venerdì 22 aprile 2016

Meno cinque alla felicità di Virginia Bramati

TITOLO: Meno cinque alla felicità           
AUTORE: Virginia Bramati
USCITA: 2014
GENERE: Romanzo
EDITORE: Mondadori
COLLANA: Libellule


Ciao Girls!
Oggi mi dedico a recensirvi un libro che non definirei come un romanzo, ma semplicemente con un racconto che, sicuramente, tiene compagnia… Ok, confesso di essere completamente fuori tempo massimo! Leggere ad Aprile un libro dal clima natalizio non è esattamente il massimo, ma…


Trama
Costanza Moretti, brillante giornalista in un giornale finanziario di New York, non dovrebbe farlo, e anche il suo capo (nonché amante) è molto contrariato. Ma lei ormai ha deciso: per Natale torna in Italia, a Verate. Sua mamma e sua sorella Eleonora le sembrano troppo strane al telefono, e da quando - pochi mesi fa - il papà è morto la gestione della mitica Trattoria Moretti, nel centro del paese, è tutta nelle loro mani. Non è solo la preoccupazione, però, a indurla a partire, c'è qualcosa di molto più pressante: una voce insistente che da qualche giorno la assilla, decisa a non tacere finché non avrà ottenuto ciò che vuole. Costanza quella voce la conosce bene, da sempre... è la voce di suo padre! Allucinazioni? Non si direbbe. Suo padre ha una missione segreta e lei dovrà aiutarlo a portarla a termine: entro cinque giorni, quelli che mancano al Natale! Approdata a Verate, toccherà a Costanza pensare a tutto: sua madre ed Eleonora stanno lasciando andare la trattoria, ormai servono solo il caffè e a pochi giorni dal Natale non hanno nemmeno messo mano alle decorazioni. La sola cosa di cui si sono occupate è stato allevare le solite tre oche bianche destinate a essere cucinate per il pranzo... Ma c'è un'altra sgradita sorpresa che attende Costanza: la mamma ha affittato la stanza sopra la rimessa a un uomo di cui nulla si sa se non il nome - Andrej - e il fatto che (forse) lavora come muratore, (forse) è estone e... (sicuramente!) è molto affascinante.




Recensione
Premetto che non amo il periodo natalizio, ed essendo il libro fondato sul Natale, forse non sono la persona più adatta ad apprezzare la storia. Ciò non toglie che l’autrice sia in grado di far gradire il testo, con una scrittura semplice e scorrevole.
Sicuramente singolare il dialogo tra il padre-fantasma e la figlia che abbandona la redazione del giornale per cui lavora e manda a monte la relazione con il caporedattore per rientrare a Verate, in Italia, e condividere le festività natalizie con la sua famiglia.
Mentre Costanza, la nostra protagonista, è intenta a dare retta ai suggerimenti del padre e ad organizzare il Natale imminente, c’è anche un presunto muratore estone della quale inizialmente diffida, ma che, pagina dopo pagina, sembra rapirle il cuore.

Il personaggio di Costanza è ben strutturato e il lettore non può che simpatizzare per lei che con la sua ironia e la sua forza d’animo riesce a riportare ordine nella famiglia d’origine che, segnata dal lutto per la perdita del capofamiglia, sembra voler demolire tutte le consuete tradizioni natalizie. È proprio in nome di queste tradizioni familiari che Costanza sfoggerà la sua incredibile sensibilità (lasciando sempre spazio ad una buona dose di ironia), lasciandosi guidare dalla voce del padre e cercando di coinvolgere in tutto e per tutto i nipotini.
So che non è l’ideale, ma… Essendo il secondo (dei tre dell’autrice) che leggo, devo dire che ho sicuramente preferito “E se fosse un segreto?”. I motivi sono molteplici: la storia mi è parsa sicuramente più strutturata e la lettura sospinta dalla curiosità del racconto. Devo tuttavia riconoscere che lo stile di scrittura è ironico, tagliente e allegro.
Considerato che “E se fosse un segreto” è uscito nel 2015 e il libro appena recensito nel 2014, posso facilmente supporre che si tratti di un processo di maturazione narrativo e stilistico che, l’autrice, sta percorrendo, sicuramente con successo.

Consigliato soprattutto a coloro che amano il Natale e quel clima del “siamo tutti più buoni”!






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