sabato 11 giugno 2016

Raghad, Regina di Nertita di Luana Silighini

Trama: 



Fiaba, dai dieci anni in su.
Originale e attuale: richiama alle situazioni che sta vivendo l’Europa. Fantasiosa e da cartone animato. La favola, disponibile sia in versione cartacea che in formato ebook, è rivolta a bambini dai 10 anni in su e si ispira alla triste vicenda della ragazza undicenne, Raghad Hasoun, morta di diabete su una carretta del mare nel Canale di Sicilia - la tragedia è avvenuta nel mese di luglio scorso, a seguito del lancio da parte degli scafisti del suo zainetto contenente le medicine, vitali per lei. “Ho preso un po’ ad emblema quell’episodio nero per raccontare il dramma quotidiano vissuto da migliaia di bambini e dai loro genitori nelle acque che lambiscono la nostra terra”, scrive la giornalista professionista freelance, trentotto anni, che non poteva che trarre spunto dalla cronaca che tanto le sta a cuore.
Ma poi alla tragicità dell’evento la fantasia dell’autrice suggerisce di andare oltre: e allora la piccola Raghad farà esperienza di un mondo sommerso, dove con gli abitanti diventeranno amici. Negli abissi profondi del mare in cui, nel lago rosa, la bambina sarà trasformata per magia in una stella marina, conoscerà “Il Regno di Nertita”: qui vivrà una nuova avventura. E una nuova vita.
"Drammatica e realistica all’inizio, attraente poi. Input e messaggi importanti. Schema narrativo avventuroso e coinvolgente".  




Recensione:


Questa fiaba, scritta da Luana Silighini, prende spunto da un fatto realmente accaduto, ovvero di Raghad Hasoun, una ragazzina di 11 anni, morta di diabete su una carretta del mare…Solitamente, vediamo in televisione questi barconi pieni zeppi di profughi, che muoiono affogati in mare proprio per il ribaltamento del mezzo stesso…Leggere di questa ragazzina, che invece morì perché gli scafisti gettarono in mare lo zainetto contenente l’insulina, rende il fatto ancora più assurdo e ci fa capire quanto possa spingersi la cattiveria del genere umano!!!
 Nel libro si racconta del viaggio intrapreso da una bambina di nome Sira insieme al padre ed alle sue sorelle, della spensieratezza tipica delle bambine nell’affrontare la novità di un viaggio che avrebbe cambiato in meglio le loro aspettative di vita…della fatica e del disagio affrontati sempre con il sorriso, così come sorrise Sira per tutta la sua drammatica traversata in mare, per non far preoccupare il padre, già devastato dalla consapevolezza che la figlia sarebbe andata incontro a morte certa, proprio a causa della mancanza di quei medicinali indispensabili per la sua sopravvivenza….
Una scena molto toccante leggere della disperazione di quest’uomo, di come vide spegnersi giorno dopo giorno la vita della figlia, così come quando l’avvolse in una coperta, in un ultimo abbraccio, per poi gettarla in mare…
Il racconto è narrato in prima persona, è Sira che racconta della sua infanzia, trascorsa serenamente con la sua famiglia, prima che la guerra devastasse la Siria…da qui la decisione del padre di scappare da quella terra dove non c’era altro che devastazione e morte…
Ma passiamo al punto più “leggero” di tutto il racconto, ovvero , quando Sira, ritorna a nuova vita, tra le braccia di un mare che ha accolto il suo giovane corpo, quasi come se fosse stato un regalo inatteso, mi piace pensarla in questo modo…Lei che racconta di come scende lentamente sul fondo, tra mille bolle e la sabbia che le scorre tra le dita…dell’incontro inatteso con un simpaticissimo granchio di nome Fii Fii Fii, che sarà la sua guida e l’aiuterà nel trasformarsi in una stella marina…ebbene sì, proprio una stella marina, non poteva essere diversamente…una stella che avrebbe “ brillato” anche negli abissi più profondi del mare.
Sira, aiuterà tutto il popolo sottomarino a riconquistare il regno di Nertita, finito sotto le grinfie di una strega malefica…Tra battaglie combattute da pesci di ogni genere, la storia è un susseguirsi di vicende che, ne sono sicura, terranno viva l’attenzione dei giovani lettori …
E’ una storia che, se pur all’inizio ha un impatto drammatico e che a mio avviso, è stato scritto in maniera delicata, porta a conoscenza il problema dei profughi di guerra, di quello che sono costretti a subire per poter avere una vita migliore, dei viaggi della speranza oscurati comunque da quell’incognita che è il mare, o meglio, di come si viaggia su quel mare che è l’unica via di fuga… di quei mezzi di trasporto fatiscenti che diventano trappole mortali… E’ stato un modo molto efficace, parlarne sotto forma di fiaba, per far conoscere ai bambini quello che succede nel mondo, per far capire loro di quanto si è fortunati ad avere quello che si ha, la famiglia, la scuola, gli amici, il benessere in generale, che le persone, anche di nazionalità diverse, sono esseri umani e come tali devono essere trattati e aiutati nel momento del bisogno, per quanto ci è possibile… 

Quando scappi via dalla guerra, quando sei un rifugiato, è la disperazione che ti porta a cercare qualcosa, altrove, per sopravvivere. Perchè sopravvivere è lo scopo centrale della tua esistenza, in questa condizione. Anche se non sai dove, né a chi stai affidando la tua vità. L’unica certezza che hai è che quegli avidi sciacalli aspettano altri immigrati, e altri…e altri ancora…"

L’autrice ha centrato in pieno il bersaglio…una triste realtà, narrata sotto forma di fiaba…


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