domenica 3 aprile 2016

Quasi per sempre di Angelo d'Andrea

TITOLO: Quasi per sempre
AUTORE: Angelo D’Andrea
USCITA: 2015
GENERE: Romance
EDITORE: CreateSpace Independent Publishing Platform

Ciao Girls!
Questa volta sono rimasta piacevolmente stupita! Non si tratta di una delle tradizionali romanticherie a cui mi dedico con entusiasmo e facendomi venire gli occhi a cuoricino solo leggendone la sinossi… Potrei piuttosto classificare il libro come un romanzo psicologico in cui l’iter di crescita e di autoanalisi del protagonista la fa da padrone. Nonostante tutto, l’amore c’è. Non si manifesta, ma, una volta arrivati in fondo al libro… Beh, lo si trova lì. Presente, costante a fare da sfondo ad ogni frase.



Trama
Cristiano ha trent’anni, un lavoro che non gli piace, una madre con cui non parla, una Vespa che non usa più, conosce a memoria la strada che porta al pronto soccorso e non riesce a ritrovare Giulia, un’infatuazione a portata di mano. Luca invece - il suo migliore amico - è ricco e disoccupato, ha un padre padrone un po’ incapace, diverse auto tra le quali scegliere, non sa cosa sia la paura, ma non ha il coraggio di lasciare Lucia, la ragazza con cui sta dai tempi del liceo. Diversità, gelosie e aspirazioni di due amici che sono amici solo perché si sono conosciuti da piccoli, ma che da adulti - amici - non lo sarebbero mai diventati.











Recensione
Sicuramente bene, sicuramente bello!
Devo essere spudoratamente sincera: adoro i libri scritti bene, veramente bene!
Un libro ben scritto parte già con una marcia in più e sicuramente, in questo caso, al romanzo non manca una scrittura scorrevole con un’attenta ricercatezza terminologica che allontana di gran lunga il lettore dalla banalità e dal noioso susseguirsi di termini sempre uguali.
Dietro la penna di Angelo D’Andrea si nasconde un’eccezionale maestria lessicale oltre che descrittiva e narrativa!

Innegabilmente positivo il lungo percorso di ricerca di sé condotto da Cristiano, il protagonista, che si interroga sulla sua vita e ne cerca il senso. Affetto da attacchi di panico e ansia, sembra sentirsi meglio solo quando si reca al pronto soccorso dove qualcuno dà ascolto alle sue paranoie. L’amico di sempre, Luca (che ha avuto una vita facilitata da un padre permissivo e che ha affianco la donna della sua vita) non è in grado di garantirgli il conforto di cui avrebbe bisogno.
Il suo unico appiglio sembra essere Giulia, una donna incontrata una volta per caso nel bar che frequenta di solito, ma che fatica a rintracciare…

“L’amore continua a mentirci come nessun altro e noi continuiamo a credergli come non crederemmo a nessun altro.”

Giulia diventa l’ossessione di Cristiano che, afflitto da tutti i suoi malanni (ansia, otoliti spostati, problemi allo stomaco etc) la cerca, ma non la trova.

“ – Secondo te è peggio lasciare o essere lasciati?
–  Secondo me è peggio non incontrarsi del tutto, oppure incontrarsi e non avere la possibilità di stare insieme.”

Apparentemente, il romanzo sembra essere un strumento per denunciare una generazione afflitta dai propri problemi, perduta in una vita di cui essere eternamente insoddisfatti.
Cristiano somiglia ad un ragazzo sfortunato (non ha mai conosciuto il padre e ha un rapporto profondamente conflittuale con la madre) che si crogiola nel suo dolore, ma non interviene in alcun modo per migliorarlo, se non quando sceglie di provare a sopperire al suo malcontento iniziando un percorso psicoterapico.

“Ero infelice, ma non era quello il problema; il problema era che mi stavo abituando all’infelicità e iniziava ad andarmi bene.”

A tratti sembrerebbe di trovarsi di fronte ad un diario in cui le preoccupazioni di un giovane uomo, espresse come un vero e proprio flusso di coscienza che invade il lettore, la fanno da padrona. Titubanze e ansie che mettono in discussione tutto: l’amore, l’amicizia, il lavoro.

“Io e Luca avevamo legato così tanto solo perché ci eravamo conosciuti nella culla, ma da adulti non ci saremmo mai piaciuti.”

L’epilogo è travolgente. Dona senso a tutto il testo e spiega il motivo dell’ansia, della psicoterapia, della paura, della rabbia di Cristiano. E Giulia non è più un amore impossibile, invivibile, platonico, ma qualcosa di molto più profondo che ha solcato il vuoto nell’anima di Cristiano.

“Avevo tante paure e pochi strumenti.”

“La rabbia, se bruciata bene, è un combustibile eccezionale.”

Forse rischio di essere ripetitiva, ma mi preme enfatizzare la bellezza della scrittura: secca, precisa, puntuale, diretta, scarna, essenziale, mai banale.
Leggetelo! Non ve ne pentirete e, se ne corso della lettura vi sembrerà di perdervi, lasciatevi condurre dove lo scrittore vi porta…. Non vi deluderà. Complementi!




Nessun commento:

Posta un commento