mercoledì 13 aprile 2016

"Trilogia": "Mi piaci da morire"; "L’amore non fa per me"; "L’amore mi perseguita" di Federica Bosco

TITOLOMi piaci da morire; L’amore non fa per me; L’amore mi perseguita
AUTORE: Federica Bosco
USCITA: 2005
GENERE: Romanzo
EDITORE: Newton Compton Editori
COLLANA: Gli Insuperabili

Ciao Girls!
Rieccomi! O forse sarebbe meglio dire rieccola! Non potevo esimermi dal recensire il libro che, all’epoca, mi fece conoscere Federica Bosco e mi fece perdutamente innamorare del suo stile di scrittura ironico, allegro e dalla facile immedesimazione. Eccomi quindi a recensire la sua trilogia…

Mi piaci da morire
Monica ha 31 anni, vive a New York, ed è... cronicamente single! Lavora per due acide vecchie zitelle in un negozio di stoffe pregiate, ma il suo sogno è diventare una scrittrice e il suo idolo è Salinger. Vive con una cantante di colore esperta di astrologia e con un gay che vorrebbe adottare un bambino, e tutti gli appuntamenti al buio che gli amici le organizzano finiscono in disastri sentimentali. Almeno finché...

L’amore non fa per me
Monica è in partenza per la Scozia, dove l’aspetta il suo principe azzurro. Tutti i suoi sogni stanno per realizzarsi: va a vivere con l’uomo che ama, il suo libro sta per essere pubblicato e le si schiude una nuova carriera. Ma d’improvviso gli eventi precipitano: la convivenza mette in luce i “piccoli difetti” di Edgar, il paese in cui si trasferiscono è sperduto nella brughiera, andare d’accordo con la suocera è impossibile e di tanto in tanto David, una vecchia fiamma, lancia messaggi seducenti... Riuscirà Monica a trovare finalmente un equilibrio e a riconquistare la felicità.

L’amore mi perseguita
Monica torna a New York per la seconda volta, per ricominciare tutto da capo. Reduce da una convivenza tragicomica con quello che credeva essere l’uomo della sua vita (Edgar) e dopo essersi fatta spezzare ancora il cuore dall’altro uomo della sua vita (David), certa di non poter statisticamente incappare in soggetti più instabili di così, decide di puntare le ultime energie sulla carriera e accetta un incarico temporaneo come cronista per «Vanity Fair». Più scettica e disillusa che mai nei confronti dell’altro sesso, Monica non immagina quali scherzi il destino abbia in serbo per lei... Determinata a fare tutto da sola, anche se il suo passato torna a bussare puntuale come sempre, si troverà ad affrontare le situazioni più catastrofiche con la consueta dose di autoironia e leggerezza finché qualcuno arriverà a sconvolgere completamente i suoi piani. Riuscirà, dopo tante delusioni, a ritrovare la fiducia nel grande amore? E in fondo, esiste davvero il grande amore o è solo una trovata pubblicitaria?








Recensione
Devo essere sincera, questo è stato il primo libro (trilogia) che ho letto di Federica Bosco, quando ormai aveva “già fatto storia” ed era già stato ampiamente apprezzato dai lettori. Da queste pagine è iniziata la mia passione per questa scrittrice…
Una volta scoperta l’effervescenza dell’autrice mi sono lanciata in una lettura di tutti i suoi testi e devo ammettere che, nei successivi, la scrittura acquisisce più spessore (occhio a non confonderla con libri impegnati dai tratti filosofeggianti!), pur mantenendo l’ironia e la leggerezza che contraddistinguono Federica.
La trilogia è sicuramente simpatica, allegra, scorrevole e il personaggio di Monica è perfetto: insegue un sogno comune a molti, ovvero quello di diventare una scrittrice e si invaghisce di un uomo che cerca di assecondarla in questo progetto, condividendo con lei molti interessi. Si tratta di Edgard che, se inizialmente viene presentato come in grado di render felice la sua innamorata, dopo di che acquisirà un aspetto più umano e meno “romanticizzato.”
È soprattutto nel secondo libro che si scoprono gli altarini di lui e Monica si trova presa in contropiede, costretta a combattere contro il ricordo dell’ex moglie e soprattutto, costretta a vivere in una casa sperduta in Scozia. In tutta franchezza, dei tre, forse è proprio il secondo libro a procedere più lentamente rispetto al resto della storia, rischiando di annoiare il lettore.
Il terzo libro migliora e la trama suona più come il riscatto della protagonista che, dopo una lunga serie di peripezie riesce a trovare il suo posto nel mondo. Contrariamente al secondo libro, il terzo, soprattutto verso la fine prende velocità e si conclude rapidamente.
Ovviamente non si propone di essere un libro impegnato, ma anzi, la Bosco ha sempre dato prova del contrario: regalando piacevolissimi momenti di svago e leggerezza.






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