annientamento di una persona (inizialmente paragonata alla capacità di Hitler di farsi assecondare nella sua follia sterminatrice), ma purtroppo poco amalgamata con il resto del libro…
I personaggi, non moltissimi, sono ben strutturati, ma la definizione del loro quadro psicologico (elemento che spesso contraddistingue i thriller) è un po’ carente. Poco apprezzabile anche la mancanza di definizione dei tratti fisici dei protagonisti.
Personalmente reputo gradevole il personaggio di Mike, marito di Ylva che, dapprima è preso dal panico di fronte alla scomparsa della moglie, ma che (presumibilmente per amore della figlia) è in grado di gestire lo stress. Forse avrei aggiunto più tensione relativa alla presunta colpevolezza di lui sulla sparizione della moglie! Positivo anche il percorso di rinascita che compie (forse affrettato?) dopo aver elaborato il lutto della perdita di Ylva che crede morta.
Il finale è molto rapido (diversamente dal resto del libro) e abbastanza tragico, ma da un thriller non ci si può aspettare il lieto fine. Nel complesso un buon libro da consigliare, incentrato sulla follia e sulla vendetta.







3 commenti:

  1. È nel mio prossimo ordine e non vedo l'ora di leggerlo! Ho amato Ora sei mia, e sono sicura che mi piacerà molto anche questo :D

    P.s. mi piace il nuovo layout ;)

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  2. Dopo aver letto la tua recensione sono ancora più incuriosita di leggerlo...brava!

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