giovedì 11 febbraio 2016

Una Brava ragazza di Mary Kubica


Ciao Girls!

Oggi vi parlo di un libro che mi è stato consigliato un po’ di tempo fa da una mia collega e che, di buon grado, mi sono trovata a leggere, lasciandomi travolgere dalla vicenda arzigogolata e avvincente.

Un buon thriller.

Trama:

Mia Dennett è figlia di un importante giudice di Chicago, ma ha scelto di condurre una vita semplice, lontana dai quartieri alti e dalla mondanità in cui è cresciuta. Una sera come tante, entra in un bar per incontrare il suo ragazzo ma, all'ennesima buca di lui, Mia si lascia sedurre da un enigmatico sconosciuto dai modi gentili. Colin Thatcher - questo il vero nome del suo affascinante nuovo amico - sembra il tipo ideale con cui concedersi l'avventura di una notte. Peccato che si rivelerà il peggior errore della sua vita: Colin infatti è stato assoldato per rapirla. Ma quando Thatcher, invece di consegnare l'ostaggio, decide di tenere Mia con sé e di nasconderla in un remoto capanno del Minnesota, il piano prende una piega del tutto inaspettata. A Chicago, intanto, la madre di Mia e il detective Gabe Hoffman, incaricato delle indagini, sono disposti a tutto pur di ritrovare la ragazza, ma nessuno può prevedere le conseguenze che un evento tanto traumatico può avere su una famiglia apparentemente perfetta...




Recensione:

Devo dire che la personalità di Mia mi ha intrigata fin da subito e la fluidità della scrittura rende facilmente accessibile il libro. Inizialmente è necessario allenare un po’ la mente per cercare di orientarsi tra i continui flashback narrativi e per cercare di definire lo scenario, ma è un esercizio che si fa volentieri lasciandosi accompagnare dalla scrittrice in tutta la sua bravura descrittiva.

Mia emerge attraverso i racconti di Gabe, Collin ed Eve, utilizzando un continuo “prima e dopo” il rientro a casa della protagonista, avvenuto in occasione della vigilia di Natale. Gabe è l’agente di polizia che conduce le ricerche per ritrovare Mia, Collin è il sequestratore che, paradossalmente, l’ha salvata ed Eve è la madre di Mia.

Collin è stato incaricato ad adescare Mia in un bar e a consegnarla ad un gruppo di uomini che poi avrebbero chiesto il suo riscatto alla sua famiglia, ma Collin mosso dalla compassione verso questa giovane donna decide di non presentarsi all’appuntamento per la consegna della ragazza e di rifugiarsi con lei in un capanno abbandonato in mezzo ad un bosco. Inizialmente la convivenza tra i due è difficile ed è caratterizzata soprattutto da silenzi e lontananza, ma con l’andare del tempo le loro anime, scoprendosi simili e completamente ignare del significato della parola amore, si avvicineranno fino ad intrecciarsi in una relazione.

Per loro inizierà una vita completamente isolata dalla realtà, fino ad arrivare ad innamorarsi e ad ideare una vera e propria fuga insieme, ma è proprio in fase di definizione del loro piano che la polizia interverrà per liberare Mia, e Collin avrà la peggio. Positivo e interessante il fatto che Mia non parli quasi mai di sé in prima persona se non nell’epilogo del libro. Sicuramente singolari i continui flashback con cui la scrittrice accompagna il lettore nella definizione del quadro narrativo generale: prima e dopo il sequestro di Mia, con semplicità, intrigo e completezza di informazioni. Straordinario il finale: tutti i tasselli tornano al loro posto in maniera eccellente e il personaggio di Mia si rivela in maniera completamente differente rispetto all’inizio. Muta anche il significato del suo sequestro, che aveva uno scopo ben preciso e non era soltanto il riscatto economico, ma soprattutto il riscatto morale di una figlia da sempre ignorata e denigrata dal padre.




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