giovedì 4 febbraio 2016

La ragazza della pioggia di Gabi Kreslehner

Ciao Girls!
 
Sono sincera: l’ho scelto solo per il titolo, sbirciando in velocità la trama, ma senza approfondire troppo.

Nulla di straordinariamente coinvolgente. Non ho adorato la tipologia di scrittura e la grande dispersività del racconto: di tanto in tanto ci si perde e soprattutto ci si annoia (cosa che, francamente, non accetto in nessun libro!). 


Trama:

È notte fonda. L'autostrada è quasi deserta e la pioggia si accanisce impietosa sull'asfalto nero. Bohrmann è esausto, non vede l'ora di arrivare a casa. All'improvviso, sbucata dal nulla, davanti a lui appare una figura esile. L'impatto è inevitabile. Bohrmann inchioda, scende dall'auto e chiama l'ambulanza, però non c'è niente da fare. La ragazza è morta. Ma, come appurerà il medico legale, non per via dell'incidente: qualcuno l'ha colpita con violenza alla testa; qualcuno da cui lei stava scappando, senza sapere di essere già condannata. La detective Pranza Oberwieser si sente vecchia e stanca. Intrappolata in un matrimonio felice solo in apparenza, ha cercato conforto tra le braccia di un amante, aggiungendo alla solitudine anche il senso di colpa. Poi c'è Ben, il figlio cui ha sempre dedicato troppo poco tempo e che adesso, a vent'anni, le rivolge a stento la parola. Ed è proprio a Ben che Franza pensa di fronte al corpo senza vita di quella ragazza, che doveva avere più o meno la sua età. Mentre teme che questo nuovo caso la terrà ancora più impegnata del solito, allargando la distanza che la separa dalla famiglia, una svolta nelle indagini le fa crollare la terra sotto i piedi. Dalle prove rinvenute, sembrerebbe infatti che Ben conoscesse molto bene la vittima. Anche lui è implicato nell'omicidio? È per questo che ultimamente è così silenzioso? E come può una madre sospettare il figlio?





Recensione:

La narrazione parte dell’incidente stradale nel quale viene coinvolta una ragazza (Marie) che, dopo averne esaminato il corpo, si suppone essere già stata colpita alla testa prima dell’urto con l’auto.

L’episodio dà il via ad una serie di indagini condotte dalla detective Franza ed è da qui che si rischia di perdere il senso del libro, soprattutto se si considerano le innumerevoli disgressioni usate per definire il profilo psicologico di Franza: un matrimonio infelice nel quale si sente intrappolata, un rapporto inesistente con il figlio Ben (che non sente dal giorno in cui è stato rinvenuto il corpo della ragazza uccisa), una relazione extraconiugale con un attore di teatro… Di tutto un po’.

Le indagini porteranno Franza a parlare con la madre di Marie, con gli insegnanti e con le amiche. Ne emerge una ragazza vittima di abusi durante l’infanzia e disposta ad vendere il suo corpo a chiunque, ma pronta ad abbandonare questo stile di vita solo per l’amore di un ragazzo: Ben, il figlio della detective.
La colluttazione nella quale era stata coinvolta Marie è avvenuta in un stazione di servizio dell’autostrada e si scoprirà essere avvenuta con un insegnante della ragazza che, in passato, era stato il compagno della madre di Marie e presumibilmente è anche il padre di quest’ultima.

Se la descrizione della ragazza è particolarmente puntuale e attenta, la descrizione di Ben (protagonista non di poco conto visto che la vita della vittima nell’ultimo periodo girava intorno a lui) è praticamente assente.
Ci sono alcuni personaggi che fanno da sfondo (principalmente i colleghi di lavoro di Franza) di cui si conoscono dettagli che, francamente, non hanno nulla a che vedere con la narrazione e sembra che abbiano l’unico scopo di allungare la storia.

  


Il finale… insipido.




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