sabato 27 febbraio 2016

Non ti addormentare di J.S. Watson

Titolo:  Non ti addormentare
Autore: S.J. Watson
Editore: Piemme
Data: Giugno 2015
Genere: Thriller


Ciao Girls!
La trama di questo libro non poteva che incitarmi alla lettura! Non sapevo che mi sarei addentrata in una storia che, vista sotto una certa ottica, potrebbe addirittura essere correlata allo stalking.


Trama
Ogni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l’uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere.
È Ben, suo marito, a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua esistenza, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno un difficile apprendimento.
Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto “non fidarti di Ben”?
Giorno dopo giorno, con l’aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che, senza che lei ne sia consapevole, si è appropriato della sua vita.
Uno straordinario romanzo, teso e appassionante, una storia che non dà tregua e che mette in discussione l’idea stessa di realtà.








Recensione
Ammetto che non amo i romanzi troppo descrittivi, soprattutto quando la descrizione non è indispensabile a far procedere la narrazione e non è in grado di restituire al lettore dettagli indispensabili alla comprensione delle storia. Proprio per questo, inizialmente le descrizioni sono utili, se non fondamentali a definire un quadro generale, completo e dettagliato, tuttavia con il proseguire della narrazione si perde l’utilità di cotanta attenzione descrittiva.
Detto questo, bisogna assolutamente riconoscere che il testo è scritto bene e che lo scrittore ci sa veramente fare con le parole e anche con l’intreccio narrativo.
Christine è una donna con una particolare forza d’animo che tende costantemente alla risoluzione del suo stato di salute: vuole riacquisire la memoria, ricordare, rivangare momenti della sua vita che hanno segnato la sua esistenza. Infatti, a causa di un incidente (nel corso del romanzo si scoprirà che non c’è stato nessuno incidente, ma un’aggressione!) ha subito un trauma che le ha fatto rimuove gran parte dei suoi ricordi: non riconosce la casa in cui abita, l’uomo che dice di essere suo marito per lei altro non è che uno sconosciuto qualsiasi, non ricorda il figlio che ha messo al mondo e che è stato vittima della guerra in Afghanistan dopo essersi arruolato come militare.
In questo processo di riacquisizione della memoria, accanto a lei, c’è il marito Ben e il medico che sta studiando il suo caso, il dott. Nash. Sarà proprio il dott. Nash a consigliarle di tenere un diario in cui annotare tutti gli eventi della giornata. I pensieri che Christine annoterà (e che rileggerà quotidianamente) saranno quelli che le consentiranno di riperdere, ogni mattina, il filo della sua vita. Grazie al percorso terapico che seguirà con il dott. Nash sarà in grado di far riemergere ricordi che, in parte o totalmente, il marito negherà.
Proprio Ben apparirà, agli occhi di Christine, come colui che vuole mentirle o che vuole proteggerla. Complice il continuo omettere dettagli importanti della vita di Christine, la donna inizierà a supporre che lui le stia mentendo, ma spesso crederà che quel silenzio non sia altro che un modo per proteggere la donna che ama dal dolore della sua amnesia.
La chiave di svolta dell’intero romanzo è l’amica di gioventù di Christine la quale, in un solo incontro, le racconterà molto più di quello che Ben le ha raccontato in anni e anni di convivenza dopo il trauma subito. Grazie alle informazioni dell’amica Christine sarà in grado di ricollocare i tasselli della sua vita e scoprirà che Ben non solo ha omesso gran parte della sua vita, ma si è anche spacciato per ciò che non è.

La trama è sicuramente avvincente. Tuttavia mi è parso piuttosto ripetitivo e roboante il continuo sottolineare l’amnesia di Christine appena sveglia. Sicuramente era un modo per enfatizzare e riportare il lettore sul testo, ma in alcuni casi è sembrato piuttosto ripetitivo e inutile.
La prima metà (e oltre) del libro è incentrato sulla ricerca della verità condotta da Christine, sopportata dal dott. Nash e dalla figura di un marito innamorato (o presunto tale!). Il vero colpo di scena è sul finale quando Christine incontra l’amica e molti nodi tornano al pettine. Sicuramente il lettore viene tenuto in sospeso per molte, molte e molte pagine… forse per troppe. Fino alla prima metà del libro il testo è sicuramente scorrevole, soprattutto per la descrizione psicologica di Christine, ma è la seconda parte a diventare maggiormente noiosa e prolissa… Un po’ troppo.

Consigliato? Sni. Lessicalmente è un buon esercizio, la trama non è da buttare, ma… Ma si rischia di farsi prendere dalla noia!




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