venerdì 24 giugno 2016

La gemella silenziosa di S.K. Tremayne

TITOLO: La gemella silenziosa
AUTORE: S.K. Tremayne  
USCITA: 2015
GENERE: Romanzo - Thriller
EDITORE: Garzanti libri


Ciao Girls!
Nel leggere la trama non potevo che restare affascinata dall’apparente intricata storia che sembrava dipanarsi tra le pagine di questo libro. Così ho deciso di dedicarmi a questa lettura che mi ha tenuto compagnia per un po’. Si tratta di un romanzo d’esordio di un autore a me, personalmente, sconosciuto, ma che sicuramente ha ottime doti narrative e lessicali.


Trama
A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l'isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell'isola nel mare della Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l'inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, stranamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: "Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io". Sarah è devastata e il tarlo del dubbio comincia a torturarle l'anima. Cos'è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?







Recensione

Devo essere sincera che, inizialmente il libro, non decolla all’insegna della curiosità e della voglia di procedere nella lettura: prevalgono soprattutto tratti descrittivi che, se da una parte consentono di inquadrare al meglio la storia, dall’altra rischiano di essere roboanti e ripetitivi, per questo la noia potrebbe essere dietro l’angolo. Se non ci lascia scoraggiare dai primi capitoli, l’autore avrà in serbo una narrazione fitta e piena di colpi di scena che saranno in grado di suscitare curiosità nel lettore.
L’ambientazione del libro è abbastanza inquietante: una famiglia segnata dal grave lutto della perdita di una delle due figlie (per giunta gemelle) cerca di scappare dal suo passato decidendosi di rifugiarsi in un’isola sperduta della Scozia raggiungibile sono in occasione di bassa marea.
Superata la prima parte del libro in cui vi è una definizione del quadro generale e del trasferimento della famiglia nella nuova abitazione, l’autore fa emergere il “gioco” che la gemella rimasta in vita sembra mettere in scena per confondere i genitori. Si tratta dello stesso giochino e, spesso e volentieri, Lydia e Kirstie mettevano in scena quando erano ancora entrambe vive e vegete: scambiarsi i ruoli. Si trattava di qualcosa di semplice ed efficace, complice la loro perfetta assoluta somiglianza che non consentiva ai genitori di accorgersi della differenza tra le due (spesso erano ricorsi ad uno smalto colorato da mettere sul mignolo del piede per identificare la differenza tra le due sorelline). In occasione della tragedia che ha determinato la morte di una delle due, le due gemelle non avevano alcun tratto distintivo e i genitori si erano fidati di quello che la gemella sopravvissuta aveva detto loro: “A morire era stata Lydia”.
Durante tutta la narrazione la mamma,  Sarah, cercherà di capire chi delle due gemelle è effettivamente quella sopravvissuta e quale invece è quella morta.
Il colpo di scena finale ha davvero dell’incredibile e consente di rimettere una serie di tasselli in ordine, compresa la titubanza del padre delle piccole nel voler procedere troppo con le indagini di identificazione della figlia. Soprattutto verso la fine il libro acquisisce maggiore velocità e consente al lettore di restare letteralmente incollato al libro per arrivare all’epilogo.
Assolutamente lodevoli le descrizioni degli ambienti e la definizione del profilo psicologico dei personaggi. Soprattutto la personalità di Sarah è in grado di destabilizzare, non di rado, il lettore che si scontra con una madre alla ricerca della verità, ma anche con una donna piena di sensi di colpa e di frustrazioni. Solo negli ultimi capitoli sarà pienamente chiarito il profilo psicologico di Sarah.
Sicuramente consigliabile soprattutto per coloro che amano il genere, che definirei un thriller psicologico veramente ben definito.



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