martedì 12 luglio 2016

Ci vogliono le palle per essere una donna di Caitlin Moran

TITOLO: Ci vogliono le palle per essere una donna
AUTORE: Caitlin Moran
USCITA: 2011
GENERE: Memorie
EDITORE: Ebury Publishing

Ciao Girls!
Questa volta mi sono cimentata nella lettura di un libro il cui titolo preannunciava tendenzialmente ironico e, le recensioni che ho spulciato nel web, promettevano una lettura alternativa sul tema del femminismo. Mi ispirava il titolo e la copertina, ma devo dire che… Sono rimasta con un po’ di amaro in bocca.

Trama
A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una "lista delle cose da fare prima dei diciotto anni", ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna? Oltre vent'anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l'hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell'interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c'è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C'è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo si occupa non solo di cose (importanti, per carità) come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di questioni più banali e quotidiane come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente. Come questo libro.





Recensione
Sicuramente la nota ironica non manca e la sinossi con cui il libro viene presentato fa approcciare il lettore alla lettura di un diario, o qualcosa di simile. In realtà si tratta di un monologo che non rimanda in toto al passato della protagonista: solo alcuni stralci della sua adolescenza e del suo pregresso vengono resi noti al lettore. Questi sono degli ottimi pretesti per iniziare via via a trattare i vari argomenti che stanno a cuore all’autrice: la depilazione, la pornografia, il seno, la chirurgia, al moda, il matrimonio.
Sinceramente, soprattutto all’inizio, il libro fa perdere interesse al lettore in quanto la maggior parte degli argomenti hanno uno stretto rimando al sesso e al porno. Nulla di grave, ma alla lunga, più che ironico, rischia di diventare noioso.  Nel proseguo si acquisisce maggiore familiarità con la scrittura dell’autrice e gli argomenti appaiono meno ridondanti. 
Diciamo che nel complesso il libro si legge abbastanza bene (anche se alcune parti si rischia necessariamente di saltarle a piè pari, optando per una lettura veloce!).
Le doti descrittive, comiche, ironiche e di analisi dell’autrice sono indiscutibili.
Piacevole soprattutto l’autoironia con cui racconta il suo passato, mettendolo in discussione. La stessa chiave gaia e leggera vale anche per i chiari rimandi al femminismo.
Attenzione: non siamo parlando di un manifesto del femminismo degli anni Settanta, in cui le donne scesero in piazza per rivendicare i diritti di una libertà piena e assoluta, anzi… L’autrice dà per assodato che le conquiste di allora siano ormai parte integrante della società di oggi e proprio per questo le donne di oggi possono partire con una marcia in più e impegnarsi a rivendicare con solo i grandissimi diritti (per cui, qualcuno, prima di noi ha già, fortunatamente e vittoriosamente, lottato), ma ci sono altre lotte, sicuramente meno dure di quelle degli anni Settanta, che vale la pena di portare avanti ed ecco quindi lo spazio per la chirurgia, per la masturbazione, per la depilazione etc.
Schiettezza per schiettezza: il libro è sicuramente leggero, ma, francamente, in alcuni punti rischia di far perdere il vero problema della società di oggi. Una società in cui una donna non è libera di lasciare il proprio uomo, perché non tutelata, perché non protetta dagli organi di sicurezza deputati… E così rischia la vita, nonostante le denunce, nonostante i campanelli di allarme che ha lanciato al mondo.
Confesso che, nel leggerlo, spesso mi è tornata in mente questa piaga sociale… Ma, per fortuna è solo un libro!
Da leggere con leggerezza e senza pensare agli argomenti più profondi delle rivendicazioni femminili.




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